Napoli. Osteria La Chitarra: qui si mangia la cotica invertita di Peppe Maiorani

Letture: 366
Giuseppe Maiorani e la moglie Annamaria

Rampe San Giovanni Maggiore 1/bis
Tel. 081.5529103
www.osterialachitarra.it
Aperto la sera.
Chiuso  la domenica.
Sui 25 euro

di Tommaso Esposito

Egisto Sarnelli che fu musicista napoletano aprì La Chitarra nel 1990.
Musica & Cucina fu il suo stile.
Begli anni.
Poi decise di andare via.

Giuseppe Maiorani e Anamaria

Annamaria e Giuseppe Maiorani si tuffarono nell’impresa.
E da allora tutto funziona ancora.

Osteria La Chitarra
Osteria La Chitarra
Osteria La Chitarra

Giulia Cannada già ne ha tessuto le lodi e a lei vi rimando.
Io sto qua insieme a un ciurma di gastrovaganti in cerca di un tavolo dove sedersi per un pranzo amicale.
Eccoli in fila.

Peppe e Annamaria, Raffaella Fortunato, Giustino Catalano, Dora Sorrentino, seduto Mario Stingone, Vincenzo D’Antonio, Alessandro Leone, Tommaso Esposito

Il menu sarà quello del dì di festa.
A La Chitarra si mangia sempre secondo la tradizione.

La Chitarra. Il menu

Quella vera, autentica e genuina.
Fatta di tante cose semplici, ma tutte saporite.
Un po’ ce n’è anche oggi.

Il casatiello rustico
Il casatiello rustico

Il casatiello rustico, ad esempio, detto anche tortano quando attorcigliato su se stesso.
Bello fragrante, pepato e ricco quanto basta di salame, caso e ova.

La trippa con i cannellini all’insalata
Il lardo

Poi la trippa con i cannellini e i riccioli di lardo a cui mancano soltanto le fave, ma è ancora presto per godersene.
Intanto c’è un buon pane.

Il pane

Tagliato a fette con il cozzetiello da uno sfilatino cosiddetto cazzotto alla napoletana.

La braciola di cotica con i friarielli

Ma c’è una braciola di cotica che risveglia i sensi, lussuriosa com’è.
Peppe l’avvolge al contrario con il grasso all’ingiù. Così si dissolve.
La farcia è con carne di maiale, salame e pecorino.
E’ una cotica invertita.
Distesa su di un letto di friarielli.

La frittata di cipolle e le polpette di pane a’ carna fujiuta

Le polpette di solo pane, a’ carna fujuta, si direbbe.
Agliate, pepate, incaciate. Cafoncelle, cafoncelle, perciò saporite.

La frittata di cipolle

Fanno pendant con bocconi di frittata alle cipolle. Una quasi genovesa.
Qualche buon vino si aggira per la sala.

Il vino

Vincenzo D’Antonio mesce Fidelis, Aglianico 2009 Cantine del Taburno.

Vincenzo D’Antonio mesce Fidelis, Aglianico 2006 Cantine del Taburno.

Mario Stingone il fido Amarone, Santa Sofia 2006.

Mario Stingone e l’ Amarone, Santa Sofia 2006.

Giunge una sontuosa lasagna imbottita.

La lasagna imbottita

E’ fatta con la sfoglia, ma ricca di ricotta, fiordilatte, polpettine, uova.
Incalza un agnello al forno nel ruoto con le patate, un po’ di cipolla e cacio.

L’agnello al forno con le patate
L’agnello al forno con le patate
L’agnello al forno con le patate
L’agnello al forno con le patate

Un’antica ricetta irpina. Eterna.
Suggerita da Giustino Catalano.
Commovente ed un tripudio di bis.
Infine il babà.

Il babà
Il babà

Soffice, elastico, alveolato, bagnato come si deve.
E che si vuole di più?

3 commenti

  • Mario Stingone

    (23 febbraio 2013 - 12:21)

    Bellissima giornata !!

  • Mina Sorrentino

    (23 febbraio 2013 - 14:04)

    Peppino è un grande insieme alla sua cucina genuina!

  • Ant

    (1 marzo 2014 - 10:34)

    Wow viva i piatti della tradizione

I commenti sono chiusi.