La ricetta cult | Pasta e fagioli napoletana

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Pasta e fagioli napoletana

di Sara Afeltra

L’incontro del Grano e del Fagiolo …PASTA E FAGIOLI ….tutto nacque 2000 anni fa, il fagiolo e il grano duro, amanti per il contrasto e per il contenuto di nutrienti. Greci e Romani consumavano abitualmente il fagiolo ma non lo ritenevano un cibo prelibato. Virgilio lo chiamava “vilem phaseulum” perchè abbondante, non per pochi eletti, e perciò indegno di avere l’onore di dare il proprio nome alle illustri famiglie (al contrario di altri legumi: Pisoni-piselli, Lentulo-lenticchie, Fabia-fava).

Durante il Medioevo, quando in Francia si chiamava “mongette” e in Italia “fasselo o fasolo”, la facilità della sua coltivazione e le notevoli proprietà nutritive ne fecero un alimento del popolo e dei conventi: ingrediente di zuppe o contorno di carni con le quali veniva cotto. In seguito alla scoperta dell’America arrivarono da quel continente anche i “phaseolus vulgaris”. Ebbero una diffusione relativamente rapida grazie al fatto che la gente era già abituata alle fave, ai lupini, e appunto al “fagiolo dorico”. Dopo che Colombo scoprì nuove varietà a Cuba nel suo secondo viaggio, già nei primi anni del ‘500 li troviamo in Veneto, Francia e Germania sud occidentale. I primi documenti attestanti la presenza del fagiolo americano risalgono al 1528, quando il canonico Pietro Valeriano ne piantò alcuni semi ricevuti da papa Clemente VII.

All’inizio i “fagioli di Lima” o “cannellini” o “fagioli di Spagna, furono considerati una merce preziosa da scambiarsi come dono fra i potenti. Alcuni testi li elencano nei regali di nozze offerti da Alessandro de’ Medici alla sorella Caterina. Ad ulteriore testimonianza di quanto fossero preziosi e ricercati i fagioli, ricordiamo la loro presenza nei ricettari del Messisbugo (assieme ai fagiolini), dello Scappi, e nel menù di un banchetto papale offerto nel 1570. I fagioli americani, più grossi di quelli noti in Europa, resistenti e molto produttivi, un secolo dopo il loro arrivo erano già molto diffusi, perdendo l’alone di esclusività, ma conquistando i palati della gente. Data la sua origine tropicale il fagiolo è esigente in fatto di calore. La temperatura minima per avere nascite accettabilmente pronte e regolari è di 13-14 °C.
Il fagiolo soffre moltissimo gli abbassamenti di temperatura: muore a 1-2 °C. per questi motivi in zone temperate il fagiolo può coltivarsi solo nel periodo primaverile-estivo o estivo.
Il fagiolo teme molto la siccità: in questo caso la pianta appassisce durante le ore più calde, i baccelli abortiscono o contengono pochi semi, i semi non raggiungono il pieno sviluppo.
Tenuto conto di questi fatti e della limitata profondità raggiungibile dalle radici, nel clima italiano generalmente è necessaria l’irrigazione per realizzare produzioni soddisfacenti e costanti. Il clima ideale per il fagiolo è quello di tipo oceanico, con estate né eccessivamente calda né secca, poco ventosa.
La maturazione è favorita dal tempo secco.
Il terreno più adatto al fagiolo è quello sciolto, fresco, fertile; esso non deve essere troppo calcareo, altrimenti i semi che si ottengono sono duri e di difficile cottura per l’ispessimento del tegumento.
Il fagiolo si adatta ai terreni pesanti, purché questi non siano soggetti a formare crosta perché questa è un ostacolo gravissimo alle nascite delle piantine, la cui germinazione è, come si è detto, epigea e i cui cotiledoni sono soggetti a rompersi al minimo ostacolo nella fase dell’emergenza.
Il fagiolo ha una spiccatissima intolleranza per la salinità.

ESISTONO VARI TIPI DI FAGIOLI

Fagiolo Borlotto – di colore marrone-rossiccio, utilizzato per minestre e passati, è caratterizzato da un sapore più intenso rispetto alle altre varietà
Fagiolo Bianco di Spagna – adatto alle preparazioni di insalate e alle preparazioni in umido, è caratterizzato da un sapore piuttosto delicato
Fagiolo Cannellino – dalla caratteristica forma quasi cilindrica, adatto a essere essiccato o conservato in scatola. È una delle qualità più pregiate
Fagiolo Toscanello – qualità molto pregiata, di piccolo taglio e di colore bianco
Fagiolo Lamon – prodotto nelle campagne bellunesi, è particolarmente apprezzato per la sua buccia sottilissima e la polpa particolarmente tenera
Fagiolo Scozzese – di colore bianco e con macchie viola
Fagiolo di Sarconi – coltivato nell’Alta Valle dell’Agri in Basilicata, ha ottenuto il riconoscimento di IGP (Indicazione Geografica Protetta)
Fagiolo dall’Occhio – di colore bianco crema, è riconoscibile per il caratteristico anello nero nel punto d’attacco del baccello al seme, si trova in commercio per lo più essiccato
Fagiolo di Lima – di colore bianco o tendente al viola, con fiori verdi e fusto alto, questa varietà è originaria dell’America del Sud ed è particolarmente apprezzata per il suo sapore
Fagiolo Nero – di colore ebano brillante
Fagiolo Roviotti
Fagiolo di Vigevano
I fagioli in commercio si trovano sia secchi che freschi,oppure confezionati in barattoli.

I fagioli crudi

Personalmente uso quelli di mia produzione, la semina del fagiolo si può fare su un lungo arco di tempo: da aprile alla fine di luglio- primi di agosto. Una volta raccolti, li lascio essiccare al sole per il tempo necessario, facendo attenzione a non lasciarli la notte all’aria aperta , in questo modo evito che l’umidita’ possa alterare il processo di essiccazione. Trascorso questo periodo, procedo poi alla conservazione in appositi sacchi di tela o in bottiglie di plastica. I fagioli secchi, prima di essere cucinati prevedono l’ammollo in acqua di 12ore.

La pentola con i fagioli

Dopodichè si procede ad una cottura di sole 3 ore, con il giusto condimento, in genere dipende anche dalla qualità del fagiolo.

Mia nonna aveva l’abitudine di cuocere i fagioli in grandi quantità nel pentolone di rame stagnato “‘a caurara ”
Una volta cotti, cuoceva quelli che le servivano, il restante faceva dei mucchietti nelle bustine del congelatore , e ogni volta che doveva far pasta e fagioli, aveva la bustina pronta a cui doveva aggiungere solo il condimento ….un sapore indescrivibile .

Fagioli in cottura
Cottura dei faglioli, dettaglio
Pasta e fagioli in cottura, dettaglio

 

La pasta e fagioli è pronta

Nella cucina napoletana una particolarità della pasta e fagioli, così come per la pasta cotta con altri legumi, è che la pasta viene cotta direttamente insieme ai legumi, invece che essere cotta in acqua salata parte, prima di essere aggiunta ai fagioli.
Con questa preparazione tutto l’amido della pasta, che andrebbe invece perso scolando la pasta, viene conservato.

Pasta e fagioli napoletana

Di

Ingredienti per 6 persone

  • 250 gr di fagioli Borlotti
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 cipolla
  • 1 peperoncino
  • olio extravergine di oliva
  • 1 bicchiere della mia passata di pomodoro
  • 500gr pasta mista
  • prezzemolo
  • il tocco magico di nonna un cucchiaino di sugna a metà cottura.

Preparazione

Mettere in una casseruola i fagioli, coprirli con acqua fredda e cuocere a fiamma bassa.
Unire l'olio d'oliva, l'aglio tagliato a pezzetti, cipolla e la passata di pomodoro.
Procedere con una cottura di tre ore, aggiungere un cucchiaio di sugna.
Aggiungere la pasta mista di Gragnano.
Completare il piatto con prezzemolo e peperoncino freschi

Vini abbinati: Lacryma Christi rosso del Vesuvio

57 commenti

  • Mimmo Gagliardi

    (19 novembre 2011 - 11:21)

    Saretta voglio la variante con la cotica!!!!

    • sara

      (19 novembre 2011 - 12:35)

      Variante Cotenna :
      SCottare la cotenna in acqua bollente , rasciarla un po’ e tagliarla a pezzi ;metterla in una casserula con i fagioli ,coprire con un litro e mezzo d’acqua , cuocere a fuoco lento ,salando a meta’ cottura.Rosolare prosciutto,cipolla sedano tritat e qualche pomodorino del piennolo in una casseruola con un po’ d’olio extra vergine d’oliva ,salare pepare ed unire i fagioli el a cotica precedentemente cotti .Mia nonna aggiungeva anche una patata intera sbucciata da passare al setaccio non appena cotta .Infine nella minestra in ebollizine cuocere la pasta mista e preferibilmente di Gragnano ,aggiungere un po’ di peperoncino e una manciata di prezzemolo tritato,lasciar riposare qualche minuti e poi servite .Una piccola nota di gusto è l’aggiunta di uno spicchio d’aglio tritato .ma adda piace’ :)))..

      • Mimmo Gagliardi

        (19 novembre 2011 - 18:06)

        wonderful!!!!! thank you dear!

        • sara

          (20 novembre 2011 - 00:21)

          dobbiamo mettere in atto questa ricetta :DDDD

  • Maria

    (19 novembre 2011 - 11:29)

    “Completare il piatto con il prezzemolo e il peperoncino” mmmmmmmmm…

    Si avvicina l’ora di pranzo… Irresistibile e classico piatto!!!!!!
    Meravigliosa descrizione, sembra quasi di sentirne il profumo!!!! Che brava che sei.. 10 e lodeeeeeeee!!!

    • sara

      (19 novembre 2011 - 15:14)

      Grazie MAria .il prezzemolo e peperoncno danno un sapore meraviglioso ….;)

  • Fausto

    (19 novembre 2011 - 11:57)

    Gnammete! Buonissima! Come la faceva mia nonna!

    • sara

      (20 novembre 2011 - 00:23)

      Grande patrimonio le NONNE :)

  • Mauro

    (19 novembre 2011 - 12:06)

    Sara mi vieni a far visita al ristorante toscano, sono curioso di conoscerti. Mia moglie mi ha fatto leggere qualche tuo articolo precedente e ci piace molto la semplicità che usi nel descrivere un piatto , quasi come li stessimo assaporando !! Mi scrivi la tua mail
    In pvt . Ancora complimenti !!

  • Mery

    (19 novembre 2011 - 12:07)

    Strepitosaaaaa :) stasera vengo da te !!!! Ahahah ps . Porto il vino !!! Tvb

    • sara

      (20 novembre 2011 - 00:28)

      ahhahahah :)))

  • Jack

    (19 novembre 2011 - 12:12)

    buona!!
    anche io ci metto la cipolla, molti usano solo l’aglio, però metto i pomodorini,
    olio d’oilva crudo e voilà!!! <3

    • sara

      (20 novembre 2011 - 00:33)

      Grazie jack ….faremo uno scambio , voglio assaggiare il tuo piattuzzo :)))

  • Enotecaiorio Iorio

    (19 novembre 2011 - 12:43)

    Abbinerei qualsiesi vino fresco e beverino!!!

    • Pasquale

      (19 novembre 2011 - 12:46)

      “Completare il piatto con il prezzemolo e il peperoncino”,In abbinamento quale vino.

    • Enotecaiorio Iorio

      (19 novembre 2011 - 14:09)

      Un gragnano. un aglianico rosato,perche no un lambrusco..otello(cantina ceci)

      • Mimmo Gagliardi

        (19 novembre 2011 - 18:07)

        ahahahahah mi hai copiato il gragnano dedicato da me alla cuoca!!! ahahahahahahah che z.

        • sara

          (20 novembre 2011 - 00:30)

          copioneeeeeee :))) bacioni a tutti e due :))))

  • Pino

    (19 novembre 2011 - 12:52)

    Sara!! Ottima ricetta e sei una grande in cucinaaa!!!! :-))

    • Pasquale

      (19 novembre 2011 - 12:53)

      Complimenti è un ottimo piatto a me paice molto,continua cosi brava

      • sara

        (20 novembre 2011 - 00:40)

        grazie pasquale ….

    • sara

      (20 novembre 2011 - 00:35)

      grazie Pino :)))

  • iolanda

    (19 novembre 2011 - 12:58)

    quando lo cucinerai per me!!! mani d’oro!

    • sara

      (20 novembre 2011 - 00:37)

      Presto tesoro :)

  • Carmela

    (19 novembre 2011 - 13:07)

    Piatto delizioso :P

    • sara

      (20 novembre 2011 - 00:44)

      grazie Carmela ,mi raccomando replica e fa assaggiare :))

  • Giorgia

    (19 novembre 2011 - 13:14)

    Complimenti !!!!!!!! Continua così :-*

    • sara

      (20 novembre 2011 - 00:48)

      grazie tesoro

  • Romina Sodano

    (19 novembre 2011 - 13:18)

    Azz… oggi si pranza leggero ;D

    Ci aggiungerei pure due cozze buone hihihihi ;P

    Complimenti avvocato ;D

    • sara

      (20 novembre 2011 - 00:57)

      Presidente favorite ;) le cozze ?? benissimo …biosgna ritornare a casa tu a… e aggiungere ste cozze :) ahahhahah

  • alessandra

    (19 novembre 2011 - 14:05)

    complimenti,viene voglia di mangiarla!

  • Albert

    (19 novembre 2011 - 14:07)

    Tutto buono … però devi invitarci a casa a mangiare tutte queste prelibatezze … altrimenti guardiamo solo, ci viene fame … e poi non mangiamo …

  • renato

    (19 novembre 2011 - 14:14)

    Complimenti per la prefazione,ho appreso molte cose e, tra l’altro, ora mi spiego la “fagiolina del Trasimeno”, varietà italica molto piccola e dal sapore più erbaceo rispetto ai fagioli di comune impiego.
    La ricetta è perfetta,la pasta viene “risottata” e va bene senza la cotica.Mi sembra di sentirne il profumo.

    • sara

      (20 novembre 2011 - 00:39)

      Renato grazie , :)) leggerti è sempre un onore …ci sentiamo in questi giorni :))

  • Danilo

    (19 novembre 2011 - 14:17)

    ….come sempre riesci a stimolare, con le tue descrizioni, il mio palato, facendomi assaporare i tuoi piatti, come se fossero, realmente, serviti innanzi a me….

    • sara

      (20 novembre 2011 - 00:49)

      immensamente grazie Danilo :)

  • Claudia Deb

    (19 novembre 2011 - 15:30)

    Bellissima ricetta…. un piatto che ADORO… ma… mi procuri 1kg di pasta mista AFELRTA?? :) :) :)

    • sara

      (20 novembre 2011 - 00:51)

      Quando verrai a Gragnano ti porto al pastificio AFELTRA …. certo che te la procuro ;) per te questo ed altro :DDDD

  • Antonio

    (19 novembre 2011 - 15:41)

    Tutto perfetto mia mamma usava olio e strutto paesano (maiale di famiglia) e pomodori del piennolo.Oggi è possibile trovarli a Novara dove vivo da olre 40 anni ? Grazie e auguri a tutti

    • sara

      (20 novembre 2011 - 00:53)

      Ma se non li trovi basta che mi scriv il tuo indirizzo e ti faccio pervenire qualche pomodorini :DDD la nostra tradizione arriva ovunque .,:))

  • peppe

    (19 novembre 2011 - 15:45)

    Premetto che non sono come si suol dire “una buona forchetta”,ne tantomeno uno che ama cucinare,ma ragazzi che dire…….da quando mi sono imbattuto per caso nelle ricette della nostra “bella sara”.sto cambiando la mia forma mentis. Dalle immagini,dai colori,e dall’articolo traspare una passione vera per il mondo della cucina che desta quantomeno curiosita’……per non parlare poi della voglia irrefrenabile di assaggiare i suoi prelibati manicaretti…..grande sara……;)

    • sara

      (20 novembre 2011 - 00:59)

      Grazie peppe , appena ci vediamo DOVRAI MANGIARE !!!!!!!!!!!!!! aahhahahah un bacio

  • Maura Ciociano

    (19 novembre 2011 - 18:02)

    Uno piatto favoloso. Sara, ora non mi resta che assaggiare questa prelibatezza. :)

    • sara

      (20 novembre 2011 - 01:00)

      Con immenso piacere organizzeremo :))

  • enricobotte

    (19 novembre 2011 - 19:54)

    meraviglia delle meraviglie…bellissimo pezzo, me lo salvo tra i preferiti.

    • sara

      (20 novembre 2011 - 00:19)

      Grazie Enrico :D

  • paola

    (19 novembre 2011 - 21:09)

    Adesso che conosco la storia dei fagioli…grazie all’insuperabile cuoca Saretta sò anche come cucinarli!!! M trascrivo le tue ricette ogni volta che le pubblichi e inizio a muovermi in cucina..ti dovrei un favore ,per adesso ti faccio solo tanti complimenti.PS spero di essere tua ospite .. queste tue creazioni meravigliose non mi deluderanno :)

  • Franco

    (19 novembre 2011 - 22:49)

    … Quel peperoncino esalta la bellezza di questo piatto , la pasta e fagioli e’ una poesia per il palato :)))) brava sara !!

  • Giulia

    (19 novembre 2011 - 23:11)

    Potessi descrivere la bontà di questo piatto …semplice ma dal gusto unico!!!! Il sugo deve essere un Po azzeccoso … Quasi come defisse una Cremina …. Brava sara ;)

  • gaspare

    (20 novembre 2011 - 08:47)

    Ma allora a fine novembre non perdetevi la festa del fagiolo di Controne (tutelato da Slow Food)!

    • sara

      (20 novembre 2011 - 17:12)

      Gaspare ci saremo :)

  • Arianna

    (20 novembre 2011 - 13:17)

    è troppo tempo che non mangio una buona pasta e fagioli qui in francia.. sperimenterò la tua ricetta sperando che mi venga l’acquolina in bocca come guardando solo le tue foto :P

    • sara

      (20 novembre 2011 - 17:14)

      Arianna fammi sapere ,non è difficile , un bacione

  • […] La ricetta cult | Pasta e fagioli napoletana sembra essere il primo su Luciano Pignataro […]

  • sara

    (19 novembre 2011 - 14:26)

    Anche un Furore Riserva è uno dei grandi vini rossi firmati Marisa Cuomo. Gusto morbido, ben equilibrato con un finale aromatico di sottobosco e spezie..io adoro questa grande azienda . Ieri ho bevuto un bianco ….in abbinamento a paccheri di Gragnano e coccio….una meravigliaaaa .

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