Alla Locanda di Piero a Montecchio Precalcino di Renato Rizzardi


di Valentina Ruzza

La cucina italiana vive oggi un paradosso. Più si parla di tradizione, più spesso la si trasforma in nostalgia. Più si parla di innovazione, più frequentemente la si confonde con l’effetto sorpresa.

Sergio e Renato

Alla Locanda di Piero, a Montecchio Precalcino, Renato Rizzardi percorre da oltre trent’anni una strada diversa: quella di una cucina che evolve senza rinnegare le proprie radici, che accoglie il mondo senza perdere il proprio accento, che rimane popolare nel significato più autentico e nobile del termine. Oggi questa visione ha un nome preciso: La Nuova Cucina Popolare Italiana.
Non uno slogan, ma la sintesi di un percorso lungo una vita.

Alla Locanda di Piero – sale

Una filosofia che prende forma già dalle parole che accolgono l’ospite all’interno del menù. Una cucina sobria e generosa, che nasce dalla stagionalità e attraversa le regioni italiane. Una cucina che racconta il Veneto ma che si lascia contaminare con curiosità, senza mai smarrire il gusto della memoria e della scoperta.
«Una cucina che esisteva già. Ora ha un nome», scrive Renato Rizzardi nel manifesto che accompagna il nuovo corso della Locanda.

Renato Rizzardi

È probabilmente questa la chiave più corretta per leggere il lavoro dello chef vicentino. Non la ricerca dell’effetto speciale, ma la costruzione di un linguaggio gastronomico che sappia parlare al presente restando profondamente italiano.
Lo chef JRE Renato Rizzardi ha affinato nel tempo una cucina contemporanea che parte dai sapori con cui le persone sono cresciute e li accompagna verso nuove prospettive. La tecnica è presente, ma non viene mai esibita. La brigata lavora con concentrazione e misura, e ogni piatto arriva in sala con una chiarezza che oggi appare quasi rivoluzionaria.
La trota salmonata della Valdastico marinata e affumicata con cous cous alle verdure e quark al wasabi rappresenta perfettamente questa visione. Un prodotto profondamente radicato nel territorio incontra ingredienti e suggestioni provenienti da altre culture gastronomiche senza perdere la propria identità.

Alla Locanda di Piero – Degustazione

Lo stesso accade nel mosaico di coniglio al Durello con insalatina di primavera, germogli, fiori eduli e maionese alla soia, dove un ingrediente storicamente legato alla cucina veneta si confronta con elementi contemporanei in un equilibrio di grande naturalezza.

Alla Locanda di Piero – Degustazione

Anche il bianco e nero di baccalà mantecato con chutney di rapa rossa conferma la volontà di partire da uno dei simboli della gastronomia regionale per costruire una lettura attuale e raffinata.

Alla Locanda di Piero – Frittatina Di bruscandoli

Particolarmente interessante è la scaloppa di fegato grasso d’oca con salsa al Torcolato, mango e sorbetto alla mostarda d’arancia. Qui il grande vino dolce di Breganze diventa parte integrante della costruzione del piatto, creando un ponte ideale tra territorio, tecnica e sensibilità contemporanea.

Alla Locanda di Piero – vini

La stessa filosofia attraversa i primi.
I cappelletti al peposo di manzo con fondo d’arrosto e spugnole evocano immediatamente il patrimonio gastronomico italiano, valorizzando sapori profondi e riconoscibili attraverso una grande precisione esecutiva.

Alla Locanda di Piero – Tagliolino con ragù di corte e tartufo

I tortelloni al radicchio di campo con crema di patate, Parmigiano Reggiano 36 mesi e albicocche disidratate raccontano invece una cucina che sa giocare sull’equilibrio tra dolcezza, acidità e sapidità mantenendo sempre leggibilità e armonia.
Tra le proposte più rappresentative del pensiero di Rizzardi spiccano i ravioli di ricciola con trippetta di stoccafisso, kimchi, latte di cocco e riduzione di mare. Un piatto che sintetizza perfettamente il concetto di Nuova Cucina Popolare Italiana: tecniche globali, contaminazioni consapevoli e un cuore che resta profondamente italiano.Non meno significativo il risotto Carnaroli Acquerello con asparagi, cipollotto novello e Taleggio, che riafferma uno dei principi cardine del manifesto della Locanda: la stagionalità come necessità culturale prima ancora che gastronomica.
Nei secondi la cucina continua a muoversi tra radici e contemporaneità.

Alla Locanda di Piero – Controfiletto di cervo

Il rombo con piselli e polenta richiama immediatamente il Veneto più autentico, mentre le costolette di agnello con babaganoush di melanzane, menta e limone fermentato ampliano l’orizzonte verso il Mediterraneo senza perdere coerenza narrativa.
La guancetta di maiale cotta a bassa temperatura con salsa all’ananas leggermente piccante e spinacino al burro dimostra come anche un taglio popolare possa raggiungere eleganza e profondità mantenendo intatta la propria identità.

Alla Locanda di Piero – Filetto di fegato grasso d’oca

La suprema di fagiano con tartufo nero, radicchio di campo e salsa al whisky torbato rappresenta invece una lettura contemporanea della cucina di selvaggina, capace di coniugare intensità, equilibrio e precisione tecnica.
Se la cucina rappresenta il manifesto della Nuova Cucina Popolare Italiana, la carta dei vini ne costituisce il completamento naturale.

Alla Locanda di Piero – Pane

Alla Locanda di Piero il vino non accompagna semplicemente il cibo. Racconta il territorio.
La sensazione, sfogliando la carta, è quella di trovarsi davanti a una vera geografia enologica del Vicentino. Breganze, Colli Berici, Gambellara e le aree pedemontane diventano protagoniste attraverso una selezione costruita con intelligenza e identità.
Maculan, Piovene Porto Godi, Dal Maso, Cavazza, Inama, Masari, Zonta, Thomas Gonzato, PuntoZero e Tenute Fosca compongono una fotografia autentica di ciò che oggi rappresenta l’eccellenza vitivinicola del territorio. Non una semplice raccolta di etichette prestigiose, ma un racconto liquido che accompagna il commensale alla scoperta di una provincia che ha saputo costruire negli anni una credibilità enologica di assoluto livello.
Particolarmente significativa è la presenza di numerose interpretazioni del Tai Rosso, vitigno simbolo dei Colli Berici, proposto attraverso etichette come Montemitorio, Colpizzarda e Thovara, capaci di raccontarne le differenti sfumature territoriali.
Accanto a lui trovano spazio Carmenère, Cabernet, Merlot, Syrah e Pinot Nero, testimoniando la straordinaria ricchezza vitivinicola di una terra che continua a sorprendere per qualità, identità e personalità.
Breganze occupa naturalmente una posizione centrale anche grazie alla presenza di vini iconici che rappresentano una delle espressioni più alte dell’enologia veneta contemporanea. Non è un caso che proprio il Torcolato ritorni sia nei calici che nei piatti, diventando un filo conduttore capace di unire cucina e territorio. La stessa attenzione emerge nella proposta finale dedicata ai vini dolci. Il Torcolato di Breganze di Maculan dialoga con il Recioto della Valpolicella Angelorum e con il Passito di Pantelleria Giardino Pantesco, costruendo un percorso che attraversa l’Italia mantenendo una sorprendente coerenza narrativa.
Anche il capitolo dessert conferma la maturità della proposta gastronomica.
La panna cotta al pino mugo con crumble al cacao e nocciole, sorbetto alla camomilla e salsa alle fragole richiama profumi di bosco e paesaggi alpini. La torta delle rose con crema Rosolio e sorbetto al pompelmo rosa rilegge uno dei grandi classici della tradizione italiana con eleganza e leggerezza.

Alla Locanda di Piero – Dolce con ciliegie di Marostica

Più intenso e avvolgente “Il mondo si è ubriacato”, una sfera di cioccolato fondente e caramello al rum Dos Maderas 5+5 che accompagna il commensale verso la conclusione del percorso. A completare l’esperienza arriva una proposta di caffetteria tutt’altro che scontata, con selezioni monorigine provenienti da Brasile, Perù e Costa Rica, ulteriore dimostrazione di una cura che non si interrompe con l’ultimo piatto. La Locanda di Piero non cerca di reinventare la cucina italiana.
Cerca qualcosa di più complesso: comprenderla, rispettarla e accompagnarla nel presente.
Tra una trota della Valdastico, un baccalà mantecato che parla veneto, un raviolo di ricciola che guarda oltre i confini regionali, un Tai Rosso dei Colli Berici e un Torcolato di Breganze servito a fine pasto, prende forma una visione gastronomica matura, personale e profondamente identitaria.  La chiamano Nuova Cucina Popolare Italiana. Dopo aver attraversato la cucina di Renato Rizzardi e la sala di Sergio Olivetti, si comprende che non si tratta di una definizione costruita a tavolino. È la sintesi di oltre trent’anni di lavoro, ricerca e fedeltà a un territorio che continua a raccontarsi attraverso il gusto.

 

La Locanda di Piero
Via Roma 32/34

36030 Montecchio Precalcino (VI)|
 0445 864827

www.lalocandadipiero.it 
Instagram: @lalocandadipiero

Tipologia: Ristorante di cucina contemporanea italiana
Chef: Renato Rizzardi (JRE – Jeunes Restaurateurs)
Maître e Sommelier: Sergio Olivetti

Filosofia gastronomica: Nuova Cucina Popolare Italiana, dove memoria, territorio e stagionalità si fondono con tecnica contemporanea e contaminazioni internazionali, senza mai perdere il legame con l’identità italiana.

Carta dei vini: Ampia selezione con particolare attenzione alle eccellenze del Vicentino e del Veneto, affiancate da una ricercata proposta nazionale e internazionale.

Servizi: Sala interna, veranda panoramica, tavoli all’aperto, sala privata, parcheggio.
Chiusura: Domenica sera e lunedì (verificare eventuali variazioni stagionali).

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