Noi non siamo così

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Concordia, foto ricordo

di Leo Ciomei

Non è bello infierire sulle disgrazie altrui (e non parlo della disgrazia Costa…) ma una coppia come quella nelle foto sopra, non è facile da trovare e quindi mi permetto di commentare le foto.  Il fatto che dietro di loro ci sia la famigerata nave naufragata presso il Giglio non significa niente.  Mi spiego in due parole: poteva esserci  anche un cargo di sudanesi imploranti cibo oppure Haiti nel dopo terremoto o magari un incidente stradale con una Ferrari capovolta.  

Quello che conta è cogliere l’attimo, essere lì in quel momento irripetibile, raccontare ai nipoti “io c’ero”.   Poco importa se dentro quell’ammasso di lamiere ci siano ancora una decina di morti, vuoi mettere la foto ricordo ?  mi par di sentirla la signora <se siamo fortunati la mettono pure su internet  !>  e invece è andata addirittura su paginone del Venerdì di Repubblica, anche se con didascalia non proprio benevola… ma che ce frega ? ci vedono tutti…  Andy Warhol, ben quarantaquattro anni fa, novello Nostradamus, aveva già predetto tutto: “nel futuro ognuno sarà famoso per 15 minuti”.   Chissà come la penserebbe oggi con tutta questa visibilità: reality, X-Factor e talk show dove mentecatti ballano e cantano senza vergogna…

Permettetemi almeno di sfottere blandamente questa coppia ridanciana con il loro dialogo immaginario prima di partire per il Giglio.   Ah, secondo me i due provengono dal distretto conciario pisano o da Prato ma per comodità (si dice sempre che l’Argentario è più laziale che toscana) me li raffiguro romani, lei dirigente in qualche ente statale e lui professionista affermato (c’ha pure il Rolexone d’oro), generone arricchito.

Interno giorno – mattina.  Appartamento signorile semicentrale, zona Prati.

Dal salotto, urlando:  “Osvaldo ! allora ci andiamo o no a vedere la nave al Giglio ?“

Dal bagno: “Certo che sì, ho già fatto i biglietti per il traghetto chè c’era poco posto. “

“Quasi quasi me metto la pelliccia, quella chiara, chissà che freddo farà ! che dici me metto pure il tacco 12 ? “

Nessuna risposta.

“Ahò, ma ‘ndo’ stai ? me senti ?”

“Ah, Flavia, sto in bagno, che vuoi ?”

“E alza la seduta prima di piscià ! e tira lo sciacquone chè lo dimentichi sempre.  Il tacco 12 lo metto ?”

“Ma che tacco e tacco ! ce stanno gli scogli, vestite sportiva, jeans e stivali.”

“Certo che ce sarà un casino con tutti i curiosi che vogliono vede’ la nave !”

Diaologo immaginario

“Eh, che scherzi ? ce tocca lascia’ la macchina a Porto Santo Stefano chè sul traghetto non c’era posto…  meno male che c’abbiamo il permesso invalidi de tu’ madre e possiamo mettere l’X3 da tutte le parti.”

“Erringrazia mi’ madre bonanima ogni tanto, va !”

“Annamo va’, è una bella giornata, ci sarà pure traffico.”

Metà mattinata – Nell’auto, sulla statale che porta all’Argentario.

“Osva’, m’ha detto un mio collega che c’ha un amico al Ministero che mentre la nave se stava a incaglià la biondina russa, moldava, sai l’amica del comandante, gli stava a fa una …..  ! sarà vero ? ne stanno a dì tante… che poi non mi sembra neanche un granchè, l’ho vista l’altra sera da Vespa, mah ! sempliciotta e sciapita”

Osvaldo, fra sé e sé:  “E sei bella te ! che vieni da Tor Pignattara, bacucca rifatta senza speranza ! meno male che domani mi vedo con Inna – venticinque anni di salute”

“E’ possibile, è possibile. Certo che se c’era il Duce quello Schettino lì l’avevano già messo al muro, altro che domiciliari !”

“A proposito (?), Osvà, dove andiamo a mangiare ? a Porto Ercole ce sta quel ristorante di lusso dove è andato quell’amico dell’avvocato tuo, con l’elicottero, quello che era sui giornali..  il Fenicottero, me pare si chiama”

“Ma che sei scema ? quello è il Pellicano e ce vogliono almeno du’ piotte per magna’ tre cazzatine ! annamo a quella trattoria giù al porto dove magnamo da sfondati pesce fresco per 30 euri a capoccia. Il Pellicano è per quelli che ci vanno coll’amante: magni poco così dopo non c’hai il rigurgito e non fai brutte figure ! ah, ah, ah, !”

“Stupido ! annamo dove te pare, mai che mi porti in qualche posto romantico.”

“Eh, e te ? che ti sei portata la borsa del marocchino invece di quella vera di Gucci che t’ho regalata a Natale ?”

“Macchettefrega ? con la pelliccia tutti penseranno che è vera pure questa ! metti un po’ il CD di Gigi D’Alessio, va’…”

…….

10 commenti

  • luciano pignataro

    (5 febbraio 2012 - 12:59)

    Mi chiedo come si debbano sentire i familiari delle vittime vedendo queste foto

    • Olimpia

      (5 febbraio 2012 - 15:54)

      Mi chiedo che tipi di individui saranno, un giorno, i figli di queste “persone”….

  • Angelo Di Costanzo

    (5 febbraio 2012 - 13:20)

    La sciorinata della pelliccia val più di qualsiasi commento.

    erò mi chiedo, visto tutto il casino piantato dai vari enti (capitaneria, guardia costiera, comandi generali vari) che hanno fatto a gara a sottolineare la prontezza dei soccorsi e della straordinaria gestione della tragedia, non dovrebbe quella essere un’area sorvegliata o quantomeno vietata a passanti e, mo’ ci vuole, a turisti beceri del genere?

    Off Topic: riprendendo il bel pezzo di Marina Alaimo appena pubblicato, queste sono le cose orrende di cui la nostra società dovrebbe vergognarsi, e rigettare.

  • diodato buonora

    (5 febbraio 2012 - 16:39)

    Questo è solo uno dei tanti casi scabrosi della storia della Costa Concordia. Non mi sono piaciute neanche le tante canzonette, su youtube, dedicate a Capitan Schettino. Molti hanno dimenticato le vittime che ci sono state. Non ho parole per descrivere queste persone. Solo tanta tristezza.

  • Giancarlo Maffi

    (6 febbraio 2012 - 09:51)

    sulla borsa c’e’stata una diatriba , quando la mattina di venerdi’ lessi il venerdi’ in auto con una persona: a mia domanda” ma questi secondo te per chi hanno votato?” mi si rispose: per Berlusconi no perché la borsa e’ falsa. Risposta sbagliata:-)

    • leo

      (6 febbraio 2012 - 17:02)

      Già, la borsa.. non c’ho dormito la notte ! :-)) ma è Gucci ?

  • enricobotte

    (6 febbraio 2012 - 10:02)

    Non ci dimentichiamo del perchè è successo tutto ciò: l’inchino. Pratica di ossequioso lecchinaggio che il comandante di turno (non lo ha fatto solo Schettino), del carrozzone di turno, è COSTRETTO a fare ogni volta che si passava dal Giglio, così come da Sorrento… e così come da qualsiasi altro porto dove vive qualche armatore o personaggio di “RANGO” che in qualche modo è legato al carrozzone.

    Ricordate Fantozzi???? Tutti i gesti di riverenza, deferenza, di genuflessione, di ossequio che lui e Filini erano costretti a fare quando si trovavano al cospetto del Mega Direttore Generale o semplicemente al cospetto del suo barboncino? Ecco, siamo un paese di FANTOZZI…e dalle e dalle primo o poi ci scappa il fattaccio.

    Se poi due mentecatti, vanno a farsi due foto al mare in una bella giornata di sole, mi sembra solo la degna conclusione della solita tragedia della misera stupidità italica.

    Il primo week end dopo il terremoto del L’Aquila, la polizia stradale fu costretta presidiare le uscite dell’autostrda Roma-L’Aquila-Teramo, per impedire a orde di motociclisti e turisti, di andare a vedere il centro del L’Aquila devastato dal terremoto. Di Avetrana ce ne siamo dimenticati?

    Comunque grande Sig. Ciomei, sto ancora ridendo per la sua amara barzelletta.

    • leo

      (6 febbraio 2012 - 17:03)

      Grazie Enrico. Mi sono divertito anch’io a scriverlo e non credo nemmeno di essere andato tanto lontano dalla realtà ;-)

      • enricobotte

        (7 febbraio 2012 - 09:36)

        Non c’è dubbio alcuno! Lo vediamo quotidianamente, la realtà supera sempre la nostra immaginazione.

  • roberto gatti

    (6 febbraio 2012 - 17:47)

    Tristezza, disgusto ecco le sensazioni provate a vedere queste foto. Lo stesso disgusto che ho provato nel sentire la moglie di Schettino affermare che :

    ” E’ stato fatto troppo polverone sulla vicenda ”

    Ma cara signora mia ( eufemismo ) , se tra le 30 e passa vittime ci fosse stata la sua figliola…..?? la penserebbe ancora cosi’ ?

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