Greco brut Di Marzo

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Il mercato tira e, giustamente, tutti si buttano. Ma c’è sempre modo e modo di tuffarsi in acqua. Quello più apprezzabile nel mare delle bollicine è sicuramente il metodo classico, ossia quello della rifermentazione in bottiglia che noi italiani chiamavamo champenois prima che i francesi ce lo proibissero. Non chè l’altro modo di ottenere spumante, intendo il metodo charmat della rifermentazione in autoclave, sia sbagliato: diciamo però che banalizza un po’ il vino e ci regala bianchi o rosati freschi e piacevoli, ma assolutamente semplici. La rifermentazione in bottiglia è invece la massima esaltazione dell’uva, il momento in cui la materia della frutta ambisce allo spirituale, non c’è lavorazione più affascinante che l’uomo abbia mai ottenuto con la frutta. Per questo abbiamo molto apprezzato la nuova linea di bollicine lanciate da una delle aziend epiù antiche d’Italia, Di Marzo a Tufo, di cui vi consiglio sempre la visita alle cantine scavate nelle grotte.

La famiglia ebbe un ruolo determinante nell’economia della zona con le miniere che arrivarono ad occupare sino a 900 persone. Ora il cognome che resta legato al vino, sempre bianco da Greco, consumato ad Avellino da sempre. Come sempre accade, un po’ di vicissitudini hanno messo in secondo piano il marchio storico della viticoltura irpina anche se Filippo Di Somma ha testardamente tenuto alta la bandiera ora impugnata dalla nuova generazione. Uno spumante di Fiano e uno di Greco, metodo classico. Entrambi molto buoni, la nostra preferenza è indirizzata però al secondo che sembra essere più adatto a questa lavorazione raffinata come hanno dimostrato analoghe scelte, penso a Dubl dei Feudi e all’antico Greco Brut di Struzziero.

Bella spuma, cremoso, freschissimo, di corpo: davvero un bicchiere gradevole e vibrante, da consumare a tutto pasto. Filippo ce lo aveva inviato per un brindisi alla presentazione prevista oggi ad Avellino presso la Banca della Campania alle 15 della nuova Guida dei Vini di Slow Food. Un appuntamento che segnerà la svolta, vista la nuova filosofia su cui si basa l’impresa editoriale: al centro ci sono la terra e gli uomini.

Sede a Tufo. Via Gaetano Di Marzo, 17 Tel. 0825.998022 Enologo: Paolo Caciorgna Uva: Greco di Tufo