Castel Volturno. Siamo ritornati da Zagarella Pizzeria
Zagarella Pizzeria a Castel Volturno (CE)
Via Domitiana KM 31,00 –
Telefono: 376 144 1510
Aperto: 19:00 – 23:00
Dalla storia di famiglia alla ricerca sulla pizza contemporanea, Antonio Zagarella racconta il territorio attraverso impasti, topping e materie prime. Con una convinzione: la qualità può diventare un punto di riferimento anche in una terra che ha bisogno di valorizzare le proprie eccellenze.
Ci vuole coraggio per investire nel proprio territorio, soprattutto quando si sceglie di farlo attraverso un progetto che punta sulla qualità, sulla ricerca e sulla valorizzazione delle risorse locali. Antonio Zagarella lo ha fatto a Castel Volturno, nella sua pizzeria, scegliendo di legare il proprio percorso professionale alla sua città e costruendo, attraverso la pizza, un racconto fatto di identità, tecnica e appartenenza, dimostrando che anche lungo il litorale domizio è possibile sviluppare un percorso di qualità che incontra l’attaccamento alla propria terra.
Una storia di famiglia, una nuova identità
Un cambiamento che racconta anche l’evoluzione professionale di Antonio, pizzaiolo che ha raccolto l’eredità del padre Rino e poi del suocero Attilio, al quale la pizzeria era originariamente intitolata. Chef di professione, il padre gli ha trasmesso la passione per la cucina; Antonio ha scelto di declinarla attraverso il linguaggio che sente più suo: quello della pizza. Da questa scelta nasce un percorso personale, nel quale la tradizione familiare non rappresenta un punto d’arrivo, ma una base da cui partire per sperimentare, studiare gli ingredienti e costruire nuove combinazioni a tavola. Il risultato è una proposta contemporanea, riconoscibile nella cura degli impasti, nell’equilibrio dei condimenti e nell’attenzione riservata alle materie prime.
La pizza come punto di riferimento
Castel Volturno trova in Zagarella Pizzeria un indirizzo di riferimento per chi cerca una pizza contemporanea di tecnica e gusto. La clientela arriva anche dai comuni limitrofi e da Napoli, segno di un richiamo che supera i confini cittadini. Già sei anni fa, quando il locale portava ancora il nome di Attilio, avevamo riconosciuto nella sua proposta una delle espressioni più interessanti del panorama provinciale casertano. Oggi ritroviamo quella qualità in un progetto cresciuto e ulteriormente definito.
Il territorio entra nel piatto
Uno degli aspetti più interessanti del lavoro di Antonio è la volontà di raccontare Castel Volturno e il territorio circostante attraverso le materie prime. La tradizione lattiero-casearia, in particolare quella legata alla mozzarella e ai prodotti bufalini, diventa un punto di partenza per costruire una proposta che guarda alla contemporaneità senza recidere il legame con le proprie radici. Il coraggio sta anche qui: non cercare altrove un’identità da raccontare, ma partire dalle risorse disponibili, studiarle e valorizzarle. La mozzarella di bufala, la salsiccia di bufala, lo yogurt di bufala, il tartufo bianco castellano, il datterino arancione di Diana 2.0 di Villa Literno e la cacioricotta di bufala diventano così ingredienti per interpretare il territorio. Accanto a questi, trovano spazio prodotti e suggestioni provenienti da altre aree della Campania, come il pomodorino del Vesuvio, il cece di Teano e le papaccelle napoletane.
Cresce anche la proposta dei fritti
L’evoluzione della pizzeria si ritrova anche nella sezione dedicata ai fritti, che negli anni ha acquisito maggiore personalità. La ricerca non si ferma al sapore: riguarda la consistenza interna, la croccantezza esterna e la qualità della panatura. Il consiglio è di non saltare questo passaggio del menu: sarebbe un peccato arrivare alla pizza senza aver prima esplorato una parte della proposta che mostra la stessa attenzione alla ricerca.
Dal menu:
Frittatina Cece di Teano
Un omaggio a una materia prima legata alla tradizione agricola campana, completato da una panatura croccante di riso soffiato.
Frittatina Baccalà e Papaccelle
Un abbinamento che mette insieme la sapidità del baccalà e la personalità delle papaccelle, con la stessa panatura di riso soffiato a caratterizzare la consistenza.
Pizza croccante al padellino “Smoked”
Lattughino, stracciata di bufala e salmone selvaggio marinato al whisky e alla soia, con olio extravergine d’oliva Masseria Gliottone di Teano.
Pizza croccante al padellino “Evoluzione di Bufala”
Pomodoro pelato al forno, salsiccia di bufala, crema di mozzarella e yogurt di bufala, cacioricotta di bufala e olio extravergine d’oliva Masseria Gliottone. È forse la proposta che più direttamente esprime il legame con il territorio: la filiera bufalina diventa protagonista di una composizione che ne esplora consistenze e sfumature differenti.
Pizza “Vesevus”
Crema di pomodorino arancione del Vesuvio, mozzarella di bufala, pecorino romano grattugiato e olio extravergine d’oliva Masseria Gliottone. Una combinazione che valorizza il pomodoro.
Pizza “Tributo allo Chef”, presente nel libro Calici & Spicchi – Atlante della pizza e del vino
Fior di latte, crema di patate e vongole, salicornia, pepe nero e olio extravergine d’oliva Masseria Gliottone. Il nome richiama le radici familiari di Antonio e la professione del padre Attilio, chef: una preparazione che porta sulla pizza cucina, note marine, morbidezza e accenti vegetali.
Una scelta che parla di futuro
Zagarella Pizzeria è la storia di un’eredità raccolta e trasformata in un progetto personale. Antonio ha scelto di costruire la propria identità professionale attraverso la pizza, senza rinunciare al legame con la famiglia e con il territorio in cui è cresciuto il suo percorso. Al suo fianco c’è la moglie Anna, prezioso supporto nella gestione della pizzeria, che si occupa della friggitoria e contribuisce a completare l’offerta gastronomica con la proposta dei dessert.
Un lavoro di squadra che si riflette anche in sala, dove il servizio si distingue per attenzione e cura nei confronti del cliente.
Report di Antonella Amodio 11 Dicembre 2024
di Antonella Amodio
Seguiamo il pizzaiolo Antonio Zagarella da molti anni e abbiamo sempre apprezzato la sua dedizione al lavoro, svolto con riserbo e impegno che ho avuto modo di costatare nuovamente durante la mia ultima visita, dove ho notato un notevole progresso nel suo lavoro. Intanto, c’è una novità riguardo al cambio di nome: da Pizzeria da Attilio, ora si è messo in risalto il suo nome, Zagarella. In passato era anche ristorante, ma da un po’ di tempo si è concentrato esclusivamente sulla pizza, la sua vera passione. La precedente insegna “Attilio” era il nome di suo padre, chef di lungo corso, da cui ha ereditato l’attività, che porta avanti da molti anni insieme a sua moglie Anna, anima della friggitoria e della pasticceria. Il nuovo logo mette in risalto l’iniziale del cognome di Antonio, stilizzata in un corno napoletano, a sottolineare le sue origini partenopee. Accanto a questo, ci sono cinque pittogrammi dedicati ai sensi, che simboleggiano l’esperienza sensoriale che si vive a tavola da Zagarella Pizzeria.
Il locale è storico e rappresenta un vero e proprio punto di riferimento per la pizza del litorale Domizio, tanto da essere riconfermato nella guida 2025 alle migliori 300 pizzerie della Campania Il Mattino, a cura di Luciano Pignataro, grazie a un notevole impegno nella ricerca della qualità degli ingredienti (tanti Presidi Sliw Food) impiegati come condimento delle sue pizze dall’impronta napoletana contemporanea.
Stesura sottile, cornicione moderato e tanta leggerezza sono le caratteristiche principali della pizza di Antonio, che ho trovato ancora più identitaria ed espressiva, frutto di studio sull’impasto e di accurata gestione del forno.
Il menù si apre con i fritti “artigianali” a cura di Anna realizzati secondo le stagioni e, a seguire, le pizze classiche e una ventina di creazioni d’autore molto interessanti, con un plauso alla Pacchetella, condita con pomodoro San Marzano a pacchetelle, mozzarella di bufala castellana, pecorino romano di 36 mesi e olio EVO, particolarmente equilibrata nel sapore.
Dal menù:
Frittatina ai carciofi
Pizza Entroterra: pomodoro pelato al forno, fior di latte di Agerola, stracciata di bufala, salame rosa, scaglie di cacioricotta del Cilento e olio EVO.
Pizza Vitel Tonnè: fior di latte di Agerola. All’uscita dal forno prosciutto cotto al forno, salsa tonnata, capperi di Salina e olio EVO.
Pizza Iuppiter e Sibillini: fior di latte di Agerola, ciauscolo di Visso IGP, papaccella napoletana. All’uscita Parmigiano Reggiano grattugiato e olio EVO.
Ampia selezione di vini con una lista in costante aggiornamento, con particolare attenzione alla produzione del Falerno del Massico e dell’Asprinio d’Aversa in fase di ampliamento. Disponibilità di birre artigianali.
Ottimo rapporto qualità-prezzo per la pizza, che varia da 4 a 12 euro.


























