Roma, Remigio Champagne e Vini: un posto speciale

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Fabrizio Pagliardi

 di Paolo Mazzola

E’ proprio un luogo originale Remigio, in via S. Maria Ausiliatrice fra la Tuscolana e l’Appia Nuova. Come dicono il nome e il logo che mimano Saint Remi, nella cattedrale di Reims parliamo soprattutto di Champagne e di vini francesi, accompagnati da proposte gastronomiche invitanti ed originali.

Remigio nasce qualche anno fa ad opera di Fabrizio Pagliardi, già gestore della Barrique ed esperto di Champagne, Stefano Scialanga con esperienza nella gestione di locali enogastronomici nella città, Roberto Scomazzon gestore della presistente enoteca 3 bicchieri e Gianluca Di Benedetti che lavorava con Enopoli . Il locale si doveva caratterizzare:

a)     Offerta originale di Champagne, solo RM di piccoli produttori non distribuiti, con i quali instaurare un rapporto diretto, in una  buona fascia q/p

b)     Offerta gastronomica di cibi freddi molto scelta , possibilità di happy hour, con stuzzichini tipo Pinchos le tapas dei paesi baschi, 7-8 tipologie diverse, e di cena vera e propria con scelte di materia prima e di abbinamenti originale e ben fatta.

c)     Possibilità di vendita di Champagne, 100-120 etichette che  nell’anno arrivano fino a 200  con prezzi dai 30 ai 100 Euro, vini bianchi , e rossi per lo più francesi o riesling tedeschi con particolare attenzione ai vini naturali.

Ingresso del locale
Offerta gastronomica

Buono il successo di pubblico con questa scelta , spendi al massimo 20-30 euro bevendo un gran Champagne, magari non noto perché non distribuito da grossi importatori, e mangiando cibi sceltissimi. Pubblico eterogeneo, dal neofita fresco appassionato di sommelerie, al gestore esperto di locali.

Il logo

PARTE GASTRONOMICA  

I Pinchos, piccola fetta di pane con sopra ingredienti originali e ben accostati sono 7-8 d’estate, e 10-12 d’inverno quando c’è una preferenza per l’happy hour e non si esce molto tardi.

Pinchos

Guanciale cotto affumicato parmigiano e basilico, mozzarella di bufala e uova di salmone, avocado, pomodoro, tabasco e succo di lime che mima un Guacamole messicano.

Per la cena fredda, il tagliere di salumi e formaggi, molto originale con prodotti francesi, piemontesi e eccellenze italiane, crostini non banali come ad es. : formaggio, rafano e carpaccio di manzo, la tartare di Fassona della bottega Liberati, la burrata preparata con un’emulsione di pomodoro in salsa al basilico, la panzanella con carpaccio di baccalà.

I prezzi sono contenuti , perché il cibo deve accompagnare in maniera elegante e raffinate il Re che è lo Champagne

CHAMPAGNE

Su una lavagne di Ardesia, come per i cibi, sono indicati gli 8 Champagne proposti al bicchiere, i 5-6 vini bianchi e i 5-6 vini rossi.

Proposta Odierna 11 luglio 2102 :

Prosecco Bele Casel

Legret Brut ( blend di Pinot Noir, Pinot Meunier et Chardonnay)

Ardinat Brut ( PN)

Mallol Grand Reserve (CH)

Mazet Grand Reserve ( blend dei 3 vitigni con base 1998)

Bliard Rosè ( Blend dei 3 vitigni)

Ardinat Faust ( PM 50% e CH 50%)

Vouette et Sorbee Fidele Extrabrut dell’Aube ( PN)

Stefano e Roberto si preoccupano sempre di assortire l’offerta con  BDB e BDN, rosè, extrabrut, reserve, millesimati.

Scaffali

La selezione originale e di alta qualità nasce dalla conoscenza diretta che Stefano e Fabrizio hanno dei produttori : 2 volte all’anno di recano in Champagne per una settimana e visitano una 30 di produttori, con i quali instaurare un rapporto commerciale diretto . Sono altresì curatori della guida : “Le migliori 99 maison de champagne” Ed. Estemporanee, dove raccolgono le loro esperienze, badando di assaggiare e recensire maison che non commercializzano ( grande nota di merito!)

la guida

Ho chiesto a Stefano di una esperienza “francese “curiosa e mi ha raccontato di una degustazione fatta con Bertrand Gautherot di Vouette et Sorbee , nell’Aube:erano in 3 -4 ed hanno provato il 2007-2006-2005-2004-2002-2001 e 1 rosè, scambiavno impressioni per ogni bottiglia, ma Bertrand restava muto, non ha mai detto una sola parola, annuiva e andava a stappare un’altra bottiglia…

Tre Champagne che nell’ultimo mese mi hanno fatto impazzire :

3.o posto : Ardinat Faust  50% Pinot Meunier e 50% Chardonnay. Vandières, versante sud della valle di Marna, con certificazione Bio.

Vini che riposano 2 anni in botti di rovere senza subire chiarificazione e filtraggio.

4 anni di maturazione sui lieviti, profilo ossidativo presente ma composto e gentile, equilibrato da una buona opulenza, freschezza e mineralità. Champagne complesso dalle 100 sfaccettature

2.o posto  :  Vouette et Sorbee Fidele : Champagne biodinamico, Gautherot ne è un convinto assertore,  attentissimo all’equilibrio del suo ecosistema, con delle arnie, alberi da frutto e qualche mucca, e cura maniacale della sanità delle uve.E’ il produttore qualitativamente più importante dell’Aube, a 150 KM. da Reims e fa da traino ad altri bravi produttori del posto. L’Extrabrut Fidele  è un Pinot Nero 100%, leggera nota ossidativa compensata da una grande mineralità ed una grande freschezza, vino verticale e profondo, ma anche orizzontale e complesso.

1.o posto . Andrè Beaufort Grand Cru Rosè:  Ambonnay, 80% Pinot Nero e 20% Chardonnay, all’80 annata 2004, un’esplosione di corpo struttura, profumi accompagnati da una sbilanciante freschezza, uno dei migliori rosè bevuti.

Cin Cin

Via Santa Maria Ausiliatrice 15
Tel. 06.789228
www.remigio.eu

7 commenti

  • andrea petrini

    (13 luglio 2012 - 09:40)

    Gran posto, peccato averlo distante da casa altrimenti sarebbe la mia enoteca. Poco tempo fa c’ho fatto una verticale di Beaufort davvero eccezionale, se interessa posto le impressioni :)

    • luciano pignataro

      (13 luglio 2012 - 09:45)

      Vabbé, non sarà il Fiano, ma postale lo stesso:-)

  • andrea petrini

    (13 luglio 2012 - 09:55)

    Di Beaufort, e dovreste trovarlo ancora da Remigio, lo champagne da bere assolutamente è l’Ambonnay Grand Cru Rosé Doux (100% pinot nero): prima di stapparlo in molti si erano alzati dal tavolo perchè a loro i vini dolci non piacevano. Pochi i temerari rimasti. Apro il rosé, lo verso nei bicchieri…silenzio.
    Pochi istanti e “Non ci posso credere” è stato il commento più sobrio dato da uno dei temerari rimasti che, in preda ad un nuovo misticismo, ha cominciato a chiamare tutti i clienti di Remigio per annunciare la sua conversione alla religione chiamata Doux di Beaufort.
    Questi sono champagne mostruosi dove assolutamente non riesci a sentire nulla di dolce, la struttura e l’acidità impertinente riescono a mascherare incredibilmente 50 g/l di zucchero residuo per offrire all’appassionato un vino dolce non dolce che, come descrittore principale, ha una mineralità rossa che non ascriveresti a nessun essere vivente.

  • giuseppe tassone

    (13 luglio 2012 - 18:02)

    Il carpaccio di polipo dovrebbe riguardare piu’ la chirurgia che la gastronomia!

    • Daniela @Senza_Panna

      (13 luglio 2012 - 21:18)

      purtroppo si legge spesso… qui però non lo vedo

      Gran bel posto Remigio!!!

  • Sara

    (13 luglio 2012 - 22:32)

    Si beve divinamente si mangia meravigliosamente e di chiacchiera amabilmente. Tappa fissa x chiudere bene la giornata…sempre.

  • leo

    (14 luglio 2012 - 00:07)

    Puah ! nemmeno una cacio e pepe a 20 euro ! manco sembra d’essere a Roma.. :-))

    grande Fabrizio !

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