Fiano di Avellino 2007 docg Guido Marsella

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Uva: fiano
Fascia di prezzo: da 5 a 10 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio


Il fiano di Marsella mi ricorda sempre i vecchi amici. Quelli che non vedi da un po’, quelli che – in quella certa somiglianza che hanno con i tuoi ricordi di loro – sono cresciuti ed oggi, son diversi pur essendo sempre gli stessi. Almeno è quasi sempre stato così. Non questa volta. Ma conviene spiegarsi bene.
La bellezza di certe bottiglie, delle piccole vigne, sta nell’alto artigianato di chi le realizza. Di quella firma, quella riconoscibilità, quella peculiarità, sia esso un difetto o un pregio, che le rende diverse. Non tutti sono in grado di capire: c’è chi, gli insicuri, gli stessi molto arroganti e presuntuosi o semplicemente quelli che se ne fottono, preferisce rifugiarsi nei vini “facili”, meretrici, ben confezionati, immobili. I cadaveri profumati, come li ha chiamati qualcuno.
Questo fiano, invece, pur essendo in ogni annata qualcosa di diverso, era sempre eguale a se stesso, eguale al ricordo che avevo, di lui, io. Quella sua opulenza, quella sua grassezza frutto di un territorio, Summonte, e di una scelta, vendemmiare più tardi, che lo rendeva alla cieca, nascosto tra altre bottiglie dello stesso vitigno, solitamente individuabile. Un vino unico, di conseguenza, è per questo bello. Nonostante gli abbia sempre preferito altri, riconoscevo il valore della bevuta e quello assoluto del principio di unicità. Stavolta, invece, sembrava non essere lui. Camaleontico, e tanto è bastato ad eleggerlo (dal sottoscritto) miglior fiano di Avellino di questa annata un po’ storta e calda (all’appello manca solo quello di Antoine Gaita).
Il colore è giallo paglierino, il naso iniziale sottile, di sapidità minerale, leggermente floreale. Mano a mano che si alza la temperatura i toni si fanno quelli del fiano, quelli di nocciola tostata e di leggero fumè. Da qui non si muoverà, mostrando di essere un po’ monocorde. Al palato l’ingresso è irrequieto, sapido e dolce allo stesso tempo, con la frutta che appare per la prima volta, il centro bocca largo e godurioso, il finale giustamente e meravigliosamente acido. Dopo la derapata dell’alcol, gli immancabili 14 gradi, quasi marchio di fabbrica, il ritorno leggermente amaro e mandorlato.
Ecco, dicevo, e chi se lo aspettava. Forse l’annata calda lo ha spinto a vendemmiare prima. Ma questa è solo un’ipotesi, la certezza è che si tratta di un gran bel vino.
Si, viaggia sulle trentamila bottiglie, ma continua ad essere una piccola chicca.
Si, lo so, adesso Marsella produce anche falanghina e greco.
Facciamo finta di niente.
Da bere con Jack Nicholson in Qualcosa è cambiato.
Questa scheda è di Mauro Erro

Sede a Summonte, via Marone 1
Tel. 0825.626555. Fax 0825.62437
Sito: http://www.guidomarsella.com
Enologo: Guido Marsella
Bottiglie prodotte: 30.000
Ettari: 23 di proprietà
Vitigni: fiano di Avellino