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Luglio 2010, ho nuotato nel grano e mangiato il mare

3 luglio 2010

Tra Pietragalla e Gravina

Quanto mi piace planare con l’auto tra i campi di grano sino a Pisticci
libero da autovelox e Pink al massimo dei massimi
tagliare le onde da Lacedonia a Lavello inghiottito dallo spazio senza tempo.
navigare a vista nella Daunia
passare dal giallo al rosso delle Murge

L’essenza imperiale del Sud.
Quello ancestrale prima di Napoli e di Roma.
Dove tutto è nato

Bari, 3 luglio 2010

E poi fermarmi a Bari e mangiare il mare.

E poi scoprire sempre qualcosa, come questo villaggio contadino ben conservato alla periferia del paesino nell’Alto Bradano

Pietragalla, 2 luglio 2010

13 Commenti a “Luglio 2010, ho nuotato nel grano e mangiato il mare”

  1. Giulia Cannada Bartoli scrive:

    o’ purpo arricciato di Bari grande!

  2. Lello Tornatore scrive:

    Vi svelo un segreto(?) : per arricciare i polipetti che devono fornire sia ai ristoranti che ai pripri clienti privati,
    gli esercenti delle pescherie di Bai e zone limitrofe, li “cullano”.
    Esiste una rudimentale macchina con un braccio ad U all’interno del quale si assicura una di quelle “bagnarole” di plastica anni ’60 a forma ovale che contiene polipetti e acqua di mare. Il movimento altalenante
    di questo braccio per circa due ore (mi diceva il titolare della pescheria), fa si che essi diventino molto molto teneri e si possono mangiare crudi.
    In abbinamento cosa beviamo?

  3. giancarlo maffi scrive:

    voi cianciate di polpi.

    non vi siete accorti di un pignataro raccolto, leggero , quasi poeta, oso : romantico.

    no non e’ l’influenza del maffi, qui presente.

    tutte balle .

    a lecce l’hanno segnalato in giro con gentaglia , alle tre di notte, a a mangiar gelati e sguardare gnocche.

    NON fi- da-te-vi- :-))))

  4. ENRICO MALGI scrive:

    Lello, l’ho già affermato prima, sei impagabile, sai tutto, o quasi… Per l’abbinanamento, se posso permettermi, dipende naturalmente come vogliamo cucinare il polipo. Solitamente la sua morte naturale è affogato e, quindi, c’è il pomodoro che è acido e non va bene un bianco secco, Ci potrebbe andare bene un rosato giovane ben fresco da uve di piedirosso o un rosso giovane non tannico. Per uscire dai confini regionali, vedrei bene anche un cerasuolo d’Abruzzo o un chiaretto del Garda. Oppure un Costières de Nimes Aoc de la Tuilerie sempre rosato, oppure, per restare in terra francese, un Còte de Provence Aoc di St. Baillon. Poi mi invitate? Abbracci.

    • Lello Tornatore scrive:

      Enrico, si parla di meravigliosi polipetti baresi arricciati, cioè da mangiare crudi.
      Il piatto esprime marcata tendenza dolce, succulenza e sentori iodati (acqua di mare).
      A questo punto chiamo in causa il G. d.F. , probabilmente avrà la risposta in relazione al suo imminente prossimo post…
      Per l’invito … dovremo invocare la mediazione del Maffi 1
      Un grande abbraccio

    • giancarlo maffi scrive:

      io di solito col polipo ci bevo degli antitumorali biodinamici passati in barrique sei mesi

  5. Giulia Cannada Bartoli scrive:

    sapidità a tutta forza direi , io un rose’ da aglianico colore sfoglia di cipolla stile cavalier pepe o masseria felicia ( aglianco e piedirosso non ce lo vedo male, o un abollicina……
    buona domeniaca amici, lello se in pozzo di scienza:)

  6. Giulia Cannada Bartoli scrive:

    Lello. … o’ vire ca si’ scienzianto:)))? traduci per il nostro amico tosacno:))