Macchia dei Goti 1995 Taurasi docg

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ANTONIO CAGGIANO

Uva: aglianico
Fascia di prezzo: non disponibile in commercio
Fementazione e maturazione: acciaio e legno

Conservare una bottiglia di vino per molti anni può significare tante cose. La cura e l’amore che si hanno verso certi vini rende sicuramente difficile la vita all’appassionato che passando e ripassando in cantina freme per tirare fuori finalmente quella bottiglia dallo scaffale impolverato, ma poi si convince che aspettare sarebbe meglio. Molte altre occasioni si succederanno, situazioni particolari non ne mancano per fare della tentazione un pretesto per capire cosa ne esce e il connosseur di turno, ospite di una sera fredda e tempestosa ci mette del suo, ti mette alla prova, ti sbatte in faccia da subito la grande qualità di alcuni “supertuscan” capaci di stupire per dieci, quindici anni prima di esibirsi alla grande in calici panciuti, di cristallo, magari nella più rinomata locanda della costa Bolgherese sbalordendo tutti. Per lui stasera è complicato scegliere il vino, li conosce già tutti, però sottolinea con soddisfazione la presenza nella tua carta di grandi vini italiani e francesi, scorre la lista e mostra tutto il suo sapere, ben accetto, chiedendoti spesso le cose più improbabili tra millesimi e bottiglie selezionate e numerate che ostentatamente non mancano nel caveau di casa. Poi però finalmente ti dà la possibilità di esprimerti, di esporti, di consigliarlo, di stupirlo (cosa secondo lui improbabile!). Oltre il Terra di lavoro 2003. Oltre il Camarato 2001. Oltre il Montevetrano 2001. Ecco il Taurasi Vigna Macchia dei Goti 1995, la mia passione, la mia dedizione ha bisogno di certezze, di tanto in tanto. E’ stata una esperienza superlativa. Ne ho aperte tante di bottiglie, prestigiose ed anche molto indietro con i millesimi ma nessuna mi ha emozionato così tanto come questo Aglianico. Quando ho avuto (ed ho) la fortuna di incrociare gli assaggi durante le manifestazioni che si rincorrono durante tutto l’anno è sempre bello poter cogliere le sfumature delle interpretazioni irpine di questo meraviglioso vitigno, ma andare indietro negli anni non può che rafforzare l’idea che bisogna raccogliere queste esperienze per consegnarle al futuro del nostro territorio campano per radicare certezze assolutamente irripetibili altrove. “L’Omino in casual”, (come ho sentito definirlo da un arrogante ristoratore di Positano) al secolo Antonio Caggiano è invece per me Maestro Eccelso in quel di Taurasi, ed il Vigna Macchia dei Goti è la sua essenza. Un vino di rara bellezza ed eleganza già nel colore, ancora vivido, invitante nella sua veste rubino/granata, consistente. Il naso è superlativo, avvolgente, indulgente, preciso e pulitissimo nei riconoscimenti di spezie fini, note balsamiche e frutta disidratata. Un candore di note aromatiche che si prolungano ben oltre la persistenza classica anche di un giovane rampante Taurasi d’oggigiorno. Qui il tempo ha scolpito una trama forse inaspettata, ma capace di trafiggere l’anima e conquistare il consenso più alto. In bocca si concede, con piccoli sorsi ad una raffinata corrsipondenza di odori e profumi percepiti al naso, rimane austero ma gode di una beva vellutata, consistente e persistente. Inno al piacere. Prima o poi impareremo dai cugini francesi anche a saper aspettare.

Questa scheda è di Angelo Di Costanzo

Sede a Taurasi, contrada Sala. Tel e fax 0827.74723. www.cantinecaggiano.it. Enologo: Giuseppe Caggiano con i consigli di Luigi Moio. Ettari: 20 di proprietà. Bottiglie prodotte: 20 di proprietà. Vitigni: aglianico, fiano, greco.