Premio Gambelli all’enologo Gianluca Colombo, Premio Kyle Phillips a Tommaso Farina

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Il momento della premiazione

di Stefano Tesi

Inaugurando l’anteprima del Nobile di Montepulciano, Aset e IGP hanno assegnato al piemontese Gianluca Colombo il premio “Giulio Gambelli” 2014 per il giovane enologo più gambelliano dell’anno e a Tommaso Farina il “Kyle Phillips” per il giornalista più anticonformista del settore.

Il momento più toccante, più bello e più difficile è stato quando Elisabetta, la moglie di Kyle Phillips, ha preso il microfono e in poche parole ha riassunto l’essenza di quello che rese inimitabile e sobriamente, ma tenacemente anticonformista il marito scomparso nell’ottobre scorso ad appena 53 anni: la modestia unita alla volontà di imparare, l’indipendenza di giudizio, il rispetto per il lettore.
Non lo sapeva, ma erano le stesse motivazioni che, vergate a sua insaputa dal direttivo dell’Aset, a nome dei suoi colleghi ed amici ieri sera stavo per leggere di fronte a decine di giornalisti di tutto il mondo convenuti alla Fortezza di Montepulciano, per la cena inaugurale dell’anteprima del Vino Nobile, in calendario oggi.
Con Leonardo Romanelli e Marco Sodini, tre fondatori del Pellegrinaggio Artusiano (qui) di cui anche Kyle è stato protagonista, eravamo stati a pranzo a casa sua pochi giorni prima della sua dipartita. Una bella giornata, l’ultima in cui il nostro amico ha bevuto del vino in compagnia.
E così, dopo la targa ufficiale consegnata da Elisabetta al premiato, Tommaso Farina, è stato proprio un commosso Leonardo a mettere nelle mani del vincitore anche una magnum di Obvius di Salcheto, procurata da Marco a nome di tutti gli amici pellegrini e compagni di camminate indimenticabili.
E’ il minimo che potessimo fare per ricordare una persona speciale.
Così come era a suo modo anticonformista, schivo e riservato Giulio Gambelli, maestro riconosciuto del Sangiovese, un talento inimitabile che non ha avuto bisogno di titoli accademici per esprimersi.
Per questo Aset (qui), con il gruppo di giornalisti IGP (tra cui l’ideatore del premio e biografo di Gambelli, Carlo Macchi), nel 2012 hanno deciso di dare in sua memoria un premio al giovane enologo under 35 più “gambelliano” dell’anno.
Perchè essere fuori dalla massa, non omologati, lontani dai luoghi comuni è difficile.
E chi ha il coraggio di farlo va aiutato.
Gianluca Colombo, il giovane enologo torinese vincitore del “Gambelli 2014″ e Tommaso Farina sono tra questi.
Ecco il comunicato stampa ufficiale per l’attribuzione dei premi:
E’ ancora un giovane enologo piemontese a interpretare nel modo migliore lo spirito di Giulio Gambelli: dopo la vittoria dell’astigiano Fabrizio Torchio nell’edizione inaugurale, quest’anno il premio “Gambelli” va al torinese Gian Luca Colombo, classe 1983. E’ stato lui, secondo la giuria di giornalisti ASET (Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana) e IGP (I Giovani Promettenti, la blog network costituita da Lorenzo Colombo, Roberto Giuliani, l’ideatore del premio e biografo di Gambelli Carlo Macchi, Luciano Pignataro e Stefano Tesi), ad avvicinarsi di più al “modo di fare vino” dell’inimitabile maestro del Sangiovese scomparso nel 2012: massimo rispetto della materia prima, della varietà, dell’annata, del territorio.
L’EDIZIONE 2014 – Quest’anno i vini in degustazione erano 46, provenienti da tutto il panorama vitivinicolo nazionale, dal Trentino alla Puglia, passando per Piemonte e Sardegna, con tipologie di vini molto diverse tra loro, ma tutte – secondo i candidati – rispettose della purezza di interpretazione del vitigno e del territorio che il grande maestro pretendeva. La giuria, riunita il 19 gennaio ospite del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, era composta da Stefano Tesi, Paolo Pellegrini, Francesca Pinochi, Marco Gemelli, Paolo Valdastri, Alessandro Maurilli, Franco Cervelin e Roberto Giuliani: prima è stata verificato il tasso di effettiva rispondenza dei singoli campioni ai principi gambelliani, quindi è stato emesso un giudizio qualitativo per ogni singolo vino, stilando infine una classifica i cui valori combinati sono risultati contenuti in un range abbastanza ristretto, segno dell’ottimo lavoro svolto dai giovani enologi.
IL PREMIO – Promosso in collaborazione con i consorzi di Tutela del Chianti Classico, Brunello di Montalcino e Vino Nobile di Montepulciano e con il contributo delle aziende vinicole che hanno avuto Gambelli come amico e maestro (Fattoria di Rodano, Il Colle, Montevertine, Poggio di Sotto, San Donatino, Tenuta di Bibbiano, Tenuta Ormanni), il premio vuole onorare la memoria del grande consulente toscano e viene assegnato ogni anno a un giovane enologo under 35, scelto tra una rosa di “nominati” dai più importanti giornalisti del settore. Ai 15 più “segnalati” viene chiesto l’invio di un massimo di tre campioni di vino da loro prodotti o co-prodotti: una degustazione cieca conduce, nel segno della “gambellianità” come criterio di valutazione, alla selezione del vincitore.
LA TARGA PHILLIPS – Da quest’anno l’ASET ha istituito la targa “Kyle Phillips” per onorare il ricordo del collega tosco-americano prematuramente scomparso lo scorso ottobre. Si tratta di un riconoscimento per il giornalista under 35 che meglio rappresenti i canoni di fare informazione caratteristici di Kyle: originalità, competenza, anticonformismo, brillantezza, curiosità, serenità di giudizio e mancanza di pregiudizi. Tra le candidature arrivate all’ASET e quelle presentate dall’associazione stessa è stata selezionata una rosa di finalisti, e dopo un’adeguata istruttoria il direttivo ASET ha concordato di consegnare la prima targa “Kyle Phillips” al giovane giornalista lombardo Tommaso Farina
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