Agriresort La Cerra, una storia di famiglia tra cucina di territorio, animali e ospitalità


di Ornella Buzzone

Martedì sono salita in auto e ho raggiunto il Lazio, una terra che ogni volta riesce a sorprendermi un po’ di più. Tra le colline di Tivoli ho scoperto l’Agriresort La Cerra: un luogo in cui la natura detta il ritmo delle giornate e la città sembra restare lontana. Qui si viene per mangiare, per fermarsi qualche giorno, per stare all’aria aperta e incontrare una famiglia che ha trasformato il proprio sogno in un progetto d’ospitalità.
A raccontarmi La Cerra è Paola De Luca. Nei suoi occhi c’è l’orgoglio di chi conosce ogni angolo della tenuta; nella voce, a tratti, l’emozione di chi ripercorre una storia che le appartiene profondamente. Insieme alla sorella Beatrice porta avanti il progetto avviato dai genitori, Fabiola Di Micheli e Paolo De Luca.

La Cerra, la vista dal cottage

«I miei genitori vennero qui per rilassarsi. Avevano comprato questo appezzamento di terra perché volevano costruire una famiglia insieme». All’inizio, La Cerra era soprattutto la loro casa: il salone di famiglia è diventato la reception, mentre al piano superiore c’erano le camere dei genitori. Poi, durante una cena con gli amici, qualcuno suggerì a Paolo di aprire un agriturismo. Lui, che desiderava godersi la natura e basta, non era convinto. Ma l’idea gli rimase in testa. Dopo qualche settimana, il primo passo: la casa si aprì agli ospiti e nacquero i primi quaranta coperti.

La Cerra, ambienti

Paolo veniva dal mondo dei marmi e aveva una grande passione per il costruire. A La Cerra si innamorò del legno, viaggiò per osservare nuove strutture e cominciò ad ampliare gli spazi. La clientela aumentava, i tavoli non bastavano più: nacquero la sala Pagliaio e gli altri ambienti. La tenuta si sviluppò così, seguendo le esigenze degli ospiti e le intuizioni di una famiglia che ha continuato a immaginarla più grande.
La posizione isolata suggerì anche un’altra possibilità. Per chi arrivava da lontano, rientrare a casa dopo cena non era sempre semplice; nacquero quindi i primi cottage e, in seguito, il borgo. Oggi l’agriresort dispone di ventuno cottage immersi nel verde. Le camere sono parte di un’offerta d’ospitalità in evoluzione: alcuni ambienti avrebbero ancora margini di miglioramento, ma il cuore dell’esperienza è già evidente nella tenuta, nella cucina e nella cura con cui viene accolta la vita di campagna.
Negli anni Paola e Beatrice hanno voluto dare al progetto un’identità sempre più legata alla qualità e al territorio. Paola segue la reception, gli spazi esterni e l’orto sinergico; Beatrice si occupa della sala, del servizio e della carta dei vini, con attenzione anche alle produzioni biologiche e biodinamiche. Eddie, direttore della qualità, contribuisce alla costruzione dei menù. I genitori sono ancora presenti: Fabiola segue la parte contabile, mentre Paolo continua a prendersi cura degli esterni e della manutenzione. «È l’ingegnere di casa», sorride Paola.
La Cerra non è soltanto un luogo in cui gli animali si vedono da lontano. La tenuta è dog friendly e accoglie le famiglie con bambini. Paolo ha voluto realizzare un parco giochi in legno, con piccole casette vicino a un recinto: uno spazio pensato perché i più piccoli possano giocare e vivere la fattoria da protagonisti.
Gli animali si muovono nei loro spazi e capita di incontrarli mentre si passeggia: le pecore che vanno e vengono a brucare, i puledri arrivati da poco intenti a mangiare l’erba vicino al piazzale, le oche, le galline, il pavone, gli asini, le mucche e i cavalli. La loro presenza non è un semplice richiamo scenografico. La Cerra propone fattorie didattiche ed esperienze che invitano a conoscere gli animali e il loro ambiente, senza trasformarli in un’attrazione da sfruttare.

La Cerra, Francesco e Ornella

I cavalli sono parte integrante della tenuta. La stalla ne ospita più di cinque e offre passeggiate tra le colline e i boschetti dei dintorni. A prendersene cura c’è anche Francesco, ottant’anni, che li accudisce con dedizione ed è diventato il cicerone e il narratore informale della struttura. Le sue storie danno voce a un luogo che si comprende meglio camminandoci dentro e ascoltando chi lo vive ogni giorno.
Accanto agli animali ci sono l’orto sinergico, gli ulivi e l’apiario. La tenuta produce olio e miele e coltiva seguendo un’impostazione biologica e sostenibile. Dopo la peste suina è stato interrotto l’allevamento dei suini di Cinta Senese, un tempo parte importante dell’attività. Oggi l’allevamento comprende i leprini viterbesi, nutriti con erba medica, e gli ospiti possono partecipare a esperienze didattiche dedicate alle api, scoprendone il lavoro e gli strumenti dell’apicoltore.
La cucina è uno dei motivi per cui La Cerra merita attenzione. Non è la proposta stereotipata che a volte ci si aspetta da un agriturismo: i piatti hanno una loro costruzione, sono presentati con cura e mettono al centro ingredienti e produttori del territorio. Il menù cambia in base alla stagione e alla disponibilità dell’orto, con la consapevolezza che la natura non offre sempre le stesse quantità.
Tra gli antipasti, il menù racconta bene questo legame. Il pane in cassetta di produzione propria con culatta stagionata del Salumificio Scherzerino, nobile di capra dell’azienda Monte Jugo e composta di castagne intreccia lavorazioni e sapori laziali.

Da provare anche le polpette di porchetta, servite con salsa verde, e la polenta fritta con ragù di salsiccia al pomodoro e fonduta di cacio romano. La selezione di salumi Km 0 comprende, tra gli altri, capocollo, lonzino al miele, prosciutto, salame e coppiette, con prodotti di realtà come Scherzerino, Coccia Sesto e Fracassa.

La Cerra, il tramezzino

La verticale di capra dell’azienda Monte Jugo, a Viterbo, accompagna in un percorso tra diverse stagionature: primo sale, colonna, nobile, semistagionato e stagionato, serviti con miele e marmellata. È un assaggio che permette di cogliere le differenze di consistenza e intensità e, insieme, di conoscere il lavoro di un produttore locale.

La Cerra, la verticale di formaggi

Tra i primi, il piatto che mi è rimasto più impresso sono i cappelletti all’Alfredo, fatti a mano uno a uno, con farcia di pollo ciociaro e mortadella “Opera”, serviti con burro e Reggiano Vacche Rosse. Una pasta di grande conforto, ma con una cura che si avverte nell’esecuzione. Ne avrei mangiato volentieri un’altra porzione.

La Cerra, i cappelletti fatti a mano

Molto buono anche l’“Ajo e ojo” a modo nostro: chitarra all’uovo con aglio nero, ventricina piccante dell’azienda Ammanno, olio extravergine e prezzemolo. Le fettuccine al ragù di coniglio leprino di Viterbo aggiungono carciofi spadellati alla menta e nocciole di Vico, in un incontro tra sapidità, erbe e note tostate. La proposta si completa con piatti come gli gnocchi di patate a buccia rossa con porcini, castagne e timo, i paccheri alla “Botticella” e l’orzotto con lenticchie di Onano e zucca.

La Cerra, lo spaghetto all’aglio nero

Anche nei secondi il territorio è dichiarato con precisione. Il coniglio alla cacciatora è preparato con leprino di Viterbo, olive, alici, aglio, rosmarino e aceto; la tagliata d’agnello arriva con carciofi alla romana. In carta ci sono inoltre la polpetta di scottona dell’azienda Ammanno, l’uovo in trippa con uova di Arianna Vulpiani e pecorino, e la costata di bovino adulto biologico allevato a filiera chiusa dalla stessa azienda. Le carni della grigliata mista cambiano secondo disponibilità: un dettaglio che restituisce il senso di un menù legato alla produzione e alla stagione.
A chiudere il pasto, i dolci mantengono la stessa impronta domestica e territoriale: il raviolo di San Pancrazio ripieno di ricotta di pecora, alchermes e cannella con miele millefiori; il tiramisù con giglietto di Palestrina; la cheesecake all’olio extravergine con nocciole di Vico e salsa di pere; il pan brioche di produzione propria con gelato alla vaniglia e composta di castagne. Anche la confettura ai lamponi dell’azienda Fruttanuda trova spazio nel quadro di cioccolato.
La colazione merita un capitolo a sé. Si fa nella sala del camino, in un’atmosfera raccolta, e porta in tavola torte fatte in casa, burro, uova delle galline della tenuta e pane in cassetta preparato dallo chef. È un risveglio curato, che non si limita a completare il soggiorno: riprende, fin dal mattino, il filo della cucina e dell’ospitalità di La Cerra.
La piscina, presente dal 2003-2004, è stata affiancata dopo qualche anno da un ristorantino a bordo vasca. Più recente è la spa, nata per offrire un’altra possibilità di benessere a chi sceglie di fermarsi per più giorni. Paola, che ha lavorato per sette anni nel mondo della moda in Inghilterra, cura anche gli allestimenti e gli eventi: Natale, Halloween e le altre ricorrenze diventano occasioni per cambiare atmosfera senza perdere il legame con le tradizioni e la vita di famiglia.

La Cerra, la piscina

Ecco cos’è La Cerra: un agriresort, dove il fascino della campagna incontra i comfort e i servizi di una struttura pensata per il soggiorno. Qui la natura non fa da semplice cornice: è parte dell’esperienza, insieme agli animali, all’orto, ai cavalli e a una cucina che valorizza i prodotti del territorio.

La Cerra, i cottage

Ci sono i cottage, la piscina e la spa, ma anche la sala del camino in cui fare colazione con torte fatte in casa, uova delle galline della tenuta e pane preparato dallo chef. La Cerra tiene insieme due desideri: ritrovare la quiete della vita rurale e concedersi il piacere di un’ospitalità curata, con il tempo per mangiare bene, rilassarsi e sentirsi accolti.Si arriva per mangiare, soggiornare, fare una passeggiata a cavallo o trascorrere una giornata con i bambini e il proprio cane. Si riparte con l’impressione di aver incontrato una realtà viva, nata da un sogno familiare e ancora in cammino. Tra le colline di Tivoli, La Cerra invita a fermarsi e ad ascoltare: il racconto di Paola, il passo degli animali sull’erba, il camino acceso al mattino e una cucina che cerca nel territorio la propria voce.

Agriresort La Cerra
Ristorante e Cottage
Telefono:0774/411671
Email: [email protected]
Strada di San Gregorio da Sassola Km 6.800 00019 Tivoli, Roma

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