Aglianico 2005 Campi Taurasini doc Elmi

9/9/2018 1.8 MILA
Aglianico 2005 Cantine Elmi
Aglianico 2005 Cantine Elmi

Cantine Elmi a Montemarano
Ci sono due modi per bere il vino: quello classico tradizionale in abbinamento al cibo e quello ha invece proprio il bicchiere protagonista. La critica si occupa quasi sempre dei grandi vini tornando alla semplicità di tanto in tanto.
Cosa è in questo caso la semplicità? E restituire al vino proprio la funzione che ha sempre avuto, quella di essere un alimento che completa il pasto.
Vabbè, per farla breve, mezzani alla carrettiera con pancetta e pecorino cilentani con sfoglia di caciocallo di Trecchina. Che fare? Bisogna rovistare in  cantina tra vecchi aglianico, non Taurasi perché quelli prima di diventare vecchi ce ne vuole davvero.
Becco questa bottiglia di Elmi, una piccola azienda di Montemarano che ha bei vigneti in Contrada Chianzano e stappiamo senza problemi questo 2005. Lo mettiamo per prudenza in una brocca prima di servirlo.
Ve lo devo dire? Color granato con riflessi arancioni, note di frutta, di conserve e di cenere. Ma al palato l’Aglianico rivela come al solito il suo vero volto: incredibile energia, acidità, freschezza. Chiusura lunga, tannini ficcanti, sapidità, nota amara finale. Beviamo e mangiamo e la serata acquista un senso compiuto.
Ma, dico, come faremmo senza questi vini?

Cantine Elmi a Montemarano. Contrada Chianzano. www.cantineelmi.it

3 commenti

    Giancarlo

    (9 settembre 2018 - 10:36)

    sono interessanti questi articoli, ma alla fine, con tutto il rispetto, a chi servono? capisco la voglia di condividere e di descrivere il vino, che poi è la vostra passione e il vostro lavoro, ma stiamo parlando di una rara bottiglia, e per di più del 2005. chi altri, oltre a voi, puo’ ripeterla questa esperienza?

    Luciano Pignataro

    (9 settembre 2018 - 16:02)

    Gentile lettore, il mondo del vino è fatto di consigli, degustazioni e memoria. Sicuramente parlare di una bottiglia unica del 2005 non serve ad altro se non a fissare gli atti descrittivi di un vino ad un certo punto del suo percorso. Questo lavoro di memoria è tanto più importante con i vini itaiani e del Sud in particolare che hanno iniziato il loro cammino in epoca tutto sommato recente fatte salve poche eccezioni. Descrivere un vino del passato dunque può indurre a pensare come saranno quelli della stessa tipologia e quindi a decidere di comprarli e conservarli. Inoltre è mestiere del critico descrivere ciò che si trova sul mercato ma anche raccontare gli esiti delle promesse e delle premesse a distanza di qualche anno perché le sorprese non mancano certo. Infine, mi sia consentito, è bello lasciare traccia di un momento positivo, sia pure una semplice bevuta senza conseguenze commerciali per nessuno. Spero non dia fastidio e non sia vista come esibizione fighetta visto che parliamo di un vino di 5-6 euro :-) Grazie per l’attenzione.

      Giancarlo

      (9 settembre 2018 - 18:49)

      le posso garantire che la mia non era una critica sul “fattore commerciale”. seguo il suo blog con molta attenzione, e qualche volta, anzi spesso, ricerco i vini che sono recensiti. ma ultimamente vedo che tali recensioni sono dedicate a vini che non si trovano più in commercio. io preferirei leggere di bottiglie che posso acquistare, molto bene anche se economiche, come quella che ha descritto. ma la mia è solo una constatazione. grato sempre per quel che fa, per l’opportunità che offre di conoscere questo mondo, e per la risposta che mi ha fornito.

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