Faius 2009 Irpinia bianco doc blend d’Irpinia |Voto 85/100

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Faius 2010 Irpinia doc (Foto Lello Tornatore)

I CAPITANI

Uva: greco, fiano e falanghina
Fascia di prezzo: da 5 a 10 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio

Vista 5/5. Naso 25/30. Palato 27/30. Non Omologazione 29/35

La Campania ha sviluppato in modo molto rigoroso il discorso del monovitigno negli ultimi 15 anni. Lo ha potuto fare grazie a uve straordinarie che, grazie ai moderni metodi di gestione in campagna  e in cantina, hanno regalato risultati molto gratificanti in alcune annate, sempre comunque accettabili. Il blend, passione di tutti gli enologi perché facilita il lavoro di gestione riequilibrando il bicchiere, pur continuando ad avere grandi espressioni come Montevetrano, Sabbie di Sopra il Bosco, Terra di Lavoro, sembra uscito fuori dal senso comune.
In particolare nel bianco sopravvive con il Lacryma Christi e nella Costa d’Amalfi dove appare una scelta obbligata. Ecco perché riteniamo sempre interessante quando una azienda decide di lavorarci perché si prefigurano risultati interessanti. E’ stato sempre così con il Faius de I Capitani, l’azienda fondata da Ciriaco Cefalo e adesso condotta dal figlio Antonio nel cuore dell’areale taurasino, da noi stappato dopo molti anni sempre con decisa soddisfazione. Il blend è cambiato, la Coda di Volpe ha lasciato il posto alla Falanghina che regala più energia, Fiano e Greco, che già si sono conosciuti nel Fiagre di Antonio Caggiano, si compensano abbastanza bene.

Ci piace l’idea di passare qualcosa in legno, purché si punti poi a un vino di lunga durata che diventi un po’ il simobolo aziendale, per esempio introducendo le magnum che fanno sempre la differenza.
Claudio Introini segue un rigido e rigoroso discorso sulla tipicità del terroir. Il Fiano fa fermentazione alcolica e malolattica in legno in barrique senza tostatura compone la metà del vino. L’altra metà è fatta di Falanghina e Greco lavorati solo in acciaio. Esce con un anno di ritardo e il risulrato è quello di un bel bianco di territorio, molto interessante e piacevole. Ne esce fuori un vino molto elegante, bei sentori di albicocca e mandorla al naso, speziatura dolce di corredo, in bocca è senza sconti, fresco, finale amaro e ripulente.

Una bella esecuzione enologica da attendere con pazienza tra quattro o cinque anni, quando sicuramente si esprimerà al meglio.

Sede a Torre Le Nocelle, via Bosco Faiano. Tel. 0825 969182 www.icapitani.com. Enologo Claudio Introini. Ettari 12 di proprietà. Bottiglie prodotte: 60.000. Vitigni: aglianico, fiano, greco.

Un commento

  • I Capitani

    (3 novembre 2011 - 09:40)

    Caro Luciano grazie! Un bel sunto di quello che ci siamo detti in cantina. Ti faccio notare che il nome del nostro consulente è Claudio e non Carlo per sciogliere il dubbio tra il testo e le note a piede. A presto

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