Laganelle ai pomodorini di Montecalvo

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Laganelle ai pomodorini di Montecalvo

di Lello Tornatore

La caratteristica più pregnante dei pomodorini è la concentrazione, un pò come per il concetto delle rese per ettaro dell’uva. Quando poi insieme alla genetica del prodotto, che prevede una pezzatura molto piccola e quindi una produzione per pianta molto ridotta, si aggiunge il metodo di coltivazione utilizzato per il pomodorino di collina di Montecalvo Irpino, che non richiede irrigazioni, si raggiunge il massimo della concentrazione dei sapori. I pomodorini, grazie a questa “virtù”, da sempre sono utilizzati nella cucina dell’Irpinia per le preparazioni che non prevedono tempi di cottura lunghi. E perciò venivano utilizzati “a pacche”fino a qualche tempo fa, nella tradizionale preparazione casalinga delle “bottiglie”. Per la passata invece si usavano i San Marzano. La donna di casa, al momento dell’utilizzo sceglieva “la bottiglia”giusta a seconda della preparazione che andava a fare. Per il ragù, che da noi in Irpinia si identifica con la parola “o’ tiano”, si usava la passata di San Marzano, che nelle lunghe ore di cottura previste, aveva tutto il tempo ed il modo per concentrarsi a dovere. Per la pizza, per la cacciatora, o quando non c’era il tempo per preparare un sugo più elaborato che andasse a condire la pasta, si usavano le bottiglie di pomodorini di Montecalvo “a pacche”, nelle quali già c’era il basilico introdotto direttamente in bottiglia contestualmente alla preparazione delle stesse. Avendo intenzione di fare una laganella veloce e “sciuliarella”, abbiamo preso quindi, i pomodorini di Montecalvo.

Ingredienti per quattro persone:

Kg 0,500 di pomodorini di Montecalvo Irpino

uno spicchio d’aglio dell’Ufita

mezzo bicchiere di olio di Ravece

kg.0,500 di Laganelle del pastificio artigianale “I Carrabbari” di Monteforte Irpino

100gr di guanciale irpino (quello recentemente apprezzato a Radici Wines)

mezzo bicchiere di Fiano di Avellino

lt 3 di acqua di Serino

sale q.b.

I pomodorini di collina di Montecalvo

 

il guanciale irpino

 

Procedimento:

Intanto che l’acqua di Serino arrivi ad ebollizione, scaldare in un padella il mezzo bicchiere di olio, aggiungervi l’aglio, appena imbiondito calarvi il guanciale a tocchetti e far soffriggere per qualche minuto. Sfumare con il Fiano e aggiungere i pomodorini.

la preparazione del sughetto

Il tempo di cottura della pasta ed il sughetto è pronto. Spadellare a parte, aggiungendo negli ultimi secondi qualche foglia di basilico tritato.

Il piatto pronto

Abbinamento cibo-vino:

Gladiator 2010 di Contrada

Preparazione semplice, vino semplice…fruttato e “geranioso”. Un Gladiator 2010 piedirosso pompeiano igt della cantina “Contrada” di Candida (Av).

7 commenti

  • mark

    (16 giugno 2012 - 13:59)

    addirittura adesso per cucinare questo piatto di pasta(pasta al pomodoro) negli ingredienti ci sta anche l acqua di serino? assurdo siamo propio a corto di idee per scrivere un articolo…….

    • Marcello

      (17 giugno 2012 - 23:38)

      ;-)))

  • Lello Tornatore

    (16 giugno 2012 - 14:51)

    Caro Mark se leggi bene, tutto il post è palesemente autoironico e costruito sull’estremizzazione del campanilismo…pensavo si capisse!!! E dài…fatti una risata ;-))

  • Sergio Cima

    (16 giugno 2012 - 15:44)

    Infatti, Lello, perché si è dimenticato di dire che vanno servite in pura maiolica arianese???

  • Lello Tornatore

    (16 giugno 2012 - 16:53)

    Scusami Sergio, lo so è una grave omissione, ma alla prossima occasione mi rifarò descrivendone le decorazioni…;-))

  • giuseppe tassone

    (17 giugno 2012 - 11:32)

    si dice che l’acqua del Serino,a Napoli arrivi solo nelle zone collinari sara’ vero ‘?

  • Marcello

    (20 giugno 2012 - 19:37)

    Finiamo d’estremizzare: che ne pensate di una grattata finale di pecorino….Bagnolese o Carmasciano fate vobis

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