Annamarì Campania Falanghina Igp 2016 Tenuta La Jala – Vico Equense (Na)

16/1/2018 1.1 MILA
Annamari' Campania Falanghina Igp 2016 La Jala
Annamari’ Campania Falanghina Igp 2016 La Jala

di Enrico Malgi

“Dai Enrico prova questa Falanghina, vorrei sapere cosa ne pensi”. E come si fa a dire di no a Vincenzo Mercurio. Detto fatto, assaggio la bottiglia di Annamarì Campania Falanghina Igp 2016 della Tenuta La Jala senza neppure guardare l’etichetta. Ottimo vino davvero caro Vincenzo e da dove viene dal Sannio, oppure dai Campi Flegrei? “Ti sembrerà strano, ma questa Falanghina è stata coltivata nella Penisola Sorrentina e precisamente a Vico Equense, comune famoso per tanti prodotti di qualità, ma non certamente per il vino”. E’ vero, hai ragione si tratta proprio di un vino eccellente.

L’azienda agricola appartiene alla famiglia Savarese, di cui Annamaria Cioffi (la musa ispiratrice del titolo della bottiglia in questione) è la referente. Cinque gli ettari di proprietà, coltivati prevalentemente con viti ed olivi, collocati sui terrazzamenti della località San Francesco e che si affacciano sul golfo di Castellammare di Stabia proprio di fronte al Vesuvio. Qui si è venuto a creare un microclima perfetto per l’allevamento della vite: terreno di natura calcarea, arricchito da uno strato di cenere e lapilli; buona escursione termica tra il giorno e la notte; e uve rese sane dal continuo spazzazzolamento della brezza marina.

Controetichetta Annamari' Campania Falanghina Igp 2016 La Jala
Controetichetta Annamari’ Campania Falanghina Igp 2016 La Jala

 

Maturazione del vino per sei mesi in acciaio e poi elevazione in bottiglia. Tenore alcolico di tredici gradi. Prezzo finale intorno ai 10,00 euro.

Già il colore, che si veste di giallo limpido e lucente con riverberi verdolini, è sintomatico. E poi il profumo che emette il vino è tipicamente varietale e territoriale, in particolare propone idilliaci effluvi di fiori di limone, di ginestra, di melone e di mela verde, agganciati poi a richiami di salsedine. In appresso si respirano preziosi tocchi odorosi di aghi di pino e di foglie di eucalipto. Il ventaglio olfattivo si completa con un sottofondo di aliti sulfurei, mentolati e balsamici. In bocca entra un sorso rinfrescante, raffinato, elegante, leggero, gaudente, morbido, citrino, minerale e sapido. Nitidezza di gusto, che va poi a disegnare una bella chiusura sottolineata da toni delicatamente agrumati, tonici e seducentemente appaganti. Da preferire su piatti di pesce, risotti, carni bianche e latticini.

Tenuta La Jala
Via Luigi Serio, 5 Vico Equense (Sa) –
www.lajala.it
Enologo: Vincenzo Mercurio.
Ettari di proprietà: 5
Vitigni: aglianico, piedirosso, falanghina e uva di sabato

 

2 commenti

    Francesco Mondelli

    (16 gennaio 2018 - 10:16)

    Per Vincenzo praticamente un lavoro a chilometro zero.PS.Vedi Enrico grazie ai cambiamenti climatici sta succedendo una rivoluzione per cui nulla è più certo se nonché la toponomastica dei territori vacati alla viticultura andrà completamente riscritta sopratutto in concomitanza dei nuovi cloni e vitigni studiati ad hoc per le nuove situazioni climatiche.Ne vedremo delle belle e ,come ama ripetere il nostro padrone di casa,chi vivrà berrà.FM

    Enrico Malgi

    (16 gennaio 2018 - 12:37)

    Caro Francesco di assicuro che si tratta davvero di un bel risultato!

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