La Campania Felix di Enzo Vizzari

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Enzo Vizzari

“Si pensi pure che sono a libro-paga della regione Campania, ma una volta di più non posso fare a meno di tentar di comunicare il piacere, senza aggettivi, che la cucina dei ristoranti di quella regione mi regala, da nord a sud, dall’Irpinia al Cilento, da Amalfi a Caserta.


Perché là c’è tutto, c’è il meglio di tutto, i prodotti (irripetibili, di terra e di mare) e la cultura gastronomica (alta e di popolo), la trasmissione del saper fare e la tecnica che si affina nel quotidiano, i vecchi saggi e i giovani scalpitanti, la tradizione e l’avanguardia, i piatti della festa e la cucina di strada. C’è anche, oggi, e ne cogli la progressione, la maturità professionale di chi a vari livelli si occupa di accoglienza e ospitalità”.

Enzo Vizzari, Espresso dell’11 agosto 2011, p. 162

Mi fermo qui per farvi leggere tutto l’articolo anticipando solo che il piatto dell’anno per il direttore della Guida dell’Espresso è una “lasagna alla partenopea con fuso di mozzarella di bufala e crema di pomodoro” di Tonino Mellino. Che io, arrivato 16 ore dopo sul posto, non ho potuto mangiare perché l’aveva trafugata nella notte Enzo Ercolino nascondendola nella valigia:-(

10 commenti

  • Giancarlo Maffi

    (7 agosto 2011 - 10:40)

    Particolarmente esilarante il passaggio su Sant’Agata, in cui Sguizzari da’ il meglio del suo essere piemontese:-)

  • Vignadelmar

    (7 agosto 2011 - 10:47)

    “C’è anche, oggi, e ne cogli la progressione, la maturità professionale di chi a vari livelli si occupa di accoglienza e ospitalità”.
    Non ho ancora letto l’intero pezzo perchè sono a trascorrere l’estate in campagna e la mia copia arriva a Bari, ma l’essenza della differenza fra Campania e Puglia è tutta racchiusa in questa frase, alla quale non è necessario aggiungere niente.
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    Perchè anche in Puglia “c’è tutto, c’è il meglio di tutto, i prodotti (irripetibili, di terra e di mare), i piatti della festa e la cucina di strada”; quello che è mancato e manca ancora, oltre a quanto detto sopra è l’ ESEMPIO alto da seguire, da prendere come modello, come faro illuminante. E’ mancato e manca ancora l’ Alfonso Iaccarino di Puglia. Ma questo non può nascere spontaneamente, deve essere il frutto maturo di tutto un territorio, aperto, che creda in se stesso, che fra millanta problemi, comunque, aspira ad una singola e corale emancipazione.
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    In questi ultimi tempi la Puglia è meta di un turismo numeroso, quasi di massa, per ora quasi esclusivamente estivo. Questo successo è sicuramente un bene e se con iniziative pubbliche e private lo si riuscisse a destagionalizzare potrebbe convincere molti di noi ad intraprendere la strada virtuosa e difficile della qualità.
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    Ciao

    • luciano pignataro

      (7 agosto 2011 - 10:56)

      Hai ragione Vigna
      La Puglia ha prodotti eccezionali, superlativi nell’orto e nel mare e, per dirla tutta, anche una mentalità commerciale più evoluta rispetto al complesso della Campania. Quello che è mancato sinora, che ha reso possibile il miracolo della Penisola Sorrentina e poi giù tutto a ricasco, è stato il turismo straniero che sostiene economicamente questa voglia di fare bene e che ha i suoi capisaldi in Sorrento, Capri, Amalfi e Positano.
      Nell’area di Savelletri mi sembra si stiano creando buone premesse per disegnare una grande storia gastronomica, spero ci si creda fino in fondo e sul lungo periodo. Anche nell’Alto Salento ci sono tracce che lasciano ben sperare.

      • Vignadelmar

        (7 agosto 2011 - 11:26)

        Qui dovrebbe intervenire l’Ente Pubblico. La Regione fa molto e l’apertura degli aereoporti alle compagnie low cost è stato un atto di grande impatto, però non basta, per attrarre il turista straniero servono certamente panorami mozzafiato, ma servono apertura mentale, servizi adeguati, disponibilità a tutto tondo, barman e sommelier preparati, carte dei vini centrate e pensate, cucine aperte e non ingessate in una stanca ed asfittica conservazione e ripetizione(l’alta cucina Campana ha avuto la grande capacità di rimanere fedele al territorio pur rinnovandosi profondamente). Per fare questo servono Imprenditori che siano anche investitori illuminati e lungimiranti.
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        Ciao

        • Lello Tornatore

          (7 agosto 2011 - 14:13)

          “La Regione fa molto”…caro Vigna, è commovente la tua difesa d’ufficio…;-))

          • Vignadelmar

            (7 agosto 2011 - 14:34)

            Il luminosissimo Compagno Vendola va difeso sempre. In questo caso non ne ha bisogno, la sua, la nostra Puglia con lui è rinata….remember Fitto ???

            :-)

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            Ciao

  • Lello Tornatore

    (7 agosto 2011 - 14:51)

    E’ proprio lì il punto…siamo finiti dalla padella alla brace, direbbe il comune amico Beniamino…remember Tedesco??? ;-))

    • Vignadelmar

      (7 agosto 2011 - 15:03)

      Il discorso ci porterebbe lontano, ma due elezioni regionali ed un diffuso sentire comune, nonostante alcuni gravi errori, ci dicono che la Puglia di Vendola è ben migliore della Puglia di Fitto.
      Poi su alcune cose si sarebbe potuto fare meglio, ma che la Puglia sia cambiata in meglio è fuori discussione.
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      Ciao

  • Tommaso esposito

    (7 agosto 2011 - 17:00)

    Orgoglioso di far parte della squadra Pigna!

  • Giancarlo Maffi

    (7 agosto 2011 - 17:26)

    Mi sembrava che la tenuta montelaura fosse territorio cAmpano , o sbaglio? Giusto per parlare di padelle e cadute nella brace:-)

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