Al Vecio Portal, quarant’anni di Venezia tra laguna, Sicilia e nuovi linguaggi


Al Vecio Portal, Brigata

di Valentina Ruzza

C’è una Venezia che non ha bisogno di essere raccontata attraverso i suoi cliché. Sta nei sestieri che conservano ancora un ritmo quotidiano, nei giardini nascosti dietro antichi portali, nelle cucine che continuano a interrogare la laguna senza trasformarla in folklore. Al Vecio Portal, a Castello, appartiene a questa Venezia: dal 1986 la famiglia Mineo porta avanti un ristorante nel quale la tradizione veneziana incontra le radici siciliane e, attraverso la nuova generazione, si apre alle fermentazioni, alle contaminazioni orientali e a una lettura più contemporanea della tavola. Nel giugno 2026 il ristorante ha celebrato i suoi quarant’anni di attività. Un anniversario importante, soprattutto perché racconta non soltanto la longevità di un’insegna, ma la capacità di attraversare quattro decenni senza restare prigionieri della propria storia. La vicenda comincia con Giuseppe Mineo, Pino per tutti, arrivato a Venezia da Palermo nel 1977 dopo gli studi alberghieri. L’anno successivo incontra Daniela, destinata a diventare non soltanto sua moglie, ma una presenza fondamentale nel percorso professionale e familiare. Dopo una prima esperienza nella zona di San Filippo e Giacomo, nel 1986 nasce Al Vecio Portal, nel sestiere di Castello.Anche il nome conserva una parte della memoria del luogo. Il “vecio portal” è l’antico portale oggi custodito nel giardino interno del ristorante, legato alla storia di Palazzo Erizzo e a quella Venezia più privata, fatta di corti, giardini e stratificazioni architettoniche che spesso rimangono invisibili a chi attraversa la città troppo velocemente.

Al Vecio Portal, Giardino

È però in cucina che il racconto acquista maggiore profondità. La Sicilia resta una radice autentica, mai trasformata in citazione folkloristica. La caponata di melanzane di Pino, oggi servita come amuse-bouche, ne è forse l’espressione più immediata: melanzana morbida, salsa di pomodoro fatta in casa, sedano croccante e olive verdi costruiscono un equilibrio tra dolcezza, acidità e componente vegetale. Accanto, il pane prodotto internamente, altra cifra di quella cultura artigiana che Pino ha portato con sé negli anni. Poi arriva Venezia. E arriva soprattutto attraverso l’acqua. La carta lavora sulla materia prima, sulla stagionalità e sulla riconoscibilità del territorio senza limitarsi alla riproduzione filologica dei piatti della tradizione. La variazione di saor, già nel nome, dichiara la volontà di partire dalla memoria per concedersi una libertà interpretativa. La tecia di laguna con cozze, vongole veraci e mazzancolle restituisce invece una cucina più immediata e marina, mentre i moscardini in tocio con pomodoro, peperoncino e polenta Bianco Perla mantengono un legame preciso con il repertorio veneziano. Più contemporanea la volpina mantecata con polenta nera, cipolla caramellata e cialda di riso: un piatto costruito sulle consistenze, sulla sapidità del pesce e sulla componente dolce della cipolla, mantenendo al centro una materia prima profondamente legata all’ambiente lagunare. È nell’incontro con l’Oriente, tuttavia, che Al Vecio Portal trova oggi una delle proprie espressioni più riconoscibili.

Al Vecio Portal, tartare di tonno alla giapponese

Al Vecio Portal, tartate di mazzancolle

La tartare di tonno con soia, capperi di Salina, erba cipollina e katsuobushi mette in comunicazione mondi gastronomici geograficamente lontani ma gustativamente compatibili. Il cappero riconduce immediatamente al Mediterraneo; soia e katsuobushi introducono umami e profondità. Il risultato non vive della contaminazione come esercizio stilistico, ma dell’equilibrio tra sapidità, freschezza e persistenza.

Al Vecio Portal, tataki di tonno con crema di melanzane affumicate e katsuobushi

Lo stesso principio governa il tataki di tonno con crema di melanzane, menta e katsuobushi. Il gesto tecnico guarda al Giappone, mentre melanzana e menta riportano idealmente verso Sud. È forse uno dei piatti che meglio raccontano il passaggio generazionale della casa: la memoria siciliana non scompare, semplicemente cambia vocabolario. Anche i primi raccontano con precisione l’evoluzione della cucina. Gli spaghetti affumicati con bisque di pesce e mazzancolle crude lavorano sulla profondità aromatica e sul contrasto tra la concentrazione del fondo e la delicatezza della materia prima cruda.

Al Vecio Portal, ravioli al nero di seppia con ripieno di orata e limone fermentato

Nei ravioli di pesce fatti in casa con ragù di mazzancolle, bisque e limone fermentato, la fermentazione introduce invece un’acidità capace di alleggerire il piatto e prolungarne la dinamica gustativa. Negli spaghetti con vongole bibarasse, pomodorini essiccati e alghe, la laguna ritorna attraverso una salinità più complessa e stratificata. Accanto a queste espressioni rimane una cucina immediatamente leggibile: gli gnocchi di patate fatti in casa con capesante e mazzancolle, gli spaghetti al pomodoro fresco e basilico, la carbonara, la frittura tradizionale di pesce misto e i calamari fritti con salsa tartara. È proprio questa convivenza tra piatti fortemente identitari e proposte più sperimentali a evitare che la carta diventi autoreferenziale. La carne trova spazio senza interrompere la coerenza del percorso.

Al Vecio Portal, Fegato alla veneziana

Il fegato di vitello alla veneziana con polenta taragna conserva un rapporto diretto con la tradizione cittadina, mentre il filetto di vitello con chutney di prugne e mirtillo rosso, l’agnello marinato alle erbe e Soave e la tagliata di manzo ampliano il registro della cucina. E poi ci sono i dessert di Pino. Un capitolo che merita di essere ricordato perché appartiene alla storia gastronomica del ristorante quanto il pane e la caponata. I dolci portano ancora la sua impronta e rappresentano il punto d’arrivo più intimo del percorso: non semplicemente la conclusione del pasto, ma una delle eredità attraverso cui il fondatore continua a lasciare la propria firma sulla tavola. In un ristorante che oggi sperimenta fermentazioni, affumicature e suggestioni asiatiche, la permanenza dei dessert di Pino diventa così una dichiarazione di continuità: il futuro può entrare in cucina senza la necessità di cancellarne la memoria. A segnare la fase più recente è Lorenzo Mineo, nato nel 1988 e cresciuto tra cucina e sala. Dopo gli studi alberghieri a Venezia sviluppa progressivamente una propria idea di ristorazione, insieme a un forte interesse per il vino naturale. Nel 2022 Pino gli affida la guida del locale, continuando però a rappresentare una presenza centrale nella filosofia e nella cucina della casa.

Al Vecio Portal, Frolla fatta in casa con crema pasticcera agli agrumi

Al Vecio Portal, Panna cotta al latte di capra con confettura di albicocche

Con Lorenzo cambia soprattutto il modo di costruire l’esperienza complessiva. Si riducono i coperti, aumenta la profondità del servizio, la carta dei vini guarda con crescente attenzione alle fermentazioni spontanee, ai vignaioli artigiani e a selezioni italiane e francesi. Entra anche lo specialty coffee, altra sua grande passione. E prende forma il concetto di “Laguna ed Oltre”, forse la sintesi più efficace della direzione contemporanea del ristorante. Laguna come origine. Oltre come possibilità. Dentro questo “oltre” entrano il Giappone, le fermentazioni, le affumicature, il lavoro sulle acidità e una ricerca sempre più puntuale sulla materia prima. Ma quarant’anni non si costruiscono soltanto attraverso una famiglia. Dietro l’identità di Al Vecio Portal c’è anche una squadra capace di attraversare gli anni insieme ai Mineo.

Al Vecio Portal, I Mineo

In cucina lavorano Ronnie Acebo, Joffrey Batin e Jefferson Manuel, tutti di origini filippine. La loro permanenza racconta forse più di molte parole la struttura umana del ristorante: Ronnie è accanto alla famiglia Mineo da 23 anni, Jefferson da 10 e Joffrey da 7.

Al Vecio Portal, granita fatta in casa all’uva fragola

Non semplici collaboratori, dunque, ma parte di quella continuità professionale sulla quale si è costruita l’evoluzione della cucina. Perché il passaggio generazionale di un ristorante non avviene soltanto tra padre e figlio. Avviene anche attraverso chi ogni giorno condivide gesti, preparazioni, servizio, memoria e trasformazioni. Ed è proprio questa stabilità a permettere alla cucina di cambiare senza perdere riconoscibilità. La carta dei vini segue la stessa filosofia. Le fermentazioni spontanee non vengono trattate come una dichiarazione ideologica, ma come uno degli strumenti attraverso cui cercare coerenza tra piatto, produttore e territorio. Il percorso di abbinamento a cinque calici conferma una cantina concepita come parte integrante dell’esperienza gastronomica, non come semplice complemento alla cucina. Una ricerca che si inserisce nella visione di Lorenzo e che contribuisce a spostare Al Vecio Portal dalla dimensione della trattoria storica a quella, più complessa, di una tavola contemporanea con una propria precisa identità. Al Vecio Portal festeggia dunque quarant’anni senza apparire fermo alla propria storia. È forse questo il risultato più interessante del passaggio generazionale della famiglia Mineo.

Al Vecio Portal, La caponata

C’è Palermo, nella cucina di Pino, nella caponata, nel pane, nei suoi dessert. C’è Venezia, nella laguna, nel saor, nei moscardini, nel fegato alla veneziana e nella materia prima. C’è Lorenzo, con il vino naturale, il Giappone, le fermentazioni, lo specialty coffee e una diversa concezione dell’esperienza di sala. E ci sono Ronnie, Jefferson e Joffrey, che con anni di lavoro condiviso trasformano il concetto stesso di “ristorante di famiglia” in qualcosa di più ampio. Elementi che sulla carta potrebbero sembrare distanti e che invece finiscono per costruire una grammatica comune. Dopo quarant’anni, la cifra più interessante di Al Vecio Portal sta probabilmente proprio qui: non difendere la tradizione rendendola immobile, ma darle abbastanza solidità da permetterle di continuare a cambiare.

Al Vecio Portal
Riva degli Schiavoni, 3990 – 30122 Venezia 
Tel. 041 528 7765|
Sito web: alvecioportal.it

Aperto a pranzo e a cena | Chiuso il martedì
Fascia di prezzo indicativa: 20–60 € a persona

Cucina: pesce dell’Adriatico e di laguna, tradizione veneziana, radici siciliane e contaminazioni orientali
Plus: giardino interno, tavoli all’aperto, carta dei vini orientata alle fermentazioni spontanee e specialty coffee

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