2026: si annuncia una buona annata per l’olio


Il raccolto delle olive Oro di Capri

di Marco Milano
Appassionati e cultori di olio, degustatori che sanno apprezzare l’oro giallo, udite, udite, le operazioni di raccolta di olive per l’annata 2026 sono iniziate e ci sono tutti i presupposti per una campagna molto positiva sia per gli standard qualitativi che per i volumi produttivi. Questo il dato svelato al via della stagione dell’olio extravergine dall’associazione “L’Oro di Capri”. Le operazioni di raccolta scattate nei giorni scorsi ad Anacapri, sul versante alto dell’isola azzurra, infatti, partendo dalla zona di Pino dei Monaci, stanno mettendo in luce una combinazione dei frutti che si presenta molto buona, sia per pezzatura sia per livello di maturazione, attestandosi nelle prime fasi dell’invaiatura ideali per garantire un prodotto d’eccellenza. Le piante mostrano un ottimo stato vegetativo e una carica media con frutti distribuiti in modo uniforme, confermando l’efficacia dei lavori svolti sul territorio, compreso il completamento del piano di rigenerazione produttiva avviato nel 2018 proprio nell’area di Pino. L’annata si prospetta, dunque, favorevole per tutti i soci dell’associazione, nata con l’obiettivo di recuperare l’antica vocazione di Anacapri alla coltivazione dell’olivo, tutelare il paesaggio e produrre un olio extra vergine di qualità eccellente, anche grazie a una situazione omogenea che abbraccia l’intera fascia olivetata del comune di Anacapri, estendendosi dalla zona del Caesar Augustus fino al Faro.

Le olive anacapresi

I dati complessivi indicano che si potrebbero superare i trecento quintali di olive raccolte, che numeri alla mano, rappresentano un quantitativo nettamente superiore rispetto allo scorso anno, comprendendo le aree di Pino, Veterini, Damecuta, La Migliara, La Guardia, Mesola, Timpone e Follicara. A determinare questo risultato favorevole, secondo quanto spiegato da esperti studiosi è stata la giusta combinazione tra le abbondanti piogge registrate tra gennaio e marzo e le tre importanti precipitazioni tra luglio e agosto che, pur in presenza di temperature estive elevate e sopra la media, hanno fornito alle piante il necessario apporto idrico per lo sviluppo ottimale dei frutti. “Questa nuova annata rappresenta per l’Oro di Capri il coronamento di un impegno costante e condiviso da parte di tutti i nostri associati – ha detto il presidente dell’associazione, Pierluigi Della Femina, esprimendo grande soddisfazione per l’avvio della campagna – vedere una produzione così generosa e sana premia i sacrifici di chi lavora ogni giorno per valorizzare le eccellenze del nostro territorio e ci spinge a guardare con rinnovato entusiasmo al futuro della nostra comunità agricola”. Un quadro agronomico ottimale è quello che è stato evidenziato dall’esperto Angelo Lo Conte. “Ci troviamo di fronte a un quadro agronomico ottimale – ha spiegato Lo Conte – dove la gestione attenta dei tempi di stacco è fondamentale per esaltare il profilo organolettico dell’olio. Sebbene il fattore tempo non sia direttamente gestibile dall’uomo, le precipitazioni estive mirate hanno compensato la calura, permettendo al frutto di completare la crescita senza stress e garantendoci olive perfette sotto il profilo fitosanitario e della resa qualitativa”. Impatto paesaggistico e gestione del territorio sono le riflessioni sulle quali si è soffermato il coordinatore e agronomo Carlo Lelj Garolla.

Il trasporto delle olive

“Il risultato straordinario a cui assistiamo oggi, in particolare con la definitiva rigenerazione di Pino dei Monaci, dimostra come la cura dell’olivo sia il primo motore per la tutela del nostro paesaggio – ha spiegato Lelj Garolla – Quando abbiamo iniziato la potatura nel 2018 sapevamo che l’agricoltura richiede pazienza, ma i risultati odierni testimoniano che recuperare gli oliveti significa anche salvare la bellezza e la memoria storica del territorio anacaprese”. Tra le novità principali introdotte quest’anno dall’associazione il trasporto a carico dell’organizzazione delle olive tramite automezzi refrigerati, ma anche i costi legati alle analisi chimiche dell’olio. Una misura “che permetterà non solo di preservare la freschezza della materia prima durante il tragitto – hanno detto dall’associazione – ma anche di raccogliere un’ampia mole di dati fondamentali per guidare le successive valutazioni e perfezionare ulteriormente la qualità del prodotto negli anni a venire”. Le operazioni di raccolta, secondo il programma dell’associazione potrebbero essere portate a termine intorno al 27 settembre.

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