Le Marsicane di Agata e Romeo, ritorno a San Giorgio la Molara dopo aver dominato la scena a Roma

11/11/2016 4.8 MILA
Agata e Romeo
Agata e Romeo

di Pasquale Carlo

In fuga dai ritmi frenetici della Capitale per la pace e la tranquillità della terra fortorina. Romeo Caracci e la moglie Agata Parisella, dopo aver contribuito a scrivere la storia della cucina romana per un quarantennio, sono pronti a tuffarsi in una nuova avventura che prenderà vita in quel di San Giorgio la Molara, il paese di omeo.
Il 22 ottobre scorso è stato l’ultimo servizio tra le mura del loro ristorante «Agata e Romeo», nel cuore dell’Esquilino, oggi sempre più un quartiere multietnico, in cui anche per la Guida Michelin lo storico locale appariva sempre più un corpo estraneo, praticamente «un’eccezione per l’atmosfera elegante e signorile» che vi ha abitato fino all’ultimo giorno di servizio.
I due coniugi avranno sicuramente provato emozioni e sentimenti di nostalgia nel chiudere per l’ultima volta quei battenti sormontati dall’ottocentesca insegna di quella che fu l’Hostaria dei Parisella. Sicuramente avranno indirizzato per un attimo il pensiero all’impostazione che prenderà il locale sotto la direzione dei nuovi proprietari cinesi.

Ma solo per un attimo, considerato che la loro mente è da tempo già proiettata alla terra sannita, dove seguono da anni le attività della propria azienda agricola Le Marsicane nell’omonima contrada di San Giorgio la Molara. E’ qui che si produce l’olio extravergine di oliva monovarietà Ortice, servito come olio della casa anche agli ospiti del ristorate capitolino.
Appartati, si, ma senza deporre le armi. Un abbandono della città per condurre una vita più semplice, ma sempre da trascorrere tra fornelli e tavoli. Con un progetto che vuole andare oltre i fornelli e i tavoli, assumendo quasi i caratteri di un gioco da vivere tra cene a tema, fattoria didattica e lezioni di cucina.

Tutto questo in una terra, il Sannio, che tanto offre per nuove esperienze ed emozioni. Nel Sannio, nella terra dell’aglianico e della falanghina, vera essenza di vita per il fortorino trasferitosi a Roma agli inizi degli Anni Settanta per seguire gli studi di Medicina. Studi interrotti per dare vita al grande sogno realizzato insieme alla moglie Agata.
Nel Sannio, Agata e Romeo porteranno con loro l’ultra trentennale esperienza maturata a far da mangiare e servire vip e gente normale, la preziosa collezione di teiere messa su nel corso degli anni da Agata e le ricercate etichette selezionate nel corso di questi intensi decenni da Romeo.
Già li immaginiamo pronti ad accogliere gli ospiti nel loro nuovo regno, in quella terra appartata e segreta che è il Fortore: Romeo pronto ad offrire un calice di benvenuto; Agata con un sorriso ancora più raggiante stampato su quel volto rassicurante.