Pietraincatenata 2007 Fiano Paestum igt |Voto 87/100

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Fiano Pietraincatenata 2007 Paestum igt (Foto Monica Piscitelli)

Vista 5/5. Naso 27/30. Palato 25/30. Non omologazione: 30/35

Per fare il vino ci vuole l’uva, per fare un grande vino ci vogliono buona uva e il legno. Una regola semplice, lapalissiana, un po’ troppo trascurata in Campania dove si preferisce fare affidamento all’incredibile capacità della frutta di fare tutto da sola grazie al clima e al suolo vulcanico di gran parte della regione.


Invece l’esperienza insegna che la materia prima di grande levatura non è di per se sufficiente a realizzare grandi piatti se il cuoco non ha tecnica, aggiornamento, scienza, capacità di sacrificio. Vale per una ricetta come per il vino. Proprio il sapere e l’uso del tempo riescono a fare la differenza e a creare qualcosa di unico, irripetibile, irraggiungibile.
Sono queste le riflessioni con le quali chiudiamo una poderosa verticale del Pietraincatenata di Luigi Maffini, prima edizione 2002, grazie alla quale abbiamo viaggiato dalla 2010, in bottiglia da appena tre mesi, sino alla 2005, un piacevole sorpresa.
Ancora una volta il Fiano del Cilento mostra il volto opulento del vitigno in questo territorio abbracciato al mare di Ulisse: c’è frutta, ma anche tanta freschezza, una impressionante capacità di tenuta nel corso del tempo, sicché a degustazione coperta, senza cioè conoscere le annate, non sarebbe neanche stato troppo facile quale era la più giovane e quale la più vecchia. La 2007 si distingue per la sua nota grassa e minerale, piccolo capolavoro di eleganza e mediazione tra l’esigenza di dare dinamicità alla beva e quella di costruire una spalla larga per sfidare il tempo. Un bianco nel pieno della sua maturità in questo momento
Un grande classico della viticoltura campana, sicuramente alle sue prime battute visto che si è appena conclusa la decima vendemmia. Ma è così che lavorano i viticoltori che si sono affidati a Luigi Moio: tempi lunghi e fiducia nella capacità di costruire un futuro non solo commerciale, ma anche e soprattutto culturale.

Località Cenito, frazione San Marco
Tel.e fax 0974 966345
www.maffini-vini.com
Ettari: 23 di proprietà e 5 in fitto
Bottiglie prodotte:100.000
Uva: fiano, aglianico

2 commenti

  • maz

    (14 novembre 2011 - 21:55)

    “Per fare il vino ci vuole l’uva, per fare un grande vino ci vogliono buona uva e il legno. Una regola semplice, lapalissiana, un po’ troppo trascurata in Campania” credo sia la più triste frase MAI letta. Complimenti perchè è anche grazie a questo che la campania è indietro. Buon legno a tutti.

    • luciano pignataro

      (14 novembre 2011 - 22:43)

      La Campania non è affatto indietro, e già questa sua banalità eviterebbe uno sforzo di risposta ma ne profitto, invece.
      Sa cosa è triste? Il fatto che da venti anni anni i bianchi campani, buonissimi, si vendono ancora come le pummarole, anno su anno.
      E’ triste che non ci sia disponibilità commerciale di annate come avviene in qualsiasi altra zona vitivinicola di pregio dove, appunto, si usa anche il legno
      E’ triste la necessità questo ribadire cose scontate
      E’ triste una visione dilettantesca che accetta il legno nel rosso e lo nega nel bianco senza che ci sia una sola considerazione scientifica dietro
      E’ triste che si parli di legno e non di quale legno, quanto legno.
      E’ triste l’ostracismo verso chi sperimenta
      Ecco cosa è triste.

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