Le Ortole 2004 Pallagrello bianco Terre del Volturno igt

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VESTINI CAMPAGNANO

Uva: pallagrello bianco
Fascia di prezzo: da 10 a 15 euro
Fermentazione e maturazione: legno

Una annata vecchia, la prima seguita interamente dall’enologo Paolo Caciorgna dopo la separazione societaria della Vestini, la famosa azienda caiatina da cui è partita la grande avventura del pallagrello e del casavecchia che ha cambiato l’agricoltura e il modo di percepire queste colline. E la prima cosa che colpisce in questo pallagrello bianco raccolto surmaturo e lavorato interamente in legno, è proprio la continuità olfattiva iniziale con le precedenti versioni di Luigi Moio, non avverti cioé, la rottura di stile quasi che la preoccupazione primaria sia stata quella di non far smarrire il palato dei consumatori affezionati all’etichetta. Già, ma a distanza di tre anni, cose ne è del pallagrello bianco passato in legno? Diciamo subito che ha sicuramente una beva gradevole ma non sconvolgente, di fronte alle ultime tendenze, appare già un vino datato, troppo concentrato, eccessivo nei sentori pur piacevoli, da abbinare bene a piatti strutturati per poterlo riequilibrare. Il naso rivelato ormai un frutto smagrito, ridotto alla sua essenza caramellata, prevalgono nettamente invece le note speziate, a volte dolci, e un po’ di miele, in bocca la beva è molto tonica, pimpante oserei dire, senza alcun segno di cedimento, quasi che fra le tante componenti con cui è partito sia stata proprio la freschezza quella a rimanere più integra e significativa, probabilmente segno dell’annata che come ricorderete è stata abbastanza piovoso e non eccessivamente calda. Direi sicuramente che sin dal primo impatto olfattivo alla chiusura netta e pulita, siamo in presenza di un bicchiere impegnativo che richiama su di se l’attenzione, intenso e molto persistente, con tanta voglia di sbalordire. Per farla breve, sicuramente un bianco in puro stile Nuovo Mondo anziché francese, invernale più che estivo, da carne e pasticci più che da pesce e verdure. Ha davanti a sé sicuramente ancora qualche anno da raccontare in modo autorevole e convinto. Una prova, comunque, che anche il pallagrello bianco, come quasi tutti i bianchi campani, non deve essere consumato subito, ma almeno dopo un anno dalla vendemmia per dar modo alla trama di dispiegarsi in maniera accettabile e interessante.

Sede a Caiazzo, via Baraccone 5. Frazione Santi Giovanni e Paolo.Tel e fax 0823.862770. www.vestinicampagnano.it. Enologo: Paolo Caciorgna. Ettari: 7 di proprietà. Bottiglie prodotte: 60.000. Vitigni: pallagrello bianco, pallagrello nero, casavecchia.