Drin drin drin. Il caso Luigi Tecce

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Luigi Tecce

Va bene, andiamo alla fonte del’episodio di cui tanto si parla in Irpinia. Il presunto arresto per spaccio di droga. Oggi, ore 11,24.

Pronto
Sì?

Luigi?

Ciao, Luciano Pignataro

“Ciao Luciano, come stai?”

Dimmi tu. Si sono dette e scritte molto cose sul tuo conto.
“Preferisco non leggere, sono tutte sciocchezze”.

Alcuni sul mio blog chiedevano se eri stato arrestato, su un giornale locale hanno messo una foto di repertorio di uno che esce dall’auto della Finanza

“Come vedi non è vero nulla. Sto a casa, esco, rispondo al telefono. Ho avuto una denuncia perché coltivavo qualche piantina per autoconsumo. Chi mi stima certo non ha cambiato idea su di me, chi mi tiene sulle scatole ha ingigantito la cosa. Tutto qui, sto tranquillo e sereno, l’annata promette bene a differenza della 2010″.

Complimenti per il Poliphemo 2007, straordinario.
Grazie.

Un bacione

Questi i fatti e la versione di Luigi.
Qui il comunicato della Finanza riportato dal sito IrpiniaNews
Qui lo stesso comunicato arricchito con un pizzico di fantasia da un giornale locale nel quale i fatti sono evidentemente solo un’opinione visto che mettono una foto di repertorio di uno che esce da un’auto della Finanza che qualche ingenuo lettore potrebbe supporre essere il TL in questione

Ora vi potete fare una idea precisa della situazione al momento. Poi un giudice ci dirà se è autoconsumo o altro.

Un po’ di calcoli
Ah, la cifre famosa dei 150.000 euro: 9,8 chili di piante sequestrate in campo non danno certo 9,8 chilidi prodotto finito!
In sostanza si sono trovati 750 grammi pronti al consumo. Ammesso e non concesso che il valore di mercato sia il più alto manifestato nel comunicato, ossia 6000 euro al chilo, il valore commerciale del tutto sarebbe di 4.500 euro.
Insomma, non è stato sgominato il cartello di Medellin, forse faceva gola la notizia di beccare uno conosciuto con un po’ di fumo. Da Walter Chiari in poi sappiamo come sono andate queste cose in Italia.
4500 euro:una cifra ben superiore potrebbe invece qualsiasi avvocato far ottenere a Tecce per il risarcimento danni nei confronti di chi ha trattato così leggermente questo episodio e di chi lo ha cavalcato per piccoli rancori personali.

25 commenti

  • Paolo De Cristofaro

    (17 agosto 2011 - 12:30)

    Solo due cose:
    1) il giornalismo è questo: si verificano le fonti e i fatti, poi ognuno si può fare l’idea che vuole. Purtroppo non ci siamo più abituati, anestetizzati da copia e incolla che mirano solo a far vendere qualche giornale in più.
    2) Il Luigi Tecce che conosco io è una persona e un vigneron speciale. Chi deve giudicare giudicherà, intanto chi sta godendo per questa situazione si metta l’animo in pace, perché Taurasi come i suoi non li può mettere in discussione nessuna sentenza.

    • sabino

      (17 agosto 2011 - 12:36)

      Ben scritto De Cristofaro
      è bello avere in Campania non solo persone che capiscono di vino ma veri uomini

  • Franco Ziliani

    (17 agosto 2011 - 13:12)

    mi dispiace molto per questo sgradevole episodio toccato a Luigi Tecce, che non conosco personalmente, ma il cui Poliphemo trovo essere un vino straordinario. Mi auguro che la giustizia faccia serenamente il suo dovere e stabilisca esattamente quel che é successo.

  • giovanni Ascione

    (17 agosto 2011 - 13:35)

    Luigi é una persona con un tasso di umanità fuori dal comune. Chi lo conosce non può in nessun modo negarlo. E, soprattutto, é una persona veramente perbene, che lavora la vigna come pochi. Certo, con i suoi soldi facili frequenta spesso Antigua, almeno sei mesi l’anno, ed é riuscito a camuffare la sua Porsche fiammante in una vecchia duna, la sua cantina progettata da Piano in quella ben visibile nelle foto. Un minimalista. Comunque, tutto il mio affetto più profondo ad una persona deliziosa, che spero risolva al più presto questi problemi e torni a pensare solo al suo lavoro ed alle sue passioni.

  • Virginia

    (17 agosto 2011 - 13:44)

    Di persone ” eccezionali come Luigi Tecce ” ne vorrei conoscere di più .

  • Virginia

    (17 agosto 2011 - 13:49)

    Da Aliasi Carmine ” Cantine Manimurci ” tutta la mia solidarietà all’amico fraterno Luigi Tecce, (ci potranno piegare ma non ci spezzano.)

  • Lido vannucchi

    (17 agosto 2011 - 14:16)

    Un buon motivo x aprire una bottiglia di Luigi. Solidarietà ciao Lido

  • Raffaele Noviello

    (17 agosto 2011 - 14:34)

    Beh, sono a dir poco amareggiato nel leggere tutti questi commenti di solidarietà…
    Premetto che non conosco personalmente il Sig. Tecce e preciso che questo è un commento sui fatti e non sulla persona. Io penso che ci sia un enorme divario tra produrre un ottimo vino e coltivare cannabis!!! I Sinceramente faccio molta fatica a mescolare in una frase le due cose o a giustificare una “marachella” mettendo sull’altra parte della bilancia un’ottima bottiglia di vino. Per me produrre un ottimo vino significa essere assuefatti nel degustarlo non essere autorizzati a fare qualsiesi cosa uno voglia! Mi dispiace ma per me ogni tanto è giusto mettere qualche limite.

  • antonio ciccarelli

    (17 agosto 2011 - 15:06)

    Conosco i vini di Luigi Tecce li apprezzo moltissimo, esprimo tutta la mia solidarietà a questo bravo vigneron. Per quanto riguarda il presunto reato, trovo molto più imbarazzanti quelli “prescritti” di chi ci governa!!!

  • Marina

    (17 agosto 2011 - 15:25)

    Anche se Luigi cerca di sminuire la tensione del momento purtroppo dovrà affrontare una tempesta irruenta, me ne dispiace profondamente perchè è un uomo molto sensibile ed un artista capace di emozionare profondamente con i suoi vini, dal Poliphemo a quelli creati unicamente per passione e volontà di condividere certi pensieri con chi è in grado di percepirli. Questo momento servirà a riflettere e spero ad abbandonare certe scelte che sempre condanno, trovo sbagliato sminuire la pericolosità dell’uso di stupefacenti, anche delle droghe leggere, la droga non è mai un fatto leggero. Caro Luigi, ti auguro di risolvere la questione nel migliore dei modi e comunque vada devi avere la fermezza di andare avanti nel tuo lavoro di artista del vino. Mi fa molto piacere leggere i commenti positivi di chi sa ascoltare il vino e distinguere tra giustuzia e desiderio di distruggere chi si è distinto nel proprio lavoro.

  • Franco Ziliani

    (17 agosto 2011 - 16:11)

    Raffaele nel mio commento, io che non ho mai fumato una sola sigaretta in vita mia e aborro ogni forma di stupefacente non voglio in alcun modo “giustificare una “marachella” mettendo sull’altra parte della bilancia un’ottima bottiglia di vino”. Ho solo espresso l’auspicio che un produttore di vini eccellenti come Tecce possa chiarire al più presto i propri problemi per quello di cui viene accusato ed espresso grande amarezza e dispiacere per quello che gli sta capitando. Nessun giustificazionismo, del resto impossibile da parte mia, per l’uso,anche se solo privato e personale, di stupefacenti

  • Raffaele Del Franco

    (17 agosto 2011 - 16:12)

    Ho letto tutto e sinceramente il mio livelo di stima per Luigi non è cambiato di una virgola. Alto era ed alto è rimasto.

    • karen

      (18 agosto 2011 - 10:42)

      Stavo con Luigi 2 settimane fa a Paternopoli per una passeggiata in vigna e una visita in cantina. Una giornata che mi ricordo non solo per i suoi vini, ma il suo l’ospitalità. Abbiamo parlato di musica, politica, lettura, cultura, e storia. Un pranzo fatto al momento con i prodotti freschissimi. Questo è il mio ‘Tecce’… D’accordo con te, Lello… il mio livelo di stima per Luigi non è cambiato di una virgola. Alto era ed alto è rimasto…

  • Valerio Rosati

    (17 agosto 2011 - 16:17)

    Trovo giustissimo pubblicare anche l’altra campana. In linea generale penso che se uno non danneggia gli altri è libero di fare (quasi) tutto quello che vuole, ivi compreso fumarsi qualche canna. Anzi, a questo se la produce pure da solo è anche meglio, perchè almeno non va a dare soldi alla criminalità organizzata che gestisce quel commercio. Detto questo, se il sig. Tecce non dice la verità e il suo era un business di ben altro livello lo potrà accertare solo l’autorità competente al termine di un processo con accusa e difesa. Fino ad allora dare giudizi tranchant su una persona (e un imprenditore) mi sembra quanto meno inopportuno. Lieto di sapere che la sua attività principale prosegue, credo che andrò a visitarlo tra un paio di settimane quando mi potrò finalmente godere un pò di ferie.

  • virginia di falco

    (17 agosto 2011 - 17:31)

    Condivido l’amara ironia di Giovanni Ascione, che dice di conoscerlo molto bene. Io non aborro nulla se non il proibizionismo, da secoli nelle sue varie forme un’offesa alla ragione umana.
    I miei modesti complimenti a Pignataro che ha verificato con un drin drin se nel covo dei peccati (mirabilmente ritratto in foto) semplicemente stamane rispondeva qualcuno con qualcosa da dire. Poco vedo, perchè a differenza di molti di noi Luigi Tecce ha un ottimo vino da fare più che parlare. In bocca al lupo.

  • Gennaro

    (17 agosto 2011 - 17:38)

    Anche io sono contrario ad ogni forma di proibizionismo. Aspetteremo in questo blog anche la pubblicazione della conclusione e solo allora potremo esprire un parere, in linea generale, da lettore quello che traspare è che solo i fumatori di cannbis possono giustificarlo!

  • virginia di falco

    (17 agosto 2011 - 17:47)

    I fumatori di cannabis ma anche i non fumatori liberi e rispettosi del lavoro altrui (io rientrerei nella seconda, si parva licet)

  • Virginia

    (19 agosto 2011 - 16:56)

    Sono d’accordo con la sig di Falco : non tutti quelli che esprimono un pensiero sono fumatori di canne : il sig Gennaro in quello che ha letto non ha ” forse ” compreso che la solidarietà non e’ x quello che fa nella vita privata ma x l’amore che mette nel suo lavoro , di vinaiolo , contadino , sommelier , non aggiungo altro . E aggiungo di nuovo io non fumo ,e il rispetto x Luigi Tecce e’ e resterà profondo .

  • Vincenzo

    (20 agosto 2011 - 01:22)

    Beh, non conosco Luigi Tecce di persona, ma conosco da una vita Paternopoli… è la mia seconda casa, nonostante ormai da Avellino sono finito ben più lontano. A paternopoli ci sono cresciuto, ancora mi manca e quando ci sono i miei parenti, la mia famiglia, ci torno pure volentieri. Mi incazzo, però, quando succedono queste cose.
    Mi incazzo con Tecce, con quegli altri idioti paternesi che taroccavano il vino, con quelli che, per fare le cosiddette Stronzate, distruggono la reputazione di una collettività!
    Se tarocchi il vino, colpisci l’economia della tua cantina, ma anche quella degli altri… chi si fida più?
    E poi, Tecce, caro Tecce… io quel Poliphemo l’amo, l’adoro (chiedi pure a Giovanni – del Megaron – se non l’amo io quel vino!) ma mi chiedo… ma che c@#§o ci dovevi fa con tutta quella mariuana? sono d’accordo che fumarla fa magari meno male delle sigarette, ma hai sulle spalle responsabilità maggiori che il piacere della canna: hai un’impresa che risente, volente o nolente, del tuo operato. Questa cretinata ti costerà in termini eonomici (tra causa in tribunale e ripercussioni sul mercato dovute alla tua reputazione incrinata e quindi alla percezione del tuo vino)! Ti è convenuto trasgredire la legge?

    • luciano pignataro

      (20 agosto 2011 - 08:07)

      Ecco finalmente un piano di critica non condivisibile sul piano dei principi ma accettabile politicamente!
      Non condivisibile perché in linea di principio ognuno deve disporre di se stesso se non danneggia gli altri e in molti paesi è perfettamente legale quello che da noi è proibito.
      Accettabile politicamente perché quando si riveste un ruolo pubblico, sia esso politico, imprenditoriale o rurale, le ricadute di quello che fai non riguardano solo te e bisogna tenere conto dell’ambiente in cui si opera.
      Che abbia fatto una sciocchezza da questo punto di vista non ci sono dubibi. Però: secondo me anche chi fuma sigarette fa una enorme, peggiore e più pericolosa stronzata, abitudine fastidiosa anche per chi è costretto a convivere con un fumatore e costosa per la società a causa delle spese sanitarie pagate con le nostre tasse. Ma non per questo il mio giudizio è influenzato da questa sua abitudine.
      Viviamo in una Italietta impaurita, rinchiusa in se stessa nonostante la sua posizione geografica la condanni alle grandi trasmigrazioni da sempre. La mentalità di destra e cattolica fondamentalista dominante attacca la dichiarazione dei diritti dell’uomo e continua ad imporre paletti sulla vita delle persone, entrare nel nostro letto, quello che possiamo mangiare, chi possiamo sposare, quel che si deve pubblicare, persino dire come dobbiamo morire. Così una stronzata diventa addirittura ipotesi di reato invece di restare quel che è: una stronzata.

      • Valerio Rosati

        (22 agosto 2011 - 16:15)

        “…La mentalità di destra e cattolica fondamentalista dominante attacca la dichiarazione dei diritti dell’uomo e continua ad imporre paletti sulla vita delle persone…”
        Luciano, se fosse solo questo la situazione sarebbe grave ma vivremmo in un ambiente tutto sommato giusto (dove per giusto si intende uguale per tutti). Il problema è che chi conta veramente magari fa i Family Day e finchè può cavalca quell’onda per arrivare dove sta e poi, tanto per fare un esempio terra terra, si riempie le (varie) case di mignotte anche minorenni e allora tutti (anche quelli del Family Day) a dire che vabbè, alla fine sono solo affari suoi. Il che, più che grave, per noi come popolo è patetico.

      • Vincenzo Garofalo

        (29 agosto 2011 - 11:55)

        Ecco, non trovavo più l’articolo e quindi arrivo con sommo ritardo.

        Sono d’accordo con l’dea che la sigaretta non abbia nulla di meno (in quando a danno e rovina dello status quo) che una “sigaretta diversa”, ma il problema, soprattutto nel mondo economico, non è l’opinione personale, ma quella della massa. Se una sigaretta fosse recepita come lesiva per l’immagine, anche avendone il vizio, sarebbe opportuno smettere per non colpire l’immagine dell’azienda.
        Il fatto che all’estero magari sia concesso… non consente in un paese dove non lo è di fare come ci pare. In Germania, in alcuni punti delle autostrade, il limite è oltre i 180Km/h, il che non vuol dire che sulle nostre si possa sfrecciare a 160 e oltre… Le regole ci sono, e in uno stato di Diritto, collettivo e sociale, si rispettano, volenti e/o nolenti. Il fatto che le regole, poi, dalla caduta dell’economia Keynesiana, e con l’avvento del Friedmanierismo abbiano sconquassato gli equilibri socio-economici non solo italiani ma anche di altri paesi, con l’avvento di politicanti “predicatori di pace” e razzolatori d’altro non giustifica la fuoriuscita da retta condotta, altrimenti si finirebbe con l’anarchia.
        Fare impresa è un rischio, è un impegno e richiede certi atteggiamenti. Mi spiace dirlo, ma Luigi, nonostante ne apprezzi i prodotti, non s’è comportato come doveva. E’ un dato di fatto: sia eticamente giusto o meno, la legge non concede divagazioni estrose.

        • luciano pignataro

          (29 agosto 2011 - 12:34)

          Finché parli di opportunità di comportamento posso seguirti.
          Ma l’argomentazione legale non regge. Esistono leggi ingiuste e vanno cambiate. Il progresso umano si misura su questo.
          Basti pensare alle leggi ad personam su cui il Parlamento è occupato da due legislature trascurando la crisi.
          Fumare uno spinello è una cazzata. E tale deve restare.

          • Vincenzo Garofalo

            (29 agosto 2011 - 14:01)

            Concordo.
            Il problema è che la legge andrebbe cambiata, ma fino a che c’è, va rispettata!

            Poi la vergogna della politica italiana è un problema enorme, ma diverso. Su questo ci sarebbe da discutere ora, anni… e da rifondare il senso del pudore e della decenza che, purtroppo, ha abbandonato la “classe” dirigente di questo paese destinato, continuando così, al sempiterno oblio…

  • caterina

    (25 agosto 2011 - 13:45)

    a parte l’indubbia capacità nel creare il suo grande vino ho sempre apprezzato Luigi per la sua caparbietà e per la sua forza.Il suo carattere sta tutto nel suo Polifemo.Gli invidio sia l’uno che l’altro. Grande solidarietà a un grande uomo

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