La pizza fritta con il soffritto napoletano di Enzo Coccia è la cosa più buona dell’anno. Ma senza ricotta!

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Pizza fritta con il soffritto di Enzo Coccia (Foto Le Strade della Mozzarella)

Eccola qua, semplice ed essenziale. Adagiata in un piattino servito alla pizzeria La Famiglia a Parigi per Le Strade della Mozzarella.
Nasce da una idea di Enzo Coccia: il tipico soffritto napoletano, ossia interiora di maiale saltate in padella con la conserva di pomodoro, forte ma non fortissimo, chiamata anche zuppa forte.

Lui lavora, come tutti, soprattutto  con chi è svezzato dagli omogeneizzati, e come Pasquale Torrente inguaia lo scammaro nel letto di patate per renderlo più morbido, così il maestro pizzaiolo pensa alla ricotta di bufala (anche per stare in tema). Un cucchiaino di soffritto in un mare di bufala dentro una pasta fritta alla perfezione, che quando l’hai mangiata con le mani ti puoi anche passare le dita sotto il naso senza sentire nulla.

La ricotta diluisce il sapore denso delle interiore, mi  basta l’acidità del pomodoro. Quella morbidezza è fuori tono e allora gli chiedo: per favore me la fai senza ricotta?
Me la prepara, ed è così che a Parigi mangio la mia cosa più buona del 2014: la pizza fritta con il soffritto in purezza. Una goduria immensa, sto salivando mentre scrivo e la voglio subito, ora, insieme al caffè al posto di questo inutile cornetto.

Grande Enzo Coccia, testa sulle spalle e soffritto nel fritto. #Afammocc:-)

9 commenti

  • DaniloT

    (2 dicembre 2014 - 13:07)

    FENOMENO!!!!!!

  • giancarlo maffi

    (2 dicembre 2014 - 13:30)

    A me era piaciuta anche l’altra ;) diciamola vera, Luciano: era talmente asciutta che le dita le puoi anche mettere NEL naso :))

  • peppeniello

    (2 dicembre 2014 - 13:56)

    Le interiora della zuppa forte o soffritto,che dir si voglia sono rigorosamente di maiale,ed in macelleria vegono identificate con il nome di”càpito di maiale”,ovverosia le interiora di maiale compreso il “cannarone:ma senza il fegato.Per la precisione.

  • […] La pizza fritta con il soffritto napoletano di Enzo Coccia è la cosa più buona dell’anno. Ma… sembra essere il primo su Luciano Pignataro […]

  • peppeniello

    (2 dicembre 2014 - 17:32)

    Preciso,per chi non avvezzo alla lingua napoletana che per “cannarone” s’intende la trachea.

  • Mondelli Francesco

    (2 dicembre 2014 - 21:30)

    Il tempo.Come si fa a non ricordarsi del soffritto sparato in uno sfilatino croccante che si faceva in illo tempore in quello scantinato nella parte inferiore della piazza principale di Vallo della Lucania?Forse era un po’ troppo piccante,ma a 16 anni ,superata la prova ,ti sentivi di colpo maggiorenne.FM.

  • Marcello

    (3 dicembre 2014 - 22:06)

    Afammocc’ e’ un “ingrediente parigino”?

  • do.c

    (4 dicembre 2014 - 18:47)

    caro signor, pardon, monsieur lucianò ma quanto c’est provincial-chic, anche le pizzaiuòle-a-portér nella ville lumière!!
    con stima, affetto e…tanta schiuma d’invidia! ;-)

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