Il Wengè di Pontelatone parte dal vino e dai cocktail per arrivare alla cucina
Il Wengè, Pontelatone (CE)
Via Torre, 47
Telefono: 0823 330767
Sempre aperto dalle 6:00 alle 2:00
A Pontelatone, vino, cocktail e cucina, sono tre anime della stessa visione. Nel territorio del Casavecchia e del Pallagrello, Francesco e Manolo Scaramuzzo hanno costruito un progetto nel quale cantina, miscelazione e tavola hanno pari importanza. Il Wengè è un locale che nasce dalla cultura del bere e che, in vent’anni di attività, ha sviluppato intorno all’offerta bevande una proposta gastronomica sempre più articolata. Oggi, con lo chef Marco Di Domenico ai fornelli, questo percorso trova una nuova espressione.
Siamo in piazza Municipio, in un comune della provincia di Caserta che conta più ettari vistati che popolazione, con circa 1.500 abitanti. Un contesto lontano dai principali circuiti della ristorazione, dove Il Wengè ha saputo costruire una propria identità, diventando una destinazione per gli appassionati di vino e miscelazione.
Seguiamo il locale da molti anni e ne abbiamo apprezzato la crescita, sostenuta dalla determinazione di Francesco Scaramuzzo e dalla passione per il vino, tradotta in una cantina di oltre 200 etichette e in un successivo percorso da produttore. Accanto a lui, il fratello Manolo ha sviluppato una ricerca autonoma nel mondo degli spirits, dando forma a una proposta di miscelazione personale.
La cantina e la ricerca sulla miscelazione
La carta dei vini spazia dalle produzioni campane a quelle italiane e internazionali, con una particolare attenzione ai vitigni autoctoni del territorio: Pallagrello Bianco, Pallagrello Nero e Casavecchia. La selezione di Francesco Scaramuzzo, sommelier con oltre vent’anni di esperienza nella ristorazione, privilegia produttori indipendenti, piccole cantine e realtà artigianali.
La ricerca di Manolo si muove invece nel mondo degli spirits. La sua esperienza, maturata da autodidatta attraverso studio e sperimentazione, lo ha portato ad approfondire distillati come mezcal artigianali e ancestrali, pisco e cachaça, oltre al vermouth, ingrediente della tradizione italiana che sta vivendo una nuova stagione qualitativa grazie al lavoro di micro aziende.
Da questi due percorsi nasce anche la Signature Collection, una selezione di sei cocktail concepiti per dialogare con la cucina. Vino e miscelazione non sono quindi semplici alternative tra cui scegliere, ma parti di un’offerta pensata per mettere in relazione il bicchiere e il piatto.
Marco Di Domenico, il ritorno a casa
A completare il progetto è la cucina di Marco Di Domenico, originario proprio di Pontelatone. Dopo la formazione all’ALMA, lo chef ha maturato esperienze in alcune importanti realtà della ristorazione, dalla Locanda Margon, il ristorante della famiglia Lunelli a Trento, a Don Alfonso 1890, a Sant’Agata sui Due Golfi, fino al JK Place Paris e al Moebius di Milano.
Un percorso che avevamo già avuto modo di conoscere durante la nostra prima visita al Wengè, nel 2020, quando Di Domenico aveva presentato alcuni piatti che lasciavano intravedere una precisa impronta personale. Il ritorno a casa rappresenta oggi una nuova tappa professionale. Lo chef porta a Pontelatone un bagaglio di esperienze maturate in contesti differenti e lo mette al servizio di un progetto nel quale la cucina è chiamata a confrontarsi con una cantina strutturata e una proposta di miscelazione altrettanto caratterizzata. La sfida è trovare un linguaggio gastronomico capace di dialogare con entrambe, senza perdere autonomia. La cucina, infatti, non può limitarsi a fornire un accompagnamento alle bevande: deve avere una propria identità, con piatti riconoscibili e una personalità sufficiente a sostenere il confronto con vini e cocktail.
La proposta gastronomica si muove tra tecnica, memoria e valorizzazione delle materie prime. La tradizione è un punto di partenza dello chef, non un approdo: preparazioni familiari vengono riprese e reinterpretate, mentre ingredienti e riferimenti del territorio contribuiscono a dare concretezza al racconto a tavola.
È una cucina che cerca un equilibrio tra creatività e riconoscibilità, inserendosi in un progetto nel quale l’esperienza non si esaurisce nella successione delle portate, ma comprende anche il rapporto con ciò che si beve. È proprio qui che il lavoro dello chef acquista interesse: nella possibilità di costruire piatti capaci di reggere da soli e, allo stesso tempo, di entrare in relazione con una proposta di bevande che ha una sua precisa personalità.
Dal menu, tra memoria e interpretazione
Sottobosco, una crocchetta di funghi, che richiama il mondo vegetale.
Ricordo di pizzaiola recupera una preparazione familiare della cucina italiana, mentre Zuppa di cipolle, proposta sotto forma di toast di cipolle con formaggio di Pezzata Rossa, rilegge un classico della cucina francese attraverso una struttura differente.
Con Bufala e bufalo, un padellino che accoglie mozzarella di bufala e filetto di bufalo marinato. In un gioco che parte anche dall’assonanza dei nomi per accostare due ingredienti distinti che sono il fiore all’occhiello della produzione lattiera casearia del territorio della Baronia.
La Lardiata con conciato romano è il racconto della tradizione campana, che unisce una preparazione popolare a uno dei formaggi più caratteristici del patrimonio caseario italiano, prodotto proprio a pochi chilometri da Il Wengè.
In chiusura, il gianduiotto alla nocciola e caffè, proposto come petit four.
Una sequenza di piatti che offre diversi spunti di lettura: la memoria gastronomica, il recupero di preparazioni riconoscibili, il rapporto con gli ingredienti e la possibilità di costruire abbinamenti con il vino o con i cocktail. Per comprendere fino in fondo il lavoro dello chef, sono proprio le singole preparazioni e il loro rapporto con le bevande a meritare attenzione.
Il vino, i cocktail e la cucina sullo stesso piano
In un territorio che ha nel vino una delle sue espressioni più significative, i fratelli Scaramuzzo hanno costruito in vent’anni un luogo nel quale la cultura del bere diventa il punto di partenza per raccontare anche il cibo. Il Wengè non è un ristorante con una buona carta dei vini, né un cocktail bar che propone anche qualcosa da mangiare. È un progetto nel quale cantina, miscelazione e cucina concorrono, con pari dignità, a costruire un’esperienza coerente. Con soli 20 coperti ed una saletta che ha alle pareti i quadri di Anna Colella, artista casertana, Il Wengè vale il viaggio.
La proposta gastronomica si muove su una fascia di prezzo accessibile, con piatti che vanno dai 10 ai 20 euro.
Report di Antonella Amodio del 19 Ottobre 2020
di Antonella Amodio
È grazie a Massimo Alois, il produttore di pallagrello e casavecchia di Terre del Volturno, che sono venuta a conoscenza de Il Wengè, locale di ampio respiro del sommelier Francesco Scaramuzzo.
Appassionato di vino e cucina, Francesco ha aperto a giugno il locale nel centro storico di Pontelatone, uno dei comuni lungo la strada del vino delle colline del Volturno.
Un contenitore, Il Wengè, che racchiude diverse possibilità di sosta: bar, wine bar – con una scelta ampia di vini, proposti al bicchiere o in bottiglia – gintoneria, con una selezione di gin di grande spessore, e cucina, che vede l’offerta di portate da accompagnare alla proposta wine & spirit, come aperitivo o piatti singoli.
Un locale arredato con gusto, accogliente e informale, con una sala confortevole che contiene circa 30 coperti.
La proposta gastronomica è basata su una selezione accorta di materie prime, come salumi, e formaggi, poi tartare e qualche piatto caldo ( solo su prenotazione). In questo periodo, il tartufo è l’ingrediente principale della cucina proposta dallo chef Marco Di Domenico (27 anni), formatosi alla scuola Alma e con qualche esperienza in tasca, come quella alla Locanda Margon, il bistrot della famiglia Lunelli a Trento, e quella più recente da Don Alfonso 1890 a Sant’Agata sui Due Golfi.
Il benvenuto di Franch truffle toast con il tartufo nero anticipa il gustoso Uovo croccante (omaggio a Cracco) con spuma di parmigiano e tartufo nero, dalla consistenza perfetta con la parte croccante esterna e il suo cuore morbido all’interno.
A seguire i Tagliolini con burro danese salato e tartufo scorzone estivo, ed infine la Battuta di fassona, bagna cauda, nocciole, bietole e salsa al tartufo. Una cucina netta, ben dosata e di equilibrio, che si manifesta anche nei dessert, sempre preparati da Marco.
Il Wengè è il luogo ideale per un aperitivo di qualità, per una colazione o cena informale. Con un’offerta enogastronomica attenta, è già meta di buongustai che amano la cucina moderna, ben preparata e creativa.
Inoltre, è il posto giusto per gli amanti del bere miscelato.
Infine, ha un ottimo rapporto qualità/prezzo.
Costo Tagliolini al tartufo € 5,00
Il Wengè
Via Torre, 47
81050 Pontelatone (CE)
Tel 349 7253207
Sempre aperto dalle 6:00 alle 2:00 (attualmente con chiusura imposta dal nuovo Dpcm del 13 Ottobre)





























