I Tigli a Montemonaco e il dramma del terremoto

5/11/2016 1.5 MILA
Ristorante il Tiglio
Ristorante il Tiglio

Questo articolo sul terremoto in Umbria lo  condividiamo insieme agli amici di Passione Gourmet

di Alberto Cauzzi

Troppe speculazioni si sono fatte sulle recenti tragedie. Noi vogliamo solo raccontare una storia. Una storia di ristorazione ma anche di imprenditoria. Enrico Mazzarroni, chef di talento in quel di Montemonaco – sui monti sibillini – e il suo braccio destro nonché maître Gian Luigi Silvestri si sono svegliati i giorni scorsi con una bruttissima sorpresa.

Il loro Tiglio, recensione che trovate qui, è stato dichiarato inagibile, dopo le recenti scosse del 30 Ottobre. Dopo aver speso decine di migliaia di Euro quest’estate per ristrutturare sala e cucina. Dopo aver creduto e continuato a crederci, a dispetto del terremoto e delle difficoltà vissute in quella zona, già di per sé difficile da raggiungere, perché lontano dalle rotte canoniche.

Ristorante il Tiglio
Ristorante il Tiglio

Un colpo duro al cuore, diretto, che arriva a tutti noi. Si osservano i fatti che stanno succedendo in questi giorni, terremoto e terremotati, spesso con un cortese distacco. Abusando di retorica e falsità diciamo di sentirci vicini alle popolazioni colpite. Ma quando questa brutta bestia arriva così vicino a noi ci si risveglia di colpo.

Un in bocca al lupo, di cuore, a Enrico e Gian Luigi. Che ci auguriamo di rivedere presto in una nuova avventura, a cui non mancheremo di far avere il nostro sostegno e, come sempre, le nostre critiche costruttive.

E un in bocca al lupo a tutti quelli, saranno purtroppo molti, nella loro situazione. Scriveteci! la nostra porta e il nostro blog è aperto a tutti voi.

Forza ragazzi, che questa disgrazia non vi pieghi!

Un commento

    Marco

    (6 novembre 2016 - 12:20)

    Mi permetto solamente di far notare che il terremoto ha causato danni in primo luogo nelle Marche (dove per l’appunto è situata Montemonaco, città del ristorante in questione), e poi in Umbria.
    La mia precisazione non è, ovviamente, volta a sminuire i danni e le sofferenze dell’Umbria, ma solamente ad evitare che ci si dimentichi dei paesi e delle città delle Marche, che sono stati colpiti da questa sciagura in numero ben più alto.
    Grazie

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