Garantito Igp. Cipolla di Certaldo: 700 anni di gusto a iniziare dal Boccaccio

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Cipolla di Certaldo

“Il cibo ed il vino secondo Carlo Macchi, Luciano Pignataro e Franco Ziliani.
Ogni lunedì, i tre blog di Vino Igp (I Giovani Promettenti) offrono ai loro lettori un post scritto a turno dai giornalisti Carlo Macchi, Luciano Pignataro e Franco Ziliani

Si conclude oggi il Salone del Gusto ed allora ho pensato che questa settimana non sarebbe stata un’idea malvagia parlare di un presidio Slow Food, magari di uno dove l’abbinamento con il nostro onnipresente vino fosse, una volta tanto, difficile o impossibile.  La domanda però era : “Di quale presidio parlare? A chi dare la precedenza? Uno del sud no perché sembra di invadere il territorio di Luciano: il nord va scartato perché Franco impera. Rimaneva il mio piccolo centro Italia: Anche lì ce ne sono molti..come scegliere. Allora ho fatto un operazione geometrica: ho puntato il compasso su Poggibonsi ed ho cominciato a creare cerchi sempre più larghi. Il primo presidio che, geograficamente parlando, fosse caduto dentro ad un cerchio  sarebbe stato il prescelto. In realtà di cerchi ne ho fatti solo uno perche Certaldo e la sua Cipolla Rossa si trova a dieci chilometri dalla mia amatissima Poggibonsi.

la cipolla di Certaldo

Certaldo è la patria del Boccaccio, che in un certo senso può essere considerato il padre putativo della cipolla, visto che ne parla in una novella del Decamerone. Ciò vuol dire che questa cipolla viola chiara dai poli schiacciati è coltivata in zona da almeno sette secoli… e scusate se è poco. In realtà fino ad pochi anni fa veniva prodotta solo per consumo familiare, ma grazie ad un gruppo di coraggiosi agricoltori è riuscita ad uscire dall’ambito familiare ed a comparire sulle nostre tavole .

Ma cosa avrà di tanto speciale questa cipolla? Anche se il campanilismo  che divide Poggibonsi da Certaldo mi vieterebbe di parlarne bene, risolvo la questione in sei parole “E’ meglio di quella di Tropea.” Ne volete sapere di più? Va bene: è un miscuglio di dolcezza e sapidità, per niente acuta al gusto, tanto che da fresca può essere usata tranquillamente a crudo. Come accennato è viola chiaro ed è leggermente schiacciata ai poli.

Cipolla di Certaldo

Per essere coltivata alla perfezione ha bisogno di un terreno di medio impasto con non molta argilla e di un clima umido ma non troppo. Viene seminata due volte l’anno: tra luglio e agosto “la statina” (trad. dal Toscano: estatina o estiva), a ottobre-novembre la vernina (devo tradurre??) Tra le varie fasi colturali importantissimo è il momento della messa a dimora (o trapianto) che deve essere effettuato da mani esperte ed al momento giusto: questo per la statina è ottobre e per la vernina è marzo La prima è pronta per essere consumata fresca a maggio (sotto forma di deliziosi cipollotti) e matura ad agosto, la seconda è pronta a fine agosto ma si consuma prevalentemente matura in autunno-inverno. Per conservarla occorrono ambienti ventilati e freschi: il caldo e l’eccesso di umidità la fanno deteriorare velocemente.

Ma torniamo al suo gusto: per “compenetrarlo”  meglio occorre pensare, appunto, alla tanto  e giustamente blasonata cipolla di Tropea e…….aspettarsi qualcosa di meglio.
Per chi non ha timori nella vita, consiglio di gustarla cruda anche in questa stagione,  in un pinzimonio di olio extravergine toscano, accompagnata da una bella fetta di pane bianco. Per mitigarne le proprietà “cipollesche”, volendola comunque gustare a crudo, potete aggiungerla ad un bel piatto di zuppa di pane o di ribollita.

Gli altri invece possono utilizzarla per soffritti vari, ma sappiano che si perdono qualcosa.
Per chiudere voglio svelarvi un segreto: Franco e Luciano non si sarebbero arrabbiati se io avessi parlato di un prodotto agroalimentare delle loro zone. In realtà volevo proprio scrivere della Cipolla di Certaldo, perché una cipolla così buona dalle loro parti non esiste (Tié!!!).

Comunque, chi volesse addentare una cipolla di Certaldo e non l’ha comprata al Salone del Gusto, non dovrà fare altro che telefonare ad uno dei produttori sotto indicati e sarà soddisfatto.

Graziella Ascaretti  348 3203621
Bel Colle  0571 652130- 349 3803294
Casa Bassa  0571 667619
Manuela Favilli 339 1257016
Miro Marchesini  339 1020327
Barbara Mori 349 4993656
Nardone di Buonriposo -333 6085301
Il Castagnolino 0577 955063-328 564003
Gli Orti del Guado 0571 664982
Orto di Paglione 0571 664738

Carlo Macchi

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12 commenti

  • giulia

    (25 ottobre 2010 - 10:03)

    GRAZIE DEI SUGGERIMENTI PROVVEDIAMO ALL’ACQUISTO, come verrà la genovese con questa cipolla?

  • monica

    (25 ottobre 2010 - 10:05)

    Mi sembra cosa sana a e giusta. Una cipolla per i Giovani Promettenti oggi. Non solo lacrime.

  • giulia

    (25 ottobre 2010 - 10:30)

    no, che lacrime’ oggi solo sorrisucci!!!:)

  • Mario Crosta

    (25 ottobre 2010 - 11:07)

    Sempre meraviglioso il nostro Carlo Macchi, anche nel fatidico… Tié!!!
    Con la cipolla di Certaldo si puo’ affermare che il suo sia un amore vero e proprio, e non soltanto platonico, visto che l’ha proposta piu’ volte agli amici, per esempio anche qui: http://www.enotime.it/zoom/default.aspx?id=416.
    Non rimane altro che approfittare dei recapiti che ha allegato, cercarla, portarla a casa e mangiarne a volonta’… ma, come suggeriva lui in quell’articolo, “aspettate due giorni prima di invitare la donna (o l’uomo) dei vostri sogni ad un romantico incontro…”.
    Un’altra sua nota importante, visto che questo e’ un blog dedicato al vino, proprio a pie’ di quell’articolo: “Giunge adesso il vero “puntum dolens” della faccenda: l’abbinamento con il vino. Una persona sana di mente si asterrebbe dal dare consigli… ed invece io vi propongo, nell’uso a crudo, un bel sorso di un vino rosso giovane, morbido, equilibrato, come un Barco Reale di Carmignano DOC o un Rosso di Montecarlo DOC”.

    • Lello Tornatore

      (25 ottobre 2010 - 12:45)

      Sull’abbinamento del vino alla cipolla a crudo, nel mio caso parlo della cipolla ramata di Montoro (Av), noi usiamo accompagnarla, insieme alla pizza di mais con le” frittole” (ciccioli di maiale), con un rosso beverino a base di Piedirosso o ‘Pere ‘e palummo, che dir si voglia. Così l’abbinamento risulta meno azzardato perchè la tendenza dolce del mais e quella del lardo sfritto, già preliminarmente stemperano la pungenza dellla cipolla…

  • Cantinetta

    (25 ottobre 2010 - 11:29)

    Allora non esiste solo la fantastica cipolla di tropea
    PS ce la mandi una ricetta???

  • Lello Tornatore

    (25 ottobre 2010 - 12:09)

    Mi spiace caro Carlo, ma dalle nostre parti (in Campania) esiste una cipolla buonissima, non so se più buona di quella di Certaldo, ma sicuramente regge il confronto :
    http://www.tenutamontelaura.it/it/photogallery/category/23-cipolla-ramata-al-mosto-cotto.html
    Vattela a vedere…

    • ALBA

      (25 ottobre 2010 - 12:17)

      Ogni cipolla è bell’ a mamma soje

      • Carlo Macchi

        (25 ottobre 2010 - 17:47)

        Accetto sfide e singolar tenzoni anche a chi fa fare più lacrimoni!

        • Luciano Pignataro

          (25 ottobre 2010 - 17:50)

          Mi dispiace, ma chi di cipolla ferisce di cipolla perisce, preparati ad un colpo mortale lunedì prossimo, visto che tocca a me:-)

  • Romualdo Scotto di Carlo

    (25 ottobre 2010 - 14:38)

    buone davvero le cipolle di Certaldo: ad una Boccaccesca di qualche anno fà ne mangiammo in quantità industriali, fritte ad anelli…

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