Pian del Moro 2008 Aglianico del Vulture doc Musto Carmelitano

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Pian del Moro 2008

Pian del Moro Musto Carmelitano
Uva: aglianico
Fascia di prezzo: da 10 a 15 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio e legno

L’incontro tra i fratelli Elisabetta e Luigi Musto e Sebastiano Fortunato è una delle (poche) cose positive successe nel Vulture negli ultimi anni. Tra la determinazione dei due fratelli a valorizzare la piccola proprietà di famiglia e l’esperienza dell’enologo anarcoiche di Ariano Irpino sull’Aglianico è nata una simbiosi perfetta.

In sintesi, direi: la volontà di fare vini di carattere e non piacioni, senza inseguire le mode. Questa impostazione è molto importante per le piccole aziende. Fare vini ben caratterizzati non significa produrre bottiglie imperfette che puzzano, è infatti importante che il bicchiere, come l’uomo, abbia un buon carattere. Purchè ce l’abbia, però.

Anno dopo anno il terzetto, ma sarebbe meglio aggiungere il quintetto consideranto il papà e lo zio, ha affinato e preso le misure evolvendo sempre di più verso vini precisi, puliti, cangianti all’olfatto e in perfetto equilibrio tra frutto e legno.

Maschito (foto di Elisabetta Musto)

In questi anni ci siamo abituati ai cosidetti base, Maschitano bianco, rosso e rosato di cui ha parlato di recente Sara Marte. Il motivo è che l’azienda ha avuto l’attenzione di “passare” un anno con i due top wine, il Serra del Prete e il Pian Del Moro.
Una decisione che per l’Aglianico non è mai abbastanza: in realtà questi vini dovrbebero entrare in commercio dopo dieci anni esatti.

Una verifica la facciamo con il Pian del Moro 2008, ancora un po’ popputo rispetto alla versione successiva, con alcol vicino ai 15 gradi. Un vino impegnativo, insomma, dal colore rosso rubito vivo, il naso ricco di frutta e piacevoli note terrose, la bocca segnata dall’alcol, dai tannini presenti ma non acerbi e dalla freschezza ancora esagerata, tale da dettare i tempi della beva in modo quasi scisso e capace di velocizzare il sorso sino a un finale appagante e salato, con rimandi all’amarena che per prima si avverte.
Il legno del tonneaux in cui nasce e si eleva è perfettamente fuso con il frutto.

Un vino imponente, che appartiene alla fase “muscolosa” di Sebastiano, che però bevuto nell’agriturimo Piano della Corte a Ceraso in compagnia di un cielo stellato e di olivi quasi millenari sulla solida cucina cilentana ha avuto il suo perchè. Ovviamente, il pentimento per questo stappo è stato immediato e profondo: la sensazione di essere di fronte ad un rosso in piena fase adolescenziale ci lascia quando terminiamo compiaciuti l’ultimo sorso.

Questo Sud silente e antico, immerso in una realtà onirica, dove la potenza della natura è un monito costante, è la cornice degna del lavoro di questa famiglia sulla piana di Maschito, dove la notte, sul suolo vulcanico, le vigne giganti a piede franco da cui nasce questo vino camminano e si accoppiano in baccanali osceni antichi.
Non potevano sapere, ebbre, che il loro frutto sarebbe stato consumato tra piante ben più grandi e vecchie della loro contemporaneità.

Musto Carmelitano è in Via Nenni, 23 a Maschito (PZ). Tel: 097233312. Sito: www.mustocarmelitano.it email: info@mustocarmelitano.it. Ettari vitati: 4,5. Enologo: Sebastiano Fortunato. Vitigni: aglianico e moscato.

 

Un commento

  • Luigi Spanone

    (4 settembre 2014 - 17:35)

    Musto Carmelitano è un’azienda che merita attenzione.
    Sta lavorando bene e sta crescendo.
    Il vino che preferisco, però, è il Serra del Prete.
    L’ho bevuto in tutte le annate.
    Se si riesce a risolvere il problema della longevità, potrebbe diventare un gran bel vino:
    la 2007 e la 2008, ad esempio, presentano già qualche segno di ossidazione che, per il vitigno in questione, pare precoce.
    Sono curioso di vedere se la scelta di allungare i tempi di uscita sul mercato di un anno possa in qualche modo aiutare in tal senso.
    Prima di verificarlo, dovranno passare diversi anni.

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