Montevetrano 2013 di Silvia Imparato

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Montevetrano 2013
Montevetrano 2013

Abbiamo dato tanto, ma anche ricevuto molto di più in questi vent’anni. Per esempio avere la soddisfazione di un vino sotto casa incoronato da Parker quando ancora in Italia si pensava che al Sud non fosse possibile fare un buon rosso.
Venti millesimi, il 1992 è quasi un trailer, ancora fresco in modo pazzesco e gratificante, di una grande avventura umana, quella di Silvia Imparato, donna colta, coraggiosa, lungimirante. Fantastica, insomma. Ha attraversato gli anni ’90 come su un tappeto volante, resistito nel decennio difficile ed è sempre qui, moderna, ostinata, cone le sue bottiglie che difficilmente sbagliano un colpo. Pensare che all’inizio fu percepito come vino carissimo e che invece oggi è un top wine assolutamente low cost, alla portata di qualsiasi appassionato.

Molto meno di tante caricature che si sono affidate al marketing.
Il 2013 esprime una grandissima annata, forse l’annata perfetta per cabernet sauvignon, merlot e aglianico riproposti ancora una volta con note balsamiche, frutta fresca, sapidità e mineralità. Impossibile resistere. L’allungo è fulminante, spiazza l’agilità di una rosso perfetto, il rosso perfetto.
Vorrei potere scrivere che questa annata durerà all’infinito, ma sarà davvero difficile poterne fare a meno subito perché la forza del Montevetrano è che si tratta di un vino intrigante anche quando è ancora giovane. Io ho un piatto a cui abbinarlo, ed è il capretto di Francesco Sposito, una vera tesi di laurea su come si presenta al meglio questa carne tipiche delle zone povere, dove manca il pascolo.

Due eccellenze della Campania Felix che nella gastronomia in questi vent’anni è stata capace di dare il meglio di se come pochi altri territori europei hanno fatto. E quando guidate sulla Salerno Reggio. Uscite pure a Pontecagnano (la prima uscita dopo Salerno), bastano dieci minuti per raggiungere questa eccellenza mondiale del vino e fare la scorta di una vita.

www.montevetrano.it