Gruccione 2011 Piedirosso Campi Flegrei doc di Antonio Iovino

22/1/2013 1.8 MILA

di Sara Marte

Che rimanga tra noi: La nuova cantina è quasi pronta! Antonio Iovino l’ho incontrato a fine dicembre. Tornava da un mercatino della Coldiretti cui spesso partecipa, non solo con i suoi vini, ma con i prodotti che coltiva qui e lì nello stesso piccolo appezzamento dove insistono le vigne. Programma da un po’ la conversione a biologico. In anteprima abbiamo dato un’occhiata al nuovo punto di accoglienza. Da una parte la cantina, dall’altra la bottaia ed infine un luogo di ristoro con una vista che toglie il fiato.

La vista incredibile verso il mare (foto di Sara Marte)

Da quando, la prima volta, ci arrampicammo sulle impalcature ed eludemmo la sterpaglia, pare passato un secolo e invece è poco più di un anno. Che uomo determinato.  Usando un’espressione da vecchi tempi che appare adatta a lui: “ che gran lavoratore”. Nessuna anticipazione fotografica ammessa! Io, rassicurante nella mia scaramanzia, lo davo per scontato! Mentre noi chiacchieriamo, il figlio Giuseppe continua a lavorare. Pare stia imparando volentieri il duro mestiere di famiglia. Antonio, padre orgoglioso, ripone molte speranze sul suo futuro.

Le viti nella bella vigna di Antonio Iovino che vanno dai 15 ai 60 anni (foto di Sara Marte)
Le vigne aziendali ( foto di Sara Marte)

Due ettari appoggiati nel cuore dei Campi Flegrei fluttuano bellissimi nell’unicità di questo magnifico territorio. Il Vesuvio, in lontananza, guarda di fronte a sé la solfatara. Il mare chiude il cerchio in un abbraccio che avvolge ogni vite di questa piccola cantina. Così, immersi in questo spettacolo inatteso, scegliamo puro, semplice e base il Piedirosso dei Campi Flegrei Gruccione 2011. E’ uno dei tre vini aziendali: rigorosamente falanghina e piedirosso ed un nuovo nato da “Vigne Storiche”, altro piedirosso con un breve passaggio in legno, proveniente da quelle piante con un’età media di 60 anni. La bottiglia di Gruccione, dal nome dell’uccello “acquaiolo”, com’è chiamato localmente, che in primavera zampetta in vigna, è un piedirosso tra i più classici, gustosi e territoriali vini di sempre. Solo 4.000 bottiglie e circa 8 euro.

Piedirosso dei Campi Flegrei Gruccione 2011, Iovino Azienda Vitivinicola Montespina (foto di Sara Marte)

Colore rosso, con le sue attese trasparenze, questa 2011 ha tutta la tipicità che ti aspetti. Minerale di terra di solfatara, note ematiche, scorza di arancia ed erbe mediterranee. Bello dritto, pulito e puro.  La bocca scorre via leggera e freschissima. Mi piace questa mano saggia che mai carica i propri vini. Assieme a Gianluca Tommaselli, enologo aziendale, Antonio lascia che si esprimano per quello che sono. La cura permette che mai cadono in quelle esagerazioni da “vino del contadino” in cui, ogni tanto, il difficile piedirosso, si trova intrappolato. Così il tannino sottile ed elegante si mischia ad una buona freschezza ed a una sapidità gustosissima. Naso e palato sono una cosa sola e tutto scivola via nel tempo di un sorso che ne reclama un altro ed ancora un altro e … bottiglia finita!

 Iovino Azienda Vinicola Montespina è in via San Gennaro Agnano, 63 a Pozzuoli (Na).Tel 0815206719 cell. 340 5258835; email [email protected]. Vitigni: falanghina e piedirosso. Enologo: Gianluca Tommaselli. Ettari vitati: 2

8 commenti

    Maurizio De Simone

    CI PIACE!!!

    22 gennaio 2013 - 10:26

    carmine

    Delizioso, davvero delizioso.

    22 gennaio 2013 - 10:53

    Tommaso Esposito

    Bellissima descrizione di Antonio, della vigna, della cantina e del vino.

    22 gennaio 2013 - 11:29

      Sara Marte

      Grazie Tommaso, ma in fondo quando c’è ciccia è tutto più facile! :o)

      22 gennaio 2013 - 22:53

    Gennaro

    Una splendida realtà dei Campi Flegrei. Piccola, curata e tradizionale cha fa due vini di territorio (attendo molto curioso di provare il vigne storiche) di grande beva. E’ bello che si parli di queste cantine così specifiche. Le persone fanno la differenza e Antonio Iovino è uno di quelli che mette il cuore in ciò che fà. Grazie per questo bel quadro.

    22 gennaio 2013 - 11:46

      Sara Marte

      Hai detto proprio bene Gennaro…un vino deve essere buono, il territorio quello giusto ma le persone fanno la differenza, assolutamente d’accordo.
      Felice che ti sia piaciuto l’articolo,
      Un saluto

      22 gennaio 2013 - 22:52

    Valerio Rosati

    Antonio Iovino è un signore e un ospite delizioso. Visitai le sue spettacolari vigne poco più di 1 anno fa con mio suocero, incuriosito dal primo articolo di Sara (grazie, a proposito :-) e spinto dalla voglia di assaggiare l’ottima falanghina. In quell’occasione, grazie al buonissimo Gruccione, ho (ri)scoperto il piedirosso, vino che avevo incautamente abbandonato dopo qualche bottiglia “sbagliata”. Spero di tornare presto per vedere la cantina terminata e per il Vigna vecchia. Complimenti davvero!

    22 gennaio 2013 - 22:35

      Sara Marte

      Grazie a te Valerio! La visita in cantina è sempre la parte più bella, vera e intima della riscoperta di un territorio e magari, proprio come è capitato a te, di un vino.
      Ti abbraccio

      22 gennaio 2013 - 22:50

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