Vercelli, ristorante Da Christian e Manuel. Risotto e risotti: chi non è mai stato qui non può parlarne

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I fratelli Manuel e Christian

di Giancarlo Maffi

Non c’è nulla da fare. Tu vai là e pensi: questa volta mangio altro, questa volta, snobbo il riso, questa volta voglio provare l’espressione della cucina di Christian senza passare per forza dalle meravigliose forze caudine dei suoi risotti.

Semplicemente ‘nun gliela fai.  Perché tu apri quella nuova carta dei cibi semplificata dove troverai pochi piatti in carta libera e molte degustazioni all’interno delle quali farai quello che ti pare giocando con le millanta possibilità che il tuo cervellino di gourmet vorrà. Poi ti cadrà l’occhio, stramaledizione, su quei ventidue risi e risotti ventidue e….. cadrai in tentazione. Mi verrebbe voglia, giuro, di scriverli qui, tutti.

Tutti no. Solo quelli che non abbiamo provato, descritti oltre, si J

ALLA MILANESE CON ANIMELLE CROCCANTI E RIDUZIONE DI SUGO DI CARNE

ARBORIO, PROSECCO, ROSMARINO, LIMONE E TALEGGIO

CARNAROLI AI FORMAGGI PIEMONTESI CON NOCCIOLE DELLE LANGHE IN RIDUZIONE DI PORTO E CANNELLA

TIMBALLO DI CARNAROLI AL TARTUFO NERO E TOMA

RISOTTO AL RADICCHIO E SPECK MANTECATO ALL’ASIAGO

CARNAROLI AI QUATTRO FORMAGGI

LA PRIMAVERA DI RISO CARNAROLI

SICILIA,UN RISOTTO RICCO DEI SAPORI DELL’ISOLA

RISOTTO CARNAROLI AI BOCCONCINI DI CONIGLIO E FOIE GRAS D’ANATRA CON SALSA AI FORMAGGI PIEMONTESI

LA QUAGLIA INCONTRA IL CARNAROLI VERCELLESE

CARNAROLI IN GRIGIO, CALAMARI E PESTO LEGGERO

RISO VENERE, GAMBERI ROSSI DI MAZARA DEL VALLO, VELLUTATA AL CURRY, VERDURE TORNITE E MICRO-VEGETALI

CARNAROLI AI PISTILLI DI ZAFFERANO, LIQUERIZIA E BACCASLA’ MANTECATO

CARNAROLI VERCELLESE, I PROFUMI DELL’ORTO VICINO AL MARE

RISOTTINO VERDE CON SCAMPI FRESCHI SCOTTATI

CARNAROLI ALLA BISQUE D’ASTICE AL PROFUNO DI MARE

AI PORRI, TALEGGIO E LIQUERIZIA

“CARBONARA” CARNAROLI

BALDO ALLA BOTTARGA DI TONNO DI CARLOFORTE

Notare una cosa please: non si usa una sola tipologia. Si spazia dal carnaroli al venere, dal baldo all’arborio. Qui ci vuole classe e mano, mano e classe. Poi ve lo fanno anche per solo una persona. Il mio sogno è piombare qui a pranzo, mangiarne 12 e salire in camera perché qui è anche un ottimo albergo d’affari. Poi scendo la sera e mangio tutti gli altri. In pigiama e torno in camera. Lussuria pura.

Questo è il luogo dove mi sono convinto che un risotto assurge ai massimi livelli. Una pasta, salvo rarissime espressioni, no. Troverete un risotto ben fatto in quasi tutti i bistellati francesi e in molti tristellati di tutto il mondo. Un pacchero no. Il risotto rappresenta gastronomicamente l’italia nel mondo molto più di uno spaghetto.

Torniamo a noi. Ci vado con la scusa di accompagnare Ciomei in trasferta premio piemontese. Christian ha il solito atteggiamento rilassato di uno chef che lavora in una struttura alberghiera. Qui meglio ancora perché la baracca è  di proprietà.

Per i risi scegliamo noi, il resto fa lui, secondo umore, ottimo mi pare.

MERENDA, carne al coltello di quel dio in terra che è Franco Cazzamali. La bestia è piemontese la frollatura del grande macellaio cremonese. Una foglia di formaggio aiuta e apre. IMPECCABILE

Merenda

PISELLI MENTA E SCAMPO.  E’ stagione: sarebbe un deja vu se non fosse per l’esaltatrice menta. SORPRENDENTE

Piselli menta e scampo

FINTO CARPIONE. Si gioca intorno alla trota. BELLINO

Il finto carpione

“VITELLO TONNATO” La salsa è quella ma il gioco è il tenerissimo blocchetto di carne… tiepida. MODERATAMENTE ARDITO

Il vitello tonnato

Ora si passa ai tre risi scelti:

CARNAROLI POMODORO E BASILICO. Troverete a parte la ricetta di un piatto straordinario. Christian ci spiega perché nasce: “ mangerei pasta al pomodoro due volte al giorno”.

Da quella frase parte il progetto del piatto. Il pomodoro è pugliese, meno acido, il resto lo fa la mano straordinaria del Costardi maggiore. Un colpo di genio le zeste di limone. ECCEZIONALE

Carnaroli pomodoro e basilico

RISOTTINO AL MARTINI BIANCO PEPE ESTREMO NERO DI SARAWAK E CRUDO DI SPIGOLA E EMULSIONE DI RUCOLA

Salti clamorosi sul palato. Dal dolce del martini all’amarissimo della rucola passando per la ruvidezza del pepe. La spigola perfino sovrastrutturale. Una goduria intensa. STUPEFACENTE

Risotto al Martini bianco

PANISSA ALLA VERCELLESE. Ci sono due scuole di pensiero: la lotta è dura. Io ve ne mostro due: quella dei Costardi e il chilo e due sbafato a casa di un dilettante gourmet.

Panissa alla vercellese

Non volevamo più nulla ma il Costardi attacca all’arma bianca con branzino, animella, mandorle, salsa al marsala e tartufo nero. Ben giocato attorno alla modernità di abbinamento fra proteine di varie provenienze. Gli becco anche una punta di liquerizia che fa da giusto contrappunto alla voracità del tartufo. ESTEMPORANEO

Branzino, animella, mandorle, salsa al marsala e tartufo nero

Qui entra in scena il  giovin fratello, Manuel, il pasticcere di casa.

L’ho beccato in cucina che si divertiva a mantecare il risotto al pomodoro, con mano feroce. Qui ci ammanisce un pre dessert confortante, PANNA COTTA MORBIDA E SABA , un CHEESE CAKE MOU E ANANAS abbastanza ostico e uno stupendo MINESTRONE DI FRUTTA E VERDURA. Fresco da impazzire ma godurioso, da applauso. Roba da Jordi Roca, per intenderci. Bravò, Manuel!

Panna cotta
Il cheese cake mou e ananas
Minestrone frutta e verdura

Voto? In crescita dalla mia ultima visita: un rotondo 16/20, del tutto meritato.

MENU’ EVOLUZIONE: DIECI PIATTI CREATI DA CHRISTIAN E MANUEL ,120 euro

EMOZIONE, intorno al mare, quattro piatti più dessert, 70 euro

TERRITORIO, 5 Piatti più dessert ,60 euro

PASSIONE, 5 più dessert 90 euro

I RISI,  DA 14 A 22 EURO

DESSERT , 15 EURO

DA CINZIA-RISTORANTE DA CHRISTIAN E MANUEL
VERCELLI

Corso Magenta 71
Tel 0161253585
www.christianemanuel.it

Aperto sempre
Chiuso lunedì, ferie due settimane ad agosto

25 commenti

  • Lello Tornatore

    (10 maggio 2011 - 10:16)

    Prenderei ” I risi”, non per il braccino corto, ma per come li hai descritti…

  • leo

    (10 maggio 2011 - 11:35)

    Se mi è permesso aggiungerei una parola per la bella carta dei vini, non banale e con ricarichi giusti. Noi purtroppo, visto il veloce rientro à la maison, non ne abbiamo usufruito molto ma, per esempio fra gli champagne, ho notato qualche etichetta molto appetibile.

    Panissa molto buona ma quel riso al pomodoro… da leccare il piatto ! :-))

  • tommaso esposito

    (10 maggio 2011 - 13:02)

    Giancà mi pare che manchi alla lista copiosa una rilettura della napoletana Pastiera di Riso di Corradina memoria. Chissà se Manuel & Cristian ci hanno mai pensato. Da chiederglielo. Ciao maffi.

  • frankie

    (10 maggio 2011 - 15:34)

    bella segnalazione , grazie .. e la ricetta del risotto pomodoro e basilico dove la troviamo ?

    • frankie

      (10 maggio 2011 - 16:41)

      grazie !

  • enrico malgi

    (10 maggio 2011 - 15:53)

    Anch’io preferisco il riso alla pasta. Il mio piatto preferito, infatti, è un bel risotto alla pescatora (quando è cucinato bene, s’intende). Per quanto riguarda la panissa vercellese (niente a che vedere con quella genovese che è tutt’altra cosa, cioè una farinata d ceci) è uguale alla paniascia novarese, con gli stessi ingredienti, che ho gustato in modo egregio al ristorante Il Pinocchio di Borgomanero pochi mesi fa.
    Abbracci.

    • Enzo Vizzari

      (10 maggio 2011 - 20:13)

      No, signor Malgi, la “panissa vercellese” non e’ affatto uguale alla”paniscia novarese”: nel brodo con i fagioli (e quindi nel piatto finito) della prima non entrano le verdure (sedano, carote, verza ecc.) che invece sono d’obbligo nella novarese. La quale deve risultare al servizio più “lenta” anche se non “all’onda”. Parola di vercellese-valsesiano praticante. La vedo, signor Malgi, più ferrato in tema di paccheri e di bufala che di risotti. Com’è giusto.

  • enrico malgi

    (10 maggio 2011 - 15:54)

    Naturalmente, PANISCIA.

  • fabrizio scarpato

    (10 maggio 2011 - 16:28)

    Uno di quei posti dove le idee galoppano, dove se ti fermi un momento a pensare sei già superato. Continuo movimento, mentale e strutturale, almeno visto da lontano. Per un Indiana Jones del riso alle prime armi come me, ma anche per un goloso di dolci (come me, va senza dire) un posto appiccicato bene nella capoccia. Sembra che a poco attiveranno anche un menu degustazione di solo riso, spero comprendente anche i dessert, immagino con la gradualità e progressione di consistenze e sapori (già evidenti nella carta dei risi) proprie di un menu classico: e allora le capriole sarebbero inevitabili. Per poi tuffarsi in quel minestrone di frutta e verdura… Sogni.

  • consumazioneobbligatoria

    (10 maggio 2011 - 18:20)

    buuu, avete assaggiato solo tre risotti…

    • fabrizio scarpato

      (10 maggio 2011 - 18:38)

      In effetti…

    • Luciano pignataro

      (10 maggio 2011 - 19:59)

      Chiaro, altrimenti le prossime 653 volte Maffi cosa proverà?

  • […] di Giancarlo Maffi Non c’è nulla da fare. Tu vai là e pensi: questa volta mangio altro, questa volta, snobbo il riso, questa volta voglio provare l’espressione della cucina di Christian senza passare per forza dalle meravigliose forze … Vai alla notizia […]

  • enrico malgi

    (11 maggio 2011 - 12:57)

    Sig: Vizzari, le sono grato per la sua squisita e puntuale precisazione a proposito dei due piatti di panissa o paniscia novaro-vercellese. Certamente lei, come esperto, ne sa più di me. Il fatto è che ho trovato le due ricette simili su un sito web, quindi anche la panissa con carote e sedano, ed altre varianti. Addirittura la panissa anche con aggiunta di un bicchiere di vino rosso, con conserva di pomodoro, borlotti secchi, invece che freschi e, comunque, senza formaggio.
    Lei mi può insegnare che tutte le ricette gastronomihe subiscono contininue varianti, a seconda del luogo, dell’esperienza, della praticità, della convenienza o del ristorante, in cui si mangia. E questo vale, naturalmente, anche per i paccheri e le bufale, come lei sa.
    Al piacere di dialogare con lei la prossima volta, la saluto con molta cordialità.
    Ps. Comunque a me continua a piacermi più il riso in generale che la pasta.

    • ALBA

      (11 maggio 2011 - 13:16)

      Quasi per assonanza, la paella è un altro esempio dove è difficile stabilire cosa è originale e inimitabile perchè il nome possa essere usato.

    • Lello Tornatore

      (11 maggio 2011 - 13:26)

      Un’altra ” bufala “, Enrico? ;-)))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))

    • Vignadelmar

      (14 maggio 2011 - 12:27)

      Malgi, sulla Panissa ti conviene lasciar perdere.
      Dietro l’autorevole segnalazione di Vizzari, lo scorso inverno, ne ho mangiata una cucinata in maniera assolutamente perfetta, da urlo. Da sola valeva il viaggio dalla Puglia (reso indelebile non solo per La panissa).
      .
      Inoltre vorrei dire due parole sulla pretesa veridicità di un’affermazione/ricetta presa nel web: della serie cosa ce ne frega della selezione delle fonti !
      Ormai, purtroppo, il web e le informazioni in esso racchiuse sono considerate attendibili, con pari attendibilità di quelle offerte da una persona in carne ed ossa. E’ una barbarie culturale, non mi ci abituerò mai.
      .
      Ciao

  • enrico malgi

    (11 maggio 2011 - 14:43)

    Fetentone di un Lello, sei sempre il solito mattacchione ed è per questo, comunque, che ti voglio sempre bene. Perché ieri non sei venuto alla degustazione dei vini di Verrone ad Ascea Marina?
    Alba, come al solito, da persona “navigata” quale sei hai colto nel segno.
    Abbracci.

    • ALBA

      (11 maggio 2011 - 14:50)

      Sto giusto prendendo un appuntamento per il rimessaggio.

  • enrico malgi

    (11 maggio 2011 - 16:08)

    Alba sei grande (non come stazza, naturalmente…).
    Abbracci

  • giancarlo maffi

    (11 maggio 2011 - 16:27)

    è strano che persone timorose di dio si comportino seguendo feticci, internet in questo caso.

    meglio, molto meglio, essere atei e credere nell’uomo

  • enrico malgi

    (12 maggio 2011 - 14:43)

    Discolaccio di un GM, alludi?

  • Christian Milone

    (13 maggio 2011 - 22:39)

    …ben fatto !! la prox volta però spingi meno l’accelleratore così la macchina invece di finire la benza a Vercelli riesci a incunearti un po più in profondità in Piemonte :-)
    …dai che ci sei quasi…

    • giancarlo maffi

      (14 maggio 2011 - 06:06)

      una promessa fatta è fatta. dopo la festa di vico arrivo. gli chef di nome christian mi stanno molto simpatici :-)

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