Salerno, Trattoria del Padreterno

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Trattoria del Padreterno, Ciro Life e Peppe

Piazza Flavio Gioia, 12
Tel. 089.239305
Aperto a pranzo e a cena
Chiuso il martedì

Una bella esperienza di cucina marinara quella della Trattoria del Padreterno a Salerno. Una città nella quale i giovani rampolli della borghesia usano aprire un wine bar o un ristorante come diversivo quando magari trovano occupato il campo da tennis del loro circoletto privato e non sanno come impiegare il tempo libero. Peccato che poi lo chiudano con la stessa facilità.

Trattoria del Padreterno, l'interno

Resistono invece da diversi anni Ciro e Peppe, non a caso con una robusta esperienza alle spalle nella gestione di locali e grazie ad una cucina di mare semplice, con ricette gustose e non pretenziose, e un servizio veloce e informale. La location, la piazzetta del vecchio mercato del pesce e delle verdure, conosciuta in città come Rotonda, oggi è diventata molto modaiola: bar dove si tira tardi fino all’alba, altri due ristorantini, un wine bar, il Trianon per chi sceglie la pizza napoletana.

Trattoria del Padreterno, l'esterno

Qui in Trattoria si va avanti per la propria strada, semplice, riconoscibile grazie anche alla riproposizione di piatti classici, come la pasta alla «conventuale», ricetta dagli ingredienti poveri, tramandata chissà quando e chissà come da qualche monaco della costiera amalfitana, con una salsa a base di noci, alici salate e pecorino. Molto “tosta”, dal sapore deciso, ma molto buona (l’avevo provata proprio qui l’anno scorso).

Trattoria del Padreterno: spaghetti alla «Conventuale»
antipasto di mare

La batteria di antipasti varia – così come tutto il menu, sempre recitato a voce – a seconda del mercato. Tocchetti di pesce spada con olive nere e pomodorini, polpette di orata, gamberetti al vapore con rucola, cozze al gratin, patate in insalata condite con olio e colatura di alici (con quest’ultima bisognerebbe osare un po’ di più: il sapore è deciso, che sia decisa anche la mano, bisogna sentirla!).

Candele con frutti di mare, pecorino e pan grattato

Sia a pranzo che a cena trovate una bella varietà di primi piatti: linguine o spaghetti con scampi o gamberi, riso alla pescatora, paccheri all’astice, pappardelle con noci, mazzancolle e olive di Gaeta. Noi abbiamo provato le candele spezzate con cannolicchi, pecorino, basilico e pan grattato: gli ingredienti erano molto bel dosati e dunque il piatto è saporito ma delicato, per nulla aggredito dal formaggio. Carica di sapore, anche se l’uovo risulta un po’ aggressivo, gli spaghetti alla carbonara di mare: preparati con la classica ricetta ma con aggiunta di gamberetti, seppie, calamari e frutti di mare.

Trattoria del Padreterno: la carbonara di mare

Si prosegue con pesce al forno o alla griglia, una frittura di alici o calamari, un’ottima insalata di polpo, oppure con un altro classico: il tortino di alici. Cotture ben eseguite e rispettose della freschezza del pescato.
Si chiude con i dolci di una nota pasticceria del centro storico.
L’ambiente è raccolto e accogliente, alleggerito e reso più elegante dagli ultimi ritocchi all’arredo e all’hotellerie. Sugli scaffali, in fondo alla sala, diverse etichette del territorio da godersi magari ai tavoli all’aperto, in piazzetta, dove si sta bene praticamente dalla primavera all’autunno inoltrato.
Menu sui 40 euro, completo di simpatia e cortesia.

Qui la storia della piazza e della Trattoria del Padreterno

2 commenti

  • Daniela

    (6 settembre 2010 - 10:32)

    Più volte ho avuto l’opportunità di assaggiare questi piatti! Il ristorante merità più di una sosta. Se siete in zona o se anche non lo siete organizzatevi perchè ne vale la pena!

  • eve

    (6 settembre 2010 - 16:55)

    diciamo che io sono tentata di andare già per il nome: “trattoria del padreterno” è veramente una trovata geniale!
    La piazzetta è carina e mi farebbe piacere mangiare “casareccio” e “marinaro”: troppo spesso nella bella costiera, e nell’allegra salerno non è diverso, non si raggiunge il compromesso: o ci sono locali da prezzi abbordabili e cucina turistica o locali di gran classe e di conto “salato” (o meglio, forse anche giustamente salato, ma certo non adatto alle tasche di trentenni-precari-con-mutuo da pagare).Spero quindi di andare presto alla trattoria che ci consigli e di brindare alla salute di chi ci fa mangiare bene, in simpatia, cortesia e anche (perdonatemi se lo dico ma lo dico..)economia!

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