Radici 2000 Taurasi riserva docg

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MASTROBERARDINO

Uva: aglianico
Fascia di prezzo: da 15 a 20 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio e legno

Cosa è classico? Sostanzialmente quello che proviamo o vediamo per la prima volta con la sensazione di averlo provato e visto da quando siamo nati perché ci regala la sensazione di essere prima e restare dopo di noi, come i templi dorici di Paestum. Questa è la grandezza del Radici riserva di Mastroberardino che si distingue per uno stile suo, discreto, non invasivo, sostanzialmente tranquillo, ma molto solido e preciso, circoscritto, sì da individuare anche il prodotto in quanto tale come momento di valorizzazione e crescita del marchio al di là delle capacità di comunicazione e di marketing. Sia chiaro, parliamo di un rosso piaciuto a tutti, come sottolineato dalla classifica comparata di Class Editori nel quale è addirittura collocato al terzo posto tra i migliori vini italiani della sua categoria facendo la media comparata dei punteggi ottenuti nelle guide specializzate 2007. Ma piace appunto per la sua classicità, non per la piallatura omologante a cui tanti vini sono sottoposti con le barrique nel migliore dei casi o con i prodotti chimici da laboratorio che mettono in bottiglia sentori di vaniglia e lampone rendendolo meno caratteristico di una Nastro Azzurro. Decisamente il 2000, annata buona ma non facile da governare in cantina per la sua esuberanza, si presenta per questa sua compostezza assoluta e anche a Lecce nel seminario sull’Aglianico della condotta Neretum ha fatto la sua gran bella figura distinguendosi e catturando la curiosità degli appassionati. Colore rubino, naso intenso di viola e ciliegia matura, la persistenza rivela le classiche note di tabacco e sentori balsamici molto discreti e piacevoli, sicché il vino inizia un po’ ruvido e poi chiude con molta dolcezza ed eleganza. Lo stesso accade in bocca, dove la freschezza ottenuta è quella dei grandi classici destinati a durare nel tempo per moltissimi anni, regna infatti sovrana nel primo impatto superando di gran lunga altre sensazioni come la morbidezza tannica appena composta, il caldo piacevole e non abbondante dell’alcol, siamo tra i 13,5 e i 14, la chiusura è quella tipica dell’Aglianico, secca, sapida, asciutta, pulita, davvero molto lunga. Il vino ha una sua perfetta armonia, disegna quasi una figura ovale al naso e poi in bocca perchè in entrambi i casi l’inizio è discreto, poi si allarga occupando tutto quello che c’è da occupare per poi chiudere progressivamente e armonicamente lasciando la sensazione di compiutezza finale. La resa è di circa 70 quintali per ettari, dopo la fermentazione l’uva passa trenta mesi tra fusti di rovere e narriques e poi un altro anno e mezzo di elevamento in bottiglia prima di essere messo in commercio come riserva. Una bella esecuzione del Taurasi, che ha anche il pregio della buona abbinabilità ai prodotti e alle ricette del territorio direi a tutto pasto, dai fusilli al sugo al cinghiale in umido, all’agnello sino ai pecorini di Carmasciano ben stagionati, persino, vedete cosa dico, sulla cioccolata amara. Con questo prodotto la storica casa di Atripalda conferma la sua tonicità ormai raggiunta e la voglia di stare sul territorio anche con prodotti ben costruiti e pensati segnando il passo a tutte le altre aziende irpine.

Sede a Atripalda, via Manfredi 75-81. Tel. 0825.614111, fax 0825.611431. www.mastroberardino.com Enologo: Piero Mastroberardino. Ettari: 150 di proprietà e 150 in conduzione. Bottiglie prodotte: 2.400.000 Vitigni: aglianico, piedirosso, fiano, greco, coda di volpe, falanghina.