2020 a tutto Rosé: dalla Moet a Donnafugata con Dolce&Gabbana

15/6/2020 943
Adele Elisabetta Granieri
Adele Elisabetta Granieri

di Adele Elisabetta Granieri

Considerato per decenni “brutto anatroccolo” dei grandi rossi e dei famosi bianchi e proposto ad un pubblico prevalentemente femminile, il rosé si è finalmente scrollato da dosso tutti i banali cliché e sta godendo di una vera e propria rinascita.

L’anno bisesto sorride ai vini rosè, in grande forma sul mercato italiano ed estero, nonostante la crisi: un consumatore su 4 beve regolarmente vini rosati, segno che la tipologia si sta ritagliando una fetta sempre più importante del settore.

Il consumo globale di vini rosati nel 2019 è cresciuto del 16% e il solo mercato statunitense tra gennaio 2016 e gennaio 2020 ha segnato un aumento della richiesta del 300%. In Provenza, regione francese che rappresenta il fiore all’occhiello della produzione d’oltralpe, il prezzo delle uve destinate alla loro produzione è raddoppiato in appena 5 anni.

Il Prosecco non è rimasto indifferente al tema: dalla prossima vendemmia sarà possibile produrre anche la versione “in rosa” del più popolare spumante italiano: è stata infatti approvata nei giorni scorsi dal Comitato Nazionale Vini del Ministero delle Politiche Agricole la proposta di modifica del disciplinare di produzione del Prosecco Doc, che prevede l’aggiunta di una percentuale di Pinot Nero, accanto al tradizionale uvaggio a base di Glera.

Scommettono sul trend anche i big del lusso, tanto dare inizio a una vera e propria faida “in rosa”. A poco più di un mese dall’acquisizione da parte dei fratelli Wertheimer, proprietari di Chanel, del Domaine de l’Île sull’isola di Porquerolles in Provenza, Lvmh ha annunciato di aver acquisito Château d’Esclans, celebre cantina provenzale che produce il “Whispering Angel”, uno dei più celebri rosé al mondo.

Moet Rose' 2012
Moet Rose’ 2012

Moët & Chandon punta decisamente sullo Champagne Rosé, mettendo a punto specifici protocolli di produzione per la vinificazione di rossi fermi a base di Pinot Noir e Meunier. Il Grand Vintage Rosé 2012, 43° champagne rosé millesimato della Maison che, grazie al carattere deciso e la versatilità a tavola, sta conquistando i consumatori in modo trasversale, è composto per il 42% da Pinot Noir (di cui il 13% vino rosso fermo), per il 23% da Meunier e per il 35% da Chardonnay. Un vino dal deciso color corallo che si muove sulle note di arancia rossa e fico d’india, con soffusi richiami di foglia di pomodoro e un delicato sottofondo di pietra focaia che fanno da preludio al sorso intenso, verticale e pieno.

Rosa -Donnafugata e Dolce& Gabbana

Donnafugata omaggia la cultura siciliana con il suo rosato, creato in collaborazione con Dolce & Gabbana. Dalla partnership tra la storica azienda siciliana e la celebre maison di moda, che ha disegnato la bottiglia, il packaging e l’etichetta, ispirati all’iconico carretto siciliano e all’eleganza del Made in Italy, nasce “Rosa” 2019, frutto di un blend originale di due vitigni autoctoni tra i più importanti della tradizione dell’isola: il Nerello Mascalese e il Nocera, coltivati sulle colline di Contessa Entellina. Prodotto in 16000 bottiglie, è un vino dai profumi di frutti di bosco e cedro, con soffuse note di fiori di ginestra e rosmarino ed un delicato sottofondo iodato che si ritrova al sorso, intenso e carnoso, dai piacevoli richiami agrumati.

Annamaria Clementi Franciacorta docg

Non dimentichiamo la Franciacorta: Annamaria Clementi Rosé 2010 è mitico, frutto di un continua crescita della Ca Del Bosco che si conferma leader indiscussa.

Grandi novità in rosa anche dalla Maremma, dove Jacopo Biondi Santi e suo figlio Tancredi hanno realizzato, in collaborazione con il celebre enologo Donato Lanati, il progetto di un vino rosato dal clone di famiglia del Sangiovese, il pluridecorato BBS11. Il “Jet” 2019 (dall’acronimo di Jacopo e Tancredi) di Castello di Montepò, prodotto in 10000 bottiglie, rappresenta la quadra di un percorso di microvinificazioni iniziato nel 2017, volto ad individuare le vigne più idonee alla vinificazione in rosa del Sangiovese. Un vino di un bel rosa cipria, che strizza l’occhio alle nuances provenzali e si caratterizza per le note delicate di rosa tea, glicine e melograno e per un sorso che fa dell’eleganza la propria cifra stilistica, con l’aggiunta di una punta di brio salino ad un equilibrio da manuale.

 

Sore' 2019 Rosato Lazio IGP da uve Merlot e Aleatico
Sore’ 2019 Rosato Lazio IGP da uve Merlot e Aleatico

Fiocco rosa anche in Famiglia Cotarella, per “Soré” 2019, dedicato alle tre sorelle Dominga, Marta ed Enrica Cotarella. Prodotto in 6000 bottiglie, di cui qualche magnum, è un vino che identifica il lato rosa della nuova generazione della famiglia, ma che allo stesso tempo simboleggia ottimismo e leggerezza. È un rosato composto per il 92% da Merlot, vinificato per una piccola parte in barrique, con un piccolo saldo di Aleatico. Dal colore pastello tenue, si muove sulle note di fragolina, lampone e violetta, con delicati sbuffi di maggiorana e noce moscata ed un sorso pieno e succoso, in cui la morbidezza risulta ben bilanciata dalla freschezza.

 

Un commento

    Mondelli Francesco

    Sempre interessanti ben scritti ed esaustivi i suoi scritti ma assieme ai complimenti mi permetta di esternare il pensiero di chi li ha sempre bevuti da tempi non sospetti a cominciare, nella mia gioventù,dal “famigerato “Matheus (ebbene si lo confesso) ritornato a grande richiesta sullo scaffale di ogni supermercato:dopo tutto questo fuoco mediatico incrociato per me è tempo di ritirarmi in buon ordine a bere solo bianco e “nero” pur non essendo juventino lasciando la moda al propio destino.FM

    15 giugno 2020 - 11:51

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