Tufo, dalle miniere di zolfo al greco

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Tufo ha sempre galleggiato sullo zolfo. Correva l’anno 1866 quando Francesco Di Marzo facendo una passeggiata a cavallo scoprì una pietra accesa da una contadina che bruciava. Sentì l’odore e capì: nacque così in pochi anni uno dei più grandi poli industriali del Mezzogiorno, tra Tufo e Altavilla, dove lavoravano 1300 minatori. Capita così, passeggiando tra i vigneti di greco piantati sulla terra gialla, di scoprire la straordinaria storia delle miniere di zolfo lunga un secolo raccontata dall’avvocato Gaetano Troisi nel suo lavoro «L’oro di Tufo» (Arturo Bascetta Edizioni, pp. 364. 18 euro) pubblicato un anno fa. C’è il libro, c’è la fabbrica abbandonata proprio di fronte alla stazione della linea ferroviaria chiusa e al fiume, ci sono le miniere.
L’enoturista in questo caso deve trasformarsi in scout per imbattersi, tra una cantina e l’altra, in questo passato ancora vivo nella memoria dei più anziani, le miniere hanno chiuso negli anni ’60. Così questo paese, da cui prende il nome il bianco più venduto in Italia, può vivere per la seconda volta la sua ribalta e scommettere di nuovo sullo sviluppo: prima le miniere, adesso il vino.

Ma la famiglia protagonista è sempre la stessa: Di Marzo, insediata qui dal 1648, da quando cioé il capostipite Scipione abbandonò San Paolo Belsito per sfuggire alla peste.
I filari di viti ben organizzati (splendido il vigneto Cutizzi dei Feudi) ci portano dunque subito nelle spettacolari cantine di proprietà di 22 soci della famiglia e amministrate da Marcella e Francesco Di Marzo e dal marchese Filippo Di Somma. Scavate nel tufo, le Cantine Di Marzo (tel. 0825.998022) sono qualcosa di unico da vedere, un labirinto di Minosse. Qui intere generazioni di irpini sono venute ad acquistare il Greco di Tufo.
Questo bianco ha nel comune anche un altro grande interprete: l’azienda Benito Ferrara (tel. 0825.998194) di cui la figlia Gabriella e il marito Sergio rappresentano ormai la quarta generazione. Sono di loro proprietà gran parte dei vigneti a onda di mare chiamati La Cicogna da cui nasce il più famoso e apprezzato cru di Greco di Tufo. Si chiama Stefano Di Marzo (nella foto) il titolare dell’ultima azienda di greco di Tufo nata nel comune irpino: Torricino, tel. 0825.998119. Nessuna parentela con i Di Marzo delle miniere, ma un segno del destino nel nome. Stefano ha studiato enologia a Firenze, tornato a casa mette insieme 5 ettari di terra della famiglia e dopo una prova nel 2002 entra in commercio con un Greco di Tufo docg dell’annata 2003 imponendosi subito all’attenzione degli appassionati e della critica.

 Le sue vigne, piantate sulla terra gialla, sono sopra le miniere abbandonate.Infine oltre a Torricino  c’è San Marco  (tel. 0825.998258) a conduzione familiare da molte generazioni con 11 ettari ben esposti. Proprio il tormentato territorio in cui scorre il Sabato è il segreto del successo di questo bianco.
Altre aziende di questo terroir sono Cantine dei Monaci (tel. 0825.964350) a Santa Paolina, De Palma (tel. 0825.956031) e Giulia (tel. 0825.961219) a Prata di Principato Ultra, Petilia (tel. 0825.991696) ad Altavilla Irpina e infine Macchialupa (tel. 0825.996396) a Chianche. Certo, in Irpinia ci sono molti altri bravi produttori di Greco di Tufo, ma per conoscere l’anima di questo straordinario vitigno bisogna venire qui e conoscere le aziende di Tufo e dintorni.

Purtroppo a Tufo non ci sono ristoranti segnalati nelle guide specializzate ma le sorprese non mancano a soli dieci minuti di auto. A cominciare dallo storico Valleverde ad Atripalda (tel. 0825.626115) a cui tutti gli avellinesi sono molto legati e affezionati. Vicini (15 chilometri) anche Marennà, il nuovo locale aperto a Sorbo Serpico dentro l’azienda dai Feudi San Gregorio (tel. 0825.986666) e Taberna Vulgi a Santo Stefano del Sole (tel. 0825.673664). Ricerca e tradizione anche nel capoluogo irpino, siamo a 14 chilometri da Tufo. La prima è presidiata dall’Antica Trattoria Martella (tel. 0825. 31117), la seconda è stata introdotta da la Maschera Locanda d’Autore vicino il Duomo (tel. 0825.37603). Chi desidera comprare olio di qualità a Montemiletto, siamo a 12 chilometri, può rivolgersi all’unica azienda che etichetta nei dintorni: Oleificio Fina (tel. 0825.968498).