Modica (Rg), La Locanda del Colonnello di Accursio Crapraro

Letture: 343
Accursio Craparo e Oriana Aprile

di Marina Alaimo

Modica rappresenta una delle massime espressioni del barocco Siciliano, interpretato con estrema raffinatezza nelle tante chiese, palazzi, portali e balconi che animano il centro storico arroccato in maniera piuttosto atipica lungo le pareti delle quattro colline che la compongono. Le diverse epoche storiche e le dominazioni provenienti da più punti dell’Europa, ma anche del nord Africa, si alternano a strati componendo un puzzle di culture molto diverse tra loro, fuse in un’armonia estremamente affascinante.  Ma soprattutto si intuisce che la storia di questo paese bellissimo e, non a caso, dichiarato Patrimonio dell’Unesco, affonda le sue radici in tempi molto lontani, nella preistoria quando circa 80 anni prima della guerra di Troia (intorno al 1360 a. C.) i Siculi scesero dal Lazio e si insidiarono nel territorio scacciando i Sicani.

Il Duomo San Giorgio di Modica

Arrivando all’antica città, si percorre la Val di Noto, disegnata da una campagna rigogliosa, splendida, dove imperano ancora oggi gli alberi di carrubo e di olivo, alternati ad ampi campi dorati di grano e foraggio, ma anche legumi ed ortaggi di ogni tipo, sfatando l’immaginario comune imposto da un cinema distratto e poco fedele che ha trasmesso per più di 50 anni una Sicilia arida e brulla.

La campagna intorno a Modica poi è costellata dalla presenza imponente di lunghissimi tratti di muretti a secco che hanno segnato un brusco cambiamento storico  nel XVI sec. frazionando lo spropositato feudo della Contea di Modica in piccoli appezzamenti di terreno. Proprio nel centro storico di Modica, vicino al Duomo di San Giorgio, c’è la Locanda del Colonnello, il ristorante dell’Hotel Palazzo Failla. Ai fornelli c’è lo chef Accursio Craparo, giovane stella Michelin del ristorante La Gazza Ladra, al quale si propone appunto come alternativa con una cucina da osteria caratterizzata dai piatti della tradizione locale  a costi facilmente accessibili.

campagna modicana

Nonostante la giovane età Accurzio ha tracciato già un importante percorso di esperienze di alta cucina  come discepolo di Pietro Lemann e Raffaele Alaimo. Ma poi il richiamo alle radici è stato fortissimo e, visto i risultati ottenuti, felice.

Un punto di decollo importante è scaturito dall’ incontro al Caffè Sicilia di Noto con Corrado Assenza dove Accurzio ha imparato a valorizzare i tanti prodotti del territorio ed a credere nelle proprie capacità. La locanda del Colonnello coniuga quindi una cucina tradizionale con molti riferimenti alla  campagna modicana.

la sala

Nell’antipasto troverete sempre dei piacevolissimi riferimenti al cibo da strada, portatore sano di allegria e passeggiate all’aperto, che ancora oggi conferma una presenza importante nella cultura degli abitanti di questa isola magica, come ad esempio le arancine ripiene di carne e piselli  o le scacce, legumi ed erbette di campo compongono le zuppe di antica memoria contadina, le paste ripiene ricordano i giorni speciali come anche i piatti di carne.

Antipasto con scacce modicane con pomodoro e cipolla, arancine, crostoni con senapi, borraggine, carciofi e salsa di broccolo.Pastiere ripiene di carne trita

 

Gateau di patate

 

Cavatieddi con bottarga e mollica di pane tostato profumato al limone

 

Ravioletti di vitello con fonduta di ragusano dop.

 

Frittura du paranza ed insalatina con erbette di campo, pane raffermo, carciofi, finocchi

 

Di primaria importanza poi sono i formaggi e latticini che testimoniano una tradizione pastorale importante caratterizzata dalla presenza al pascolo di una mucca di antichissime origini africane, la modicana, famosa per il suo manto rossiccio. E per finire, il sorbetto agli agrumi di Sicilia rappresenta un cult  irrinunciabile.
Sempre aperto, chiuso il mercoledì, ma solo nella stagione invernale.
Hotel Palazzo Failla
Via Blandini, 5
597015 Modica (RG)
Tel 0932.941059.

5 commenti

  • leo

    (9 febbraio 2012 - 11:15)

    Uh, le arancine, come erano buone !

  • enrico malgi

    (9 febbraio 2012 - 18:54)

    Brava Marina, ottimo servizio. Un pò di stanchezza per il tour de force da nord a sud, oppure no?
    Abbracci.

  • Marina

    (9 febbraio 2012 - 20:00)

    No, mi piace da morire la vita frenetica, ricca di incontri ed emozioni. Lo stare ferma mi rende inquieta.

  • Marina

    (9 febbraio 2012 - 21:52)

    Già, ma non credo sia solo questa la causa. Convivere con una certa inquietudine è diventato complicato.

I commenti sono chiusi.