Grottaferrata, Taverna Mari. Ovvero, quant’è buona l’amatriciana della signora Iole!

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Taverna Mari: ritratto di famiglia: Fabrizio, papà Enzo, la signora Iole e Federica


di Virginia Di Falco

Il fuori porta per il pranzo domenicale, a Roma, continua ad essere una tradizione irrinunciabile. Anche perchè, obiettivamente, consente di provare una cucina ancora saldamente ancorata ai prodotti e ai sapori della campagna romana spesso in versione alleggerita e low cost.  Voglia di ricette di casa e di famiglia, insomma.
Una di queste tappe, con l’indicazione ben precisa di Arcangelo Dandini sull’amatriciana della signora Iole, è Taverna Mari, per tanti anni a Marino e dall’aprile 2012 in via Piave a Grottaferrata, una ventina di chilometri da Roma.

Chiocciola Slow Food rinnovata anche quest’anno nella Guida alle osterie: cucina di territorio e accoglienza assicurategrazie all’entusiasmo e alla passione della famiglia Mari, da tanti anni nel campo della ristorazione tradizionale di qualità. Ambiente semplice e confortevole come si addice ad una vera trattoria, cura femminile nei particolari, fiori feschi sul tavolo, vivaddio.  In sala, il papà Enzo  con i figli Fabrizio e Federica, la moglie Iole in cucina. Servizio schietto e sincero, piatti cucinati al momento.
Bene. Sedetevi tranquilli, il pranzo slow sta per cominciare.

Taverna Mari, pane e vino

Il menu è a voce, Fabrizio vi parla di tonnarelli cacio e pepe o alla gricia, fettuccine fatte in casa e condite, per esempio, con i carciofi o con le regaje di pollo; maltagliati con broccolo romanesco e guanciale. Ci sono anche le pappardelle al ragù di lepre. Ma soprattutto c’è Lei. Un’amatriciana da podio. Bucatini cotti al chiodo (ora capisco Arcangelo) e un equilibrio tra sapore e sapidità che in questa ricetta finto-facile è raro ottenere. Non scappa nulla alle vostre papille: sugo, pecorino e guanciale. Nello stesso boccone, ad ogni boccone. Fantastica.

Taverna Mari, l’amatriciana super della signora Iole
Taverna Mari, zoom sulle pappardelle alla lepre

Al tavolo vicino girano vorticosamente i piattini con gli antipasti che non ho avuto il coraggio di ordinare: salumi del norcino qui a due passi; formaggi artigianali, con il caciofiore presidio Slow Food; frittatine alle erbe di campo; trippa alla romana; fritti vegetali.
Provo, con grande soddisfazione, un ottimo carciofo alla giudia. Gambo tenerissimo, foglie croccanti e appaganti. E non mi lascio sfuggire la chicca del giorno: l’ossobuco, prima impanato e sfrigolato nell’olio e poi insaporito nel sugo con il classico battuto al sedano.

Taverna Mari, il carciofo alla giudia
Taverna Mari, l’ossobuco

Tra i secondi piatti, coda alla vaccinara, pollo ruspante alla romana, saltimbocca, tagliata di manzo con insalatina di campo condita con il battuto di alici (come quello che si usa sulle puntarelle). Il pane è cotto a legna e quella che vi sembrerà a prima vista una piccola carta dei vini è in realtà una proposta ragionata e studiata di un centinaio di etichette che Fabrizio aggiorna e fa ruotare di settimana in settimana, con prezzi davvero onesti.

Taverna Mari, il tiramisù

Si chiude con crostate o tortini fatti in casa oppure, come ho fatto io, con un tranquillo (forse con troppo poco caffè) tiramisù. Conto-salvadanaio sotto i trenta euro.

Fateci una scappata, appena potete. Così, tanto per provare come è bello sentir chiamare «mamma» per comunicare in cucina la comanda. Ci sono. Ci sono ancora, le famiglie di una volta.

 

Taverna Mari
Via Piave, 29
Chiuso il mercoledi
Tel. 0693668261
Cell. 3401042466
email:info@tavernamari.it

www.tavernamari.it

 

7 commenti

  • Lello Tornatore

    (2 marzo 2012 - 10:35)

    Tutto bellissimo, solo quella bottiglia di Shiraz…proprio non si può vedere!!! ;-))

  • Luciano

    (2 marzo 2012 - 16:01)

    Le atmosfere da trattoria autentiche sono sempre più rare: accoglienti ma non sciatte, informali ma non trascurate, menù locali ma non poveri ed il tutto offerto con efficiente professionalità. Ci tornerò.

  • Ilaria

    (2 marzo 2012 - 17:33)

    wow carciofi geneticamente modificati?!!! fantastici ma naturali!!!!!

  • monica

    (2 marzo 2012 - 17:35)

    Che bello…un luogo invitante e familiare. L’ossobuco mi ricorda tanto la mia infanzia e il carciofo alla giudia è un leitmotiv della mia giovinezza..andata!

    • virginia

      (2 marzo 2012 - 18:27)

      caspita monica: ricordi freschi freschi eh? ;-)

  • rita

    (2 marzo 2012 - 18:56)

    Piatti da fare invidia, pura e sana invidia che sale “dallo stomaco” al solo pensiero di tutte le prelibatezze che mangi per poi raccontarcele!
    Poi mi chiedo:” Ci sarà qualcosa che cucini a casa?” :-)

  • Arcangelo Dandini

    (2 marzo 2012 - 19:14)

    E andiamo:-)!!!

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