Radici del Sud. Fantastica verticale Graticciaia 2005-1990 a Castel Serranova

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Graticciaia, il colore del negroamaro (Foto Marina Alaimo)

di Marina Alaimo

In occasione della festival Radici del Sud 2011 si è svolta la verticale di Graticciaia nella storica tenuta della famiglia Vallone. Varcando il cancello l’attenzione viene totalmente rapita dagli olivi secolari, splendidi e maestosi. Proseguendo lungo il viale di accesso si arriva al cortile dominato dallo splendido Castello di Serranova del XV sec, al quale è annessa una maestosa torre saracena. L’azienda Vallone è condotta da Vittoria e Maria Teresa con le quali dal 2003 collabora l’enologa Graziana Grassini, subentrata a Severino Garofalo.

Graticciaia, Castel Serranova (Foto Marina Alaimo)

L’azienda possiede 660 ettari dislocati nei territori delle doc Salice Salentino, Brindisi e Salento, 170 ettari sono a vigneto, i restanti sono destinati ad oliveto e poi alla coltivazione di carciofi ed altre varietà agricole. Il Graticciaia è in produzione dal 1986, con l’intento di riprendere una antica  tecnica locale  di appassimento delle uve. Sono soprattutto le donne a dedicarsi ai vecchi vigneti di settant’anni di uve negro amaro allevati ad alberello nel Salento. Le uve si raccolgono a mano ben mature e le vignaiole con grande abilità sanno selezionare i grappoli integri ed adatti all’appassimento. La vendemmia avviene tra la seconda e la terza decade di settembre, le uve vengono trasportate a Castel Serranova e disposte con cura ad appassire distese su graticci disposti sui tetti e nel cortile, dove arriva costantemente il vento dal mare. Il Graticciaia viene prodotto solo nelle migliori annate, rappresenta il vino di punta dell’azienda e sono sempre grandi le aspettative quando se ne stappa una bottiglia.

Graticciaia, i degustatori (Foto Marina Alaimo)

La degustazione si è svolta nella sala da pranzo dell’antica dimora e siamo partiti con l’annata2005: presenta un bel colore rosso rubino fitto, al naso è intenso ed ampio , prevalgono le note fruttate di marasca e mora, poi buccia d’arancia,terra bagnata, è leggermente balsamico. In bocca ha grande struttura, tende alla morbidezza con tannini compatti e sottile freschezza.

Graticciaia, le bottiglie

2003: annata straordinariamente calda, il vino si presenta color granato pieno. Al naso è intenso, con sentori evoluti di smalto, prugne cotte e toni  speziati di cuoio e cioccolato. In bocca è ricco, caldo, con tannini setosi, discreta freschezza e lunga persistenza.

1997: annata molto interessante, vestita di rosso rubino intenso, l’olfatto è di grande impatto, domina il frutto sulle tonalità di marmellata di amarene,  poi timida la rosa appassita, è balsamico,  le spezie sono dolci di cioccolato e liquirizia.  Il sorso è avvolgente con tannini discreti e freschezza ancora bene bilanciata.

1994: rosso granato carico,  ha grande impatto olfattivo con note evolute di smalto, amarene sotto spirito e toni speziati di cioccolato e tabacco. L’ingresso in bocca è caldo e pieno, bilanciato da tannini compatti e discreta freschezza.

Graticciaia 1990

Spunta poi a sorpresa il millesimo 1990, particolarmente intrigante e fascinoso. Il colore è granato leggermente aranciato. Ha bisogno di una lunga ossigenazione per raccontarsi: i profumi sono dolci è suadenti, fichi neri e uvetta appassita, tabacco da pipa e cioccolato amaro. Avvolgente e morbido in bocca, l’esuberanza alcolica è ben in asse con una sorprendente freschezza, seppur delicata, e con la trama tannica  ancora vivace.  La persistenza è infinita ed in continuo divenire.

Un commento

  • claudio nannini

    (15 giugno 2011 - 10:23)

    Che i tannini siano “ELEGANTI” è ormai un mio grande patrimonio conoscitivo. Ma che ce ne siano anche di “SETOSI”, “COMPATTI” e “DISCRETI” è cosa pe rme nuova ed affascinante. -)

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