Madonie, Abbazia Santa Anastasia

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di Marina Alaimo

Marina con Francesco Lena

Dalla certificazione biologica alla svolta biodinamica di Francesco Lena
Durante una breve vacanza a Cefalù con la mia famiglia, sono riuscita a ritagliarmi qualche ora prima di ripartire per visitare l’azienda vitivinicola Abbazia Santa Anastasia. L’azienda è nel cuore delle Madonie, nelle vicinanze del delizioso paese medievale di Castelbuono, mi avventuro su per le colline che conducono all’Abbazia un po’ impressionata dal dover percorrere il tragitto da sola, a perdita d’occhio non vi è traccia di presenza umana se non per la cura estrema dei vigneti interamente coltivati a spalliera.
Il paesaggio è disegnato da immensi vigneti, uliveti e qua e là presenze sporadiche di fichi d’india che mi rammentano di essere in Sicilia e così la fantasia conduce la mia memoria alla scena di Alfio che risale fremente con il carretto la collina che lo conduce alla sua amatissima sposa Lola, che in sua assenza si è abbondantemente consolata con compare Turiddu (Cavalleria Rusticana), ma questa è un’altra storia.
Arrivata finalmente alla cantina vengo accolta con estrema galanteria dall’ingegnere Francesco Lena, proprietario dell’azienda, nel salotto del magnifico relais ubicato anch’esso all’interno dell’Abbazia, anche qui la bellezza carpisce totalmente l’attenzione. Ci spostiamo in sala degustazione per conoscere la produzione ampia e varia: ci sono vini da vitigni autoctoni e molto siculi, e vini prodotti da vitigni internazionali, tutti portano la firma di Riccardo Cotarella.
L’ingegnere mi spiega che l’Abbazia ha origini antiche e dalla storia importante, fu fondata dal conte Ruggero d’Altavilla nel 1100, per circa un millennio ha rappresentato per l’intero territorio delle Madonie, il centro culturale, lavorativo e, ovviamente, spirituale. I monaci vi coltivavano la vite, olivi e frutteti, ma una volta andati via, i terreni sono rimasti abbandonati per secoli.
Nel 1980 Francesco Lena, spinto dalla forte convinzione di diventare produttore vitivinicolo, decide di acquistare la proprietà e procede con lungi ed impegnativi lavori di bonifica dei terreni e restauro dell’Abbazia. Il suo progetto è molto chiaro da subito, puntare ad una produzione di qualità e circondarsi di collaboratori di notevole esperienza e validità.
Nel 1990 finalmente nasce l’azienda con 277 ettari, oggi ne possiede 400, di cui 70 vitati ed ha il grande merito di ridare splendore e dignità a questo territorio.
La degustazione inizia con Zurrica 2007 bianco igt ( 60% inzolia e 40% chardonnay), giallo paglierino, dai profumi intensi di agrumi, pesca e ginestra, di medio corpo, fresco e sapido. Poi Contempo Grillo 2007, bianco igt, giallo paglierino, al naso è ampio con profumi agrumati, dolciastri e salmastri, ananas, albicocca, cedro, avvolti delicatamente da sentori floreali di sambuco e decise note minerali; al gusto è sottile, sapido e di notevole spalla acida che ben bilancia e sostiene l’alcolicità sostenuta,13 gradi di alcol.
Contempo Nerello Mascalese 2007, rosso rubino, di notevole impatto olfattivo, marcati i sentori fruttati di amarena e visciole, in bocca ha tannini sottili e buona acidità. Passomaggio 2006 ( Nero d’Avola 80%, merlot 20% ), 14.5 gradi di alcol, rosso rubino con unghia violacea, al naso è intenso con sentori fruttati di ciliegia e prugna, su toni speziati di china e pepe nero, leggermente erbaceo di fieno appena falciato e leggeri toni smaltati. In bocca è caldo, di corpo con tannini levigati e di lunga persistenza.
Montenero 2005, rosso igt ( Nero d’Avola 60%, Merlot 20%, Cabernet Sauvignon 20% ),14,5 gradi di alcol, rosso rubino con lievi sfumature violacee, dai marcati sentori di piccoli frutti rossi del sottobosco, terra bagnata e pepe verde; in bocca è caldo, avvolgente e di buona morbidezza.
Litra 2005, rosso igt, 100% cabernet sauvignon, 14 gradi di alcol, fiore all’occhiello della produzione dell’Abbazia Santa Anastasia, rosso rubino con unghia violacea, al naso è molto coinvolgente, ciliegia e more, elegante speziatura di tabacco e cioccolato e piacevolissime note balsamiche di mente secca; al gusto è opulento con tannin, di buona acidità e lunga persistenza.
La cantina dal 2005 fa coltivazione biologica e dal 2007 biodinamica, è tra le sette aziende italiane a produrre vini biodinamici certificati in etichetta e si propone nel futuro di produrre unicamente vini di questo tipo essendo l’ingegnere Lena estremamente entusiasta dei risultati ottenuti. I due vini biodinamici in commercio sono Sensoinverso Nero d’Avola e Sensoinverso Cabernet Sauvignon, seguiti in vigna e in cantina dall’agronomo Leonello Anello. Sensoinverso Nero d’Avola 2007, 14 gradi, campione non ancora in commercio ma che denota già grande personalità e fascino, il vigneto è sito a 400 metri di altezza, il tipo di allevamento è a spalliera, come per l’intera produzione, la resa per ettaro è di 60 quintali, la coltivazione segue le rigide regole del biodinamico, con l’utilizzo di specifici attrezzi che non stravolgono la natura originale del terreno, non si praticano innaffiature nemmeno in casi di soccorso per indurre le radici a spingersi profondamente alla ricerca dell’acqua. Le uve si vendemmiano a mano i primi di settembre all’alba, vengono immediatamente poste in camion frigo ed entro le ore undici si procede con la pigiodiraspatura, la fermentazione si svolge parte in tini di legno tronco-conici da 50 e 150 ettolitri, parte in vasche di cemento da 100 e 150 ettolitri: il controllo della temperatura del biodinamico Sensoinverso nero d’Avola si effettu utilizzando il metodo del devastage. Il vino sosta sulle bucce per 15 giorni circa, poi affina per 12 mesi in legno e 12 in vetro.
Le piante di nero d’Avola utilizzate sono cloni specifici delle Madonie. Il risultato è straordinario, dal colore rosso rubino molto intenso, con notevoli striature purpuree, il naso è sorprendente, dapprima erbaceo di fave appena sgranate, poi affiorano lentamente i sentori fruttati con decisa presenza di ciliegia e delicati frutti rossi del sottobosco, poi ancora note ferrose e di terra bagnata; in bocca è avvolgente, intenso e di lunga persistenza, i tannini sono di ottima fattura, buona l’acidità e la sapidità. Da provare su agnello in umido oppure su pecorino delle Madonie aromatizzato al pepe nero.
Riporto con me comunque un’esperienza straordinaria dovuta anche all’estrema bellezza del posto ed all’aria mistica che induce piacevolmente alla riflessione e ritempra la mente e l’anima. L’insieme di queste sensazioni profonde mi suggerisce di abbinare a Sensoinverso Nero d’Avola un brano dalle note altrettanto coinvolgenti e mistiche: Gabriel’s oboe di Ennio Morricone.

Castelbuono, Contrada Santa Anastasia. Tel. 0921.671959, fax 0921.672527. www.abbaziasantanastasia.it
Enologo: Riccardo Cotarella. Bottiglie prodotte: 650.000. Ettari vitati: 62
Visite aziendali: rivolgersi a Paolo Riccobono. Prevista la vendita diretta