L’intervento integrale di Angelo Vassallo al congresso nazionale Slow Food di Abano Terme

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Angelo Vassallo

Angelo Vassallo era intervenuto con passione al congresso Slow Food come vicepresidente delle Città Slow
Ascoltando ci si può rendere conto di una verità: lo scontro sui temi del cibo non è solo una questione di gastrofighetti, se portata avanti con decisione è un terreno di scontro duro e profondo, di contrapposizione di modelli culturali.


Stanotte è stato crivellato di colpi. E’ presto per capire i motivi. E’ certo però che abbiamo perso una persona perbene.
Bellissimo il passaggio in cui parla del compito di un primo cittadino.

2 commenti

  • Carmelo Corona

    (6 settembre 2010 - 19:25)

    Ascoltando il suo intervento ho avuto davvero l’impressione di una persona buona, onesta, integerrima. Un valido esempio per la collettività. Dici bene, Giulia, quando dici che tocca a noi proseguirelungo il suo mirabile ed esemplare cammino… ma è bene essere consapevoli che la guerra al “brutto e corrotto” non è nemmeno cominciata e se comincerà davvero, ci saranno altri Angelo Vassallo a cadere…

  • enzo crivella

    (9 febbraio 2016 - 09:36)

    Ho conosciuto Angela Vassallo ,allora ero fiduciario di slow food,devo dire che è stato uno dei pochi all’epoca ad aver capito e interpretato la cultura di SF ,attraverso le cose più semplici aveva intuito che poteva dare spinta e visibilità ad un territorio e non solo ma un occasione per tanti giovani al mondo del lavoro,quello autentico,della terra,del mare,del turismo
    è facile parlare cosi oggi ma il percorso di Angelo non è stato cosi semplice,qualcuno questa mattina ha scritto che sono molti a salire sul carro del vincitore (perchè lui ha vinto pagando con la sua vita) è vero ,nessuno lo aveva capito,anzi forse lo avevano capito troppo bene.L’ultima volta che l’ho incontrato,eravamo alla provincia a Salerno
    lui era consigliere provinciale,girava per gli uffici senza meta ,senza ruolo,si lamentò dei politici di allora che non gli davano spazio e attenzione ai suoi progetti,si sentiva inutile certamente non era quello che si aspettava o che gli avevano promesso anzi continuava a sognare e a progettare ancora , mi disse che avrebbe voluto fare le olive ^schiacciate sott’olio^ e farle diventare presidio slow food.Era questa ostinazione e caparbietà di perseguire la strada che aveva tracciato per dare progettualità ad un sogno ad una terra orfana di gente come lui.Ciao Angelo

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