Jacca Ventu 2010 Melissa Rosso doc | Voto 87/100, winner a Radici del Sud

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Jacca Ventu Melissa Doc Rosso 2012 La Pizzuta del Principe

Azienda Agricola Ranieri La Pizzuta del Principe

Uve: Gaglioppo e Greco Nero

Fascia di prezzo: 10,00 euro in enoteca

Fermentazione e maturazione: Acciaio e legno

Vista 5/5 – Naso 26/30 – Palato 26/30 – Non omologazione 30/35

 

Il patrimonio ampelografico della Calabria alla fine del XIX secolo poteva annoverare circa 700 vitigni autoctoni, ma poi, a causa del flagello della fillossera e del progressivo abbandono delle campagne, dopo la seconda guerra mondiale questa ricchezza viticola fu decimata. Adesso, comunque, insistono sul territorio regionale ancora quasi 120 varietà locali, anche se ne vengono utilizzate appena una dozzina, tra le quali le più diffuse sono il Gaglioppo, il Greco Nero, il Magliocco Canino, la Marsigliana Nera, il Castiglione, il Mantonico Bianco (da non confondersi col Montonico coltivato nell’Italia Centrale) e il Greco Bianco. Ma è soprattutto col Gaglioppo che tutta la Calabria enoica s’identifica, anche se viene coltivato più intensamente nelle province di Cosenza, Crotone e Catanzaro, dove dà migliori risultati su terreni collinari che guardano il mar Ionio e dove risaltano due Doc molto simili: Cirò e Melissa.

L’Azienda Agricola Ranieri La Pizzuta del Principe di Strongoli (Kr), sede anche di un avviato agriturismo, è stata fondata nei primi anni Novanta da Albino Bianchi, insieme con la moglie ed attuale proprietaria signora Clara. E’ situata in una fertile pianura ricca di vigneti ed uliveti, contornata da verdi colline, lambita dal fiume Vitravo e a due passi dal mar Ionio. La produzione vitivinicola, curata dall’enologo Umberto Trombelli, è eccellente, laddove viene impiegato in modo particolare proprio il Gaglioppo.

L’etichetta Jacca Ventu (che vuol dire Spaccavento) Melissa Doc Rosso 2012, con Gaglioppo al 95% e saldo di Greco Nero, ha conseguito il primo premio da parte della giuria internazionale ed il secondo da quella nazionale nella sua tipologia all’ultima edizione di Radici del Sud.

Dopo la fermentazione, il vino è transitato per alcuni mesi in contenitori di acciaio, quattro mesi in legno grande e tre mesi in bottiglia per l’elevazione. La gradazione alcolica è di 13,5° C.

Il colore nel bicchiere è brillantemente rubino chiaro, attraversato da lampi purpurei. Al naso il vino si concede immediatamente come un “tenero amante”, così come canta Marco Ferradini nella sua canzone Teorema. I profumi che si percepiscono sono voluttuosamente pervasivi ed intensi e ricordano soprattutto la noce moscata ed i chiodi di garofano, intrecciati a sentori di frutta di bosco, ciliegie mature, prugne e accenti delicati di viola e note erbacee. In bocca il sorso che sosta sulla lingua è subito astringente ma fresco, perché sostenuto da una buona acidità. E’ secco ma morbido ed avvolgente e poi pieno, corposo, equilibrato, strutturato, sanguigno, terroso, dinamico, contrassegnato da un tono ancora rustico e con un profilo di grande fascino che tiene in tensione le papille gustative con una scia sapida e succosa. Finale abbastanza lungo e persistente. Vino giovane che si evolverà a maturerà ancora per alcuni anni. Prezzo intrigante. Da abbinare a pasta al forno, carne arrostita e formaggi stagionati. Prosit!

 

Questa scheda è di Enrico Malgi

 

Sede a Strongoli (Kr) – Contrada Pizzuta

Tel. 0962 88252 – Cell. 348 2260328

info@lapizzutadelprincipe.itwww.lapizzutadelprincipe.it

Enologo: Umberto Trombelli

Ettari vitati: 8

Bottiglie prodotte: 80.000

Vitigni: Gaglioppo, Magliocco, Greco Nero e Bianco, Pecorello e Mantonico

 

 

 

 

2 commenti

  • Mondelli Francesco

    (5 settembre 2013 - 06:23)

    Non più di due anni fa erano seguiti da Mario Ercolino.Quando hanno cambiato enologo?Grazie da Francesco e…. Sempre preciso ed esaustivo Enrico!FM.

  • Enrico Malgi

    (5 settembre 2013 - 08:53)

    Non ti sfugge niente caro Francesco. In effetti Mario Ercolino ha curato questa azienda fino all’anno scorso e poi ha dovuto lasciare l’incarico. Il motivo esatto non lo conosco, ma presumo sia stato per l’eccessiva distanza che lo separava da casa sua.

    Abbracci.

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