Pogerola di Amalfi, Osteria delle sorelle Rispoli o del tempo fermo al 1947

Letture: 1198
da sx Marina con la sorella Enza

Osteria Rispoli
Via Riulo 3
Tel.39.089.830080
Ferie : chiuso solo il 25 dicembre
Carte di credito  – bancomat  : no
Aperto a pranzo e cena – fortemente consigliata la prenotazione
Chiuso il giovedì, mai d'estate

di Giulia Cannada Bartoli

Pogerola, piccolo borgo a circa 300 mt s.l.m., è insieme a Tovere, Lone, Polvica e Vettica, una delle cinque frazioni della gloriosa Amalfi. Si tratta di vere oasi di pace, che a denti stretti  si difendono dall'avvicinarsi del nemico cemento, grazie anche alla determinazione UNESCO che dichiara tutta la costiera amalfitana, patrimonio dell'umanità,pertanto intoccabile; ahimè la guerra è ormai persa contro gli enormi ripetitori di segnale video e audio.

il panorama dalla terrazza dell'Osteria Rispoli con i classici terrazzamenti di limoni

Pogèrola ha una storia antica, il nome deriva da latino Castrum Pigellule, XI Sec.
Pigellula era infatti,  un vero e proprio castello con torri e porte d'ingresso; al suo interno  si  raccoglievano numerose abitazioni, piccoli poderi, chiese e monasteri che dal  Monte Falconcello, per via di una massiccia cinta muraria, separata da torri e contrafforti, andava a congiungersi al Castrum Scalelle sul Monte Aureo (sul versante opposto al confine con Atrani , così da racchiudere in una unica cinta fortificata la città di Amalfi. Al centro della piazza si erge la cinquecentesca Chiesa della Madonna delle Grazie, all'interno della quale si conserva un prezioso polittico del XVII sec. raffigurante La Madonna delle Grazie tra i SS. Andrea e Gaetano. Non a caso i suddetti nomi sono molto diffusi lungo tutta la costa.

Oggi, dire Pogerola, equivale a dire Sorelle Rispoli. Fermiamo il tempo per qualche attimo, torniamo indietro di quasi sessant'anni.

la chiesa della Madonna delle Grazie, sulla sinistra troviamo via, o meglio, viuzza, Riulo , dove al civico 3, c'è l'antica Osteria delle sorelle Rispoli
La piccola via Riulo, oggi in corso di restauro

L'osteria fu aperta da Luigi e Maria, genitori  di Enza e Marina nel 1947; soldi per altre attività non ce ne erano, si viveva quasi un'economia dello scambio. Come di norma, in tempo di guerra, i Rispoli avviarono una semplice mescita e rivendita di prodotti a peso: legumi, farina, salsa di pomodoro, sale e così via. La vera attività di osteria parte agli inizi degli anni'60, quando fu finalmente realizzato un sentiero acciottolato dandogli il nome di strada; prima era possibile raggiungere i Rispoli solo a piedi. Fino a tre anni fa c'èra anche la salumeria dei Rispoli, poi chiusa. La spesa per l'osteria papà Luigi andava a farla a piedi. Nel pieno dopo guerra, la clientela era esclusivamente locale e per lo più maschile; si giocava a carte, si beveva vino e in tavola arrivavano i piatti caldi di Mamma Maria: la zuppa di soffritto, la caponata, il baccalà fritto, o, in cassuola. Enza e Marina non si sono sposate, la famiglia è grande, ma, sembra che solo qualcuno dei pronipoti nutra un certo interesse nel continuare la tradizione dell'osteria. Le due sorelle sono praticamente nate tra i  fornelli.  Marina  ha sempre seguito l'attività di famiglia, mentre,  Enza per vari anni è stata via, per poi rientrare a casa circa trent'anni fa. La casa di famiglia è in piazza, tutto è rimasto come allora, assente la malavita, si ascoltano i “rumori” del silenzio, del vento e del mare. Le due sorelle si rivolgono a fornitori di fiducia, gli stessi da oltre 40 anni: il pane arriva da un forno a legna di Furore, “il paese che non c'è”; gli ortaggi e la frutta Enza li sceglie di persona dalle cassette dei  contadini amici della zona: la vera ristorazione a km zero.

il pane

Le carni, agnello, muscolo, salsicce,  pollo, coniglio,  si acquistano  dal macellaio di fiducia e  dai contadini di Pogerola; il pesce freschissimo, arriva da Amalfi. Quanto al vino, si può scegliere tra quello della casa di qualità più che discreta, o, scegliere tra una piccola carta di etichette regionali. Il menù varia ogni giorno a seconda del mercato e di come Enza “se sceta ca' capa” (a seconda dell'estro del giorno). Il locale interno si divide in due salette separate da un arco, una cinquantina di posti a sedere; già da primavera si può godere della magnifica veranda estiva con altrettante sedute  affacciate sul  panorama mozzafiato di  Ravello e, in lontananza il mare.

Le salette interne

Anche l'arredamento nasconde il desiderio di fermare il tempo: credenze d'epoca, sapori genuini, modi semplici , garbati, conditi da allegra ironia.

L'interno

Qui la sostanza vale  più della forma. Il calore umano, la sensazione di stare in famiglia, a pranzo tra parenti,  sostituiscono alla grande le invisibili disattenzioni formali. D'altra parte chi viene dalle Sorelle Rispoli, – maglioni bucherellati, capelli a zazzera e vari anelli d'oro alle dita,  sa già che assisterà al quotidiano e autentico “teatro” che si svolge tra sala e cucina, gli affettuosi rimbrotti  tra  Enza e Marina sono ragione di grande ilarità da parte degli ospiti. In realtà le sorelle sono un tutt'uno, nessuna potrebbe sopravvivere senza l'altra.  L'ambiente semplice, il tovagliato classico, i tipici bicchieri da osteria, fanno da cornice alla simpatia contagiosa delle due sorelle, al primo impatto,  un po' “burbere”, ma, subito dopo, più dolci di uno sciù.  In questo posto s'incontrano persone che vantano frequentazioni di lungo periodo, anche politici famosi e  famosetti, infatti  dalle Rispoli in estate si possono incontrare bei nomi della politica,  tanto loro, Enza e Marina,  sono sfacciatamente di sinistra, quella di Lama e Berlinguer e lo rivelano senza esitazioni. Veniamo al cibo:in realtà quel che conta è una vera, sana, colta e importante cucina di Donne depositarie della saggezza popolare nate e cresciute qui a Pogerola.  Il  menù è giornaliero, a seconda della spesa quotidiana e delle stagioni. La pasta è per lo più di casa, esclusi spaghetti, ziti e paccheri. I piatti più richiesti:

porzione pantagruelica di favolosi scialatielli con provola e melanzane
Pura, indimenticabile mitica Genovese, con candele di Gragnano
semplici e confortanti gnocchi di casa alla sorrentina
scialatielli ai frutti di mare
frittura gamberi e calamari, si parte!
Eccola : fresca, fresca, la frittura di gamberi e calamari
alici farcite con provola, indorate e fritte, da non perdere: la frittura è una nuvola. Il locale presta molta attenzione alla promozione del pesce azzurro in tante versioni
pesce spada alla griglia
imperdibili le patatine fritte di casa: leggeri ricordi d'infanzia, una tira l'altra...

Tra i primi troverete anche un benefico e caldo minestrone con gli ortaggi di casa, pasta e ceci, pasta e fagioli, pasta e patate con provola. Per ingannare l'attesa potreste assaggiare prosciutto di montagna ed un formidabile fiordilatte di Agerola. Considerando la forte affluenza ed il fatto che le sorelle lavorino senza aiuti in tempi veloci, potremmo gridare al miracolo o, peggio, all'imbroglio:nessun prodigio, né sotterfugio,  soltanto grande capacità organizzativa, competenza,  tempi scanditi nella memoria, professionalità e grande amore per questo lavoro, che ahimè, sta sparendo. I giovani di questi anni, con le dovute eccezioni, pensano si tratti di un lavoro squalificante e poco dignitoso: non hanno compreso che è proprio questo lavoro quello che può  evitare lo sfascio totale in Italia. Enza ha 63 anni, il locale fu aperto un mese prima della sua nascita, si sente giovane come una ragazzina davanti ai fornelli e nulla le pesa; Marina ha 59 anni  e vola leggera e divertita tra cucina e sala, senza mai perdersi d'animo: un sorriso per tutti e la capacità d'invogliare a mangiare gli gnocchi o, la pasta al sugo, ai bambini inappetenti, o capricciosi.

il cuoci pasta per le diverse trafile, ogni spicchio vale una porzione

Se ancora ce la fate, data l'immensità delle porzioni che Enza prepara in cucina, sostenendo che i propri clienti meritano il meglio e devono uscire felici dalla trattoria,
potreste provare la divina parmigiana di melanzane di Enza e Marina, le zucchine alla scapece, peperoni arrostiti, friarielli e broccoli di rapa. In periodo pasquale il “casatiello” salato la fa da padrone,  tipica torta rustica napoletana rappresenta la Pasqua di cui ne conserva i simboli: il salame, il pecorino, e sopratutto le uova fissate con delle croci di pasta. Ideale per le gite nel giorno di Pasquetta: infatti l'abbondanza di formaggio e salame tra gli ingredienti e la presenza delle uova (che diventano sode durante la cottura) lo rendono un ottimo piatto unico da asporto. La tradizione vuole che il casatiello sia pesante e anche un po'difficile da digerire, infatti a Napoli ad una persona dal carattere poco sopportabile si dice …sì pproprio'nù casatiello!. Il nome casatiello deriva da caso, che in dialetto napoletano vuol dire formaggio, allude alla cospicua presenza al suo interno di formaggio pecorino.

il casatiello napoletano

I dolci sono per lo più fatti in casa: crostate, struffoli, roccocò, pastiera,  accompagnati dal limoncello domestico realizzato  a regola d'arte; per allargare la gamma dell'offerta dei dessert, le due sorelle si affidano alle mani magiche del grande Sal De Riso. La frutta è di stagione, ricca degli agrumi della costiera amalfitana.

la famosa torta ricotta e pera inventata da Sal De Riso

In cucina, come nella vita, le sorelle Rispoli, hanno ben compreso quali fossero gli ingredienti primari per il successo: la “Santa Pacienza” e l'umiltà. Enza e Marina hanno dedicato la vita alla trattoria, quasi fosse un voto: non staccano mai, infervorate dalla passione di comunicare  Pogerola, la loro terra d'origine agli ospiti, anzi, agli amici. Comunicano cucinando,  ma, anche  con l'accoglienza riservata agli ospiti, uno per uno, con  una carezza ai bimbi che non vedono l'ora di tornare a  casa a giocare. Così è anche per Enza e Marina: in fondo si divertono, ammaliate  dall' infinita biodiversità dei prodotti della costiera. Quanto spenderete? Circa venti , venticinque euro per un pasto completo, dall'antipasto al dessert, vi sfido ad arrivarci :-)


Come arrivare da  NAPOLI: percorrete autostrada A3, uscita Castellammare, procedete in direzione di Agerola e da lì prendete per Amalfi; poco prima di giungere ad Amalfi e attraversando Furore, troverete alla vs sx le indicazioni per Pogerola che è a circa 1,5 km dall'indicazione .DA SALERNO: prendere per costiera amalfitana a Vietri sul Mare, proseguire verso Amalfi, una volta lì, ad appena 1 km sulla dx, troverete la deviazione per Furore – Agerola, dopo circa un paio di km troverete alla vs destra, l'indicazione per Pogerola
.

10 commenti

  • annunziata esposito

    (11 gennaio 2012 - 15:49)

    saremo lì quanto prima.

  • Mauro Illiano

    (11 gennaio 2012 - 16:14)

    La ricostruzione storico-gastronomica del luogo è decisamente coinvolgente. Un articolo che non saprei definire differentemente che “bello”, in quanto ricco di interessanti dettagli, completo eppure non ripetitivo.. frutto di un approfondimento preciso e visibilmente sentito emozionalmente.. Complimenti per essere riuscita ad accendere il mio desiderio di “possedere” questo tempio del gusto.

  • Marco Contursi

    (11 gennaio 2012 - 17:17)

    Brava Giulia.Hai raccontato un pezzo di gastronomia che va scomparendo e che non tutti capiscono.Io adoro le sorelle Rispoli.Ma consiglio a tutti i supponenti del servizio impeccabile o di”non tollero nemmeno un piccolo sbaglio o ritardo nell’evadere l’ordine “di tenersi alla larga perchè Marina ti manda a quel paese senza troppe cerimonie.Le alici imbottite di provola sono favolose così pure gli involtini di melanzane con la provola.Lo scialatiello ai frutti di mare per i puristi è un pò pomodoroso ma l’esperienza ai tavoli di questa trattoria va ben oltre quello che c’è nel piatto che è pur quasi sempre eccellente.Io ho cenato avendo per vicini di tavolo,magistrati,prefetti,avvocati e camionisti,stranieri e italiani del nord,una umanità varia che ai tavoli della trattoria Rispoli conversavano come si conoscessero da sempre.Il cont poi è distante anni luce da quelli di Amalfi che dista un paio di curve e vi chiederete se per caso hanno sbagliato a farlo così basso.Prenotate sempre e chiedete espressamente di trovare le alici imbottite o magari una sontuosa zuppa di pesce.E se per caso Marina dopo che le avete chiesto una bottiglia d’acqua 5 volte in un minuto vi manda aquel paese,capitela,sono 40 anni che “sopporta” i clienti e le loro astruse richieste…….gliene auguro altri 1000 di tutto cuore.

  • Fabrizio Scarpato

    (11 gennaio 2012 - 18:24)

    Mi trovo a rileggere e a soffermarmi sulle foto fantasticando come davanti alle immagini del Mugarritz: credo che la mia passione dipenda ora dal cervello ora dalla gola, e non sai mai quando è una o l’altra. Sta di fatto che quelle paste mi attizzano e il casatiello mi scombussola la memoria e quel tanto di Dna stabiese. Misteri della genetica gastronomica. Ed è mistero come nessuno nel tempo abbia potuto far breccia nell’animo delle due signore, dico come semplice affetto, come depositario di gesti belli, i loro gesti. Magari son caratteri difficili, e in fondo chissenefrega della tradizione, del futuro: lo spignattamento è solo nostro, avranno pensato, e forse il vero contributo è stato restare lassù, far girare piccole economie, agevolare il recupero di qualche piana ad ortaggi e frutta. Può bastare, quando non ne potremo più li mandremo tutti a quel paese davvero, e si chiuderà. C’è un sano egoismo nella bravura, senza cedimenti retorici. Nella speranza che aprano un nuova osteria, in cui le signore possano essere ospiti rompiglioni come tutti i clienti della loro vita: sarebbe bello, pensa se la chiamassero “Falce e Fornello”…

  • Antonio

    (11 gennaio 2012 - 21:39)

    Grandi le sorelle Rispoli che conosciamo oramai da anni, ci ho passato una fine dell’anno meravigliosa! Lunga vita……………..

  • Monica Pisictelli

    (11 gennaio 2012 - 22:58)

    Mamma mia, cosa mi hai ricordato. Devo andarci assolutamente! Brava! m.

  • Salvatore

    (12 gennaio 2012 - 08:43)

    Sono anni che vado da Enza e Marina ed ogni volta è un “teatrino”. Concordo con Giulia dietro l’austerità di Marina si nasconde un’infinita dolcezza e voglia di accontentarti. Appena posso scappo sempre li. Consiglio anche di mangiare una sontuosa cotoletta di fior di latte o come la chiamano loro mozzarella alla francese. L’ultima volta ci sono stato all’Epifania, ma l’unico posto che mi sento di stare come se stessi a casa mia tra i tanti ristoranti visitati è solo da Enza e Marina. Che buono scrivo e sento il profumo di Ziti alla Genovese mangiati lo scorso Venerdì.

  • rita

    (14 gennaio 2012 - 16:31)

    brave a le sorelle rispoli la passione e il coraggio per una buona cucina ma sopratutto con malto amare per sodisfare i loro clienti che per anni sono sempre fedeli e sodisfatti marina e enza io penso che per loro e la cosa piu importante per loro comsistenza

  • olga mazo

    (16 gennaio 2012 - 14:30)

    un saluto alle sorelle Rispoli da una compaesana trasferitasi a Carrara una cucina ottima!! a presto!

  • Oreste

    (4 marzo 2012 - 10:11)

    Ho provato in una domenica affollata; il menù non ne ha risentito; tranne il fatto che per l’afflluenza sono finito quasi dentro il frigo e Marina mi ha obbligato a prendere una volta il bottiglione di limoncello ed un’altra il finocchietto…..pero’ ci ritorno in forza con amici durante la settimana

I commenti sono chiusi.