Roma, Flavio al Velavevodetto: la tradizione al Testaccio

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Flavio al Velavevodetto, polpette al sugo
Flavio al Velavevodetto, polpette al sugo

Flavio al Velavevodetto
Via di Monte Testaccio 97, Roma
Tel. 06.5744194
www.ristorantevelavevodetto.it

di Barbara Guerra

Immaginate la scena: Roma, mezzogiorno, caldo infernale della metà di agosto, nessun taxi in vista ed una passeggiata di meno di un chilometro dalla fermata della metro Piramide fino all’indirizzo di questa trattoria di cucina tipica romana. Il percorso potrebbe essere piacevole se non ci fosse un asfalto bollente ed il sole cocente ma è andata così! Per fortuna aperta la porta del ristorante un fresco quasi freddo ci avvolge e consola. Certo che l’aria condizionata qui è particolare, non mi prende alla testa e mi da una bella sensazione.

Resto incredula nell’apprendere che nessun dispositivo tecnico favorisce quel piacevole fresco, è semplicemente una finestra aperta…sulla parete del Monte dei Cocci o Monte Testaccio. Scusate l’ignoranza ma mai mi ero incuriosita sull’origine del nome “testaccio” e solo ora scopro che si tratta di una sorta di discarica specializzata di epoca romana costituita da innumerevoli strati ordinatamente disposti di cocci (in latino testae, da cui il nome del monte) di anfore olearie.

Flavio al Velavevodetto, monte dei cocci
Flavio al Velavevodetto, monte dei cocci

Utilizzato l’olio c’era il problema di smaltire le anfore e così una volta rotte, di anno in anno, si arrivò a costruire ordinatamente il monte che periodicamente veniva irrorato di calce per sanificare la decomposizione dei resti organici contenuti nei cocci. Dall’imponente “discarica” di cocci arriva un bel fresco naturale e piacevole. Siamo così nel cuore della Storia che parte dal primo secolo dopo Cristo. L’atmosfera diventa ancora più intrigante quando arrivano i piatti in tavola. Ricette tipiche della vera cucina romana, piatti preparati con ingredienti autentici e “ruspanti” come il pollo con i peperoni che a Roma è un vero must.

Flavio al Velavevodetto, Pollo con i peperoni
Flavio al Velavevodetto, Pollo con i peperoni

Buoni ed appaganti i primi con la pasta cotta al dente condita nei modi tradizionali. Sia per la cacio e pepe che per la gricia gli ingredienti principali sono accuratamente selezionati da Flavio che attinge da fornitori di fiducia oltre che dal suo orto che conduce in campagna con grande dedizione. Sua anche una buona produzione di carciofini sott’olio che abbiamo modo di assaggiare al volo.

Flavio al Velavevodetto, Cacio e Pepe
Flavio al Velavevodetto, Cacio e Pepe

 

Flavio al Velavevodetto, Gricia
Flavio al Velavevodetto, Gricia

Le polpette di bollito con patate e formaggio sono preparate quotidianamente e rappresentano uno dei piatti più amati dagli ospiti di Flavio. La ricetta è praticamente quella di famiglia che ogni giorno va tarata in basa all’intensità di gusto dei singoli ingredienti.

Flavio al Velavevodetto, Polpette di bollito
Flavio al Velavevodetto, Polpette di bollito

Le polpette al sugo sono buone e succulente come le avrebbe fatte una mamma.

La carta dei vini è interessante e “fisica” cioè tutte le bottiglie sono presenti sul grande scaffale che segue il perimetro delle due sale, ognuno può scegliere le bottiglie che preferisce bere in maniera autonoma.

Flavio al Velavevodetto, brut naturale
Flavio al Velavevodetto, brut naturale

In questo spaccato di una fedele tradizione romana familiare Flavio è l’incarnazione perfetta dell’oste, mette tutti subito a proprio agio e con entusiasmo saprà consigliare le vostre scelte nel migliore dei modi.

Flavio al Veloavevodetto di Tommaso Esposito

2 commenti

  • Mondelli Francesco

    (25 settembre 2015 - 16:22)

    Sempre benvenuta a Roma Barbara.Torniamo però per un attimo nel nostro Cilento.Nel mio dialetto TESTA è il vaso dei fiori,ma posso immaginare che anche nel tuo ci sia un termine più o meno simile.PS.Arrivato nella capitale anche io ,tra i primi indirizzi culinari,visitai un ristorante di quella stessa zona che,trovandosi nelle vicinanze dell’antico macello,era specialista del quinto quarto che io,non lo nascondo,pur avendo una predilezione particolare per formaggio orto mare e cortile,quando mi dedico ai piaceri della carne la mia preferenza va a testa coda lingua trippa ecc che,assieme alla nobile cacciagione,chiamano a raccolta i grandi rossi inevitabilmente destinati,invece, a poltrire in cantina.FM.

  • raffaella fortunato

    (21 dicembre 2015 - 14:24)

    Brava Barbara, hai ben reso ambiente, atmosfera, sapori e colori anche nel breve “tratto” di un post!
    Testaccio l’ho attraversata in macchina due volte al giorno tutti i giorni per 12 anni, nel percorso casa centro. Mi fermavo talora a fare la spesa, a guardare l’ingresso del mattatoio che mi affascinava assai, gran parte del mio amore per Roma nasce la, tutto intero quello per “la” Roma, intesa come squadra di calcio. Il mio è tifo per lo spirito testaccino, antico, pieno di quel tratto cinico-sentimentale che era e rimane il tratto più bello, per me, della autentica “romanità”
    Allora non ero ancora particolarmente appassionata di quinto quarto….e da Felice a Testaccio ( il posto dove, ho letto su questo sempre puntuale blog a firma di Virginia di Falco, Flavio ha lavorato a lungo) miei sodali del tempo mi fecero mangiare pajata e granelli a mia insaputa…Che te lo dico a ffà :)

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