Vigna Andrea 2003 Taurasi docg Colli di Lapio

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Vigna Andrea Taurasi  2003
Vigna Andrea Taurasi 2003

Uva: aglianico
Fascia di prezzo: nd
Fermentazione e maturazione: acciaio e legno

Lapio è un comune fortunato perchè incrocia due tra le docg (denominazione di origine controllata e garantita) tra le più pure e preziose d’Italia, il Fiano di Avellino e il Taurasi. Queste colline ancora fresce e spesso ricoperte di neve nonostante il riscaldamento climatico in corso ormai da 15 anni, sempre carezzate dai venti del massiccio del Terminio sono l’ideale per una viticoltura silente di alta qualità. Non nascondiamo la nostra simpatia per i Fiano che in queste zone conoscono un allungo spaventoso del tempo. L’azienda di Clelia Romano, Colli di Lapio, è stata una bandiera del territorio avendio acceso i fari su questo comune che deve la diffusione del Fiano alla decisione di Antonio Mastroberardino di puntarci con decisione. La stessa Clelia, affiancata adesso dai figli Carmela e Federico oltre che dall’enologo Angelo Pizzi, decise di partire anche con il rosso da aglianico. Il risultato è stato un vino di grandissima eleganza come pochi, già pronto ma anche capace di camminare a lungo nel tempo. Sere fa alle Trabe di Paestum nella bella carta dei vini gestita e arricchita con buone scelte e giusti ricarichi. Tanto e vero che abbiamo beccato lo storico Vigna Andrea a 38 euro, quel che si dice un affarone per chi compra.
Il vino era in forma perfetta, straordinario dal punto di vista gastronomico perché ben si abbinava alla faraona e all’agnello, una straordinaria freschezza reggeva una beva sapida, con il finale amaro, nel quale la frutta gioca ancora una partita significativa e piacevole. La dimostrazione di come i rossi da uva aglianico siano davvero eterni perché in una degustazione alla cieca nessuno avrebbe potuto pensare che si tratta di un vino di tredici anni. Lo abbiamo bevuto con piacere, consci però del fatto che se troviamo un altra bottiglia in giro aspetteremo ancora un bel po’. A proposito, il 2003 è stata l’annata più calda nella storia del vino, ma all’aglianico di queste colline ha fatto solo bene.

Sede a Lapio, contrada Arianello 47
Tel. 0825.982184, fax 0825.982184
Enologo: Angelo Pizzi
Bottiglie prodotte: 56.000
Ettari: 5 di proprietà
Vitigni: fiano, aglianico

Un commento

  • Mondelli Francesco

    (18 settembre 2016 - 05:15)

    Sorprendente é la parola giusta anche per me che recentemente ho avuto la fortuna di assaggiarlo.PS.Bussando alle cantine giuste si avrà la possibilità di partire dalla 2001 e,parafrasando un comune amico ,potremmo urlare”viva l’Aglianico”.FM.

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