Borgo Santa Sophia, una masseria tra il verde e la memoria di Cuma


di Ornella Buzzone
A Pozzuoli, su quattro ettari di terra, prende forma un progetto di ospitalità che guarda alla Puglia e affonda le radici nella storia flegrea.

Borgo Santa Sophia, l’esterno

Il bianco delle pareti, le linee essenziali degli ambienti e il verde che entra dalle finestre: Borgo Santa Sophia richiama subito l’immagine di una masseria pugliese. Ma qui siamo a Cuma, nel cuore dei Campi Flegrei, in un luogo dove natura e storia si incontrano a pochi passi dai resti dell’antica acropoli. La proprietà si estende su circa quattro ettari. Attorno alla masseria ci sono alberi da frutto, ulivi, orti e giardini; all’interno, la scelta di materiali e arredi sobri lascia spazio alla luce e al paesaggio. È una semplicità solo apparente: nelle suite si ritrovano finiture ricercate, marmi, vasche idromassaggio, docce ampie e una zona bar con macchina del caffè.

Borgo Santa Sophia, il giardino

La cura si vede nei dettagli, senza appesantire gli ambienti. Il Borgo porta il nome di Sofia, la figlia del proprietario Luigi Barone, e nasce da una gestione familiare. L’apertura ufficiale è avvenuta il 24 giugno, dopo un lungo lavoro di recupero e rinnovamento. Giulia, che si occupa dell’area alberghiera e dell’accoglienza, mi racconta che quando è arrivata, all’inizio di maggio, c’erano ancora i mattoni e molte delle parti oggi visibili dovevano essere realizzate.

Borgo Santa Sophia, la serra per eventi e il limoneto

In poche settimane, prati e serra hanno preso forma insieme al resto del progetto. «Siamo una start-up», dice, descrivendo un gruppo che ha imparato a costruire il Borgo giorno dopo giorno, spesso lavorando fianco a fianco con gli operai.

Borgo Santa Sophia, la camera

Borgo Santa Sophia, la colazione

Oggi le camere sono cinque suite, pensate anche per accogliere coppie e ospiti che scelgono la zona per un matrimonio o un soggiorno nei Campi Flegrei. I nomi richiamano parole e concetti della lingua greca, in omaggio alla vicinanza con l’antica Cuma. Sofia è la suite familiare, composta da due camere comunicanti che possono essere utilizzate insieme o in modo indipendente. Ci sono poi Agape, Thalaia, Armonia e Aura: quest’ultima affaccia sulla corte verde, tra la serra, l’aranceto e il limoneto; Thalaia, con la vasca in camera e la vista sulla vegetazione, è pensata anche per gli sposi. La serra è uno degli spazi più caratteristici del Borgo: una sala vetrata immersa nel verde, utilizzata per gli eventi e adatta a vivere il giardino anche quando il tempo non accompagna. L’idea è quella di una festa che mantenga un contatto con l’esterno, tra prati e natura, con un’atmosfera particolarmente suggestiva nelle sere d’estate e nei mesi più freddi. Anche per l’ospitalità sono in programma nuovi sviluppi: una piscina, un rooftop con vista fino al mare e una spa da realizzare recuperando un antico cunicolo legato al sistema idrico. Sono progetti, non servizi già attivi, ma raccontano l’ambizione di costruire un luogo in cui il soggiorno possa intrecciarsi con il paesaggio e la storia. Il ristorante si inserisce in questo percorso.

Borgo Santa Sophia, il ristorante

La sala, la mise en place e l’eleganza degli ambienti fanno pensare inizialmente a una proposta fine dining; poi il menu riporta a una cucina più diretta, di tradizione e sapori riconoscibili. Ci sono la parmigiana di melanzane, le polpette al ragù napoletano, le alici di Cetara con burro e pane tostato, lo scarpariello e i fusilli alla Nerano. Accanto alla pasta, anche secondi come la guancia di manzo cotta a bassa temperatura e il trancio di ricciola.

Borgo Santa Sophia, lo scarpariello

Borgo Santa Sophia, la tartare

Borgo Santa Sophia, la cotoletta fritta alla milanese

Borgo Santa Sophia, pane burro e alici

Borgo Santa Sophia, il tiramisù

Il progetto punta sulla stagionalità e sui prodotti dell’orto biologico: pomodori, carciofi, zucchine, verze, friarielli e diverse varietà di cavolo. La pasta fresca, come pappardelle e tagliatelle, completa una proposta che vuole restare vicina alla cucina di casa, con materie prime di qualità e una presentazione curata. In cucina lavorano Antonio Mastracchio, Gennaro e Rosario, insieme alla squadra che segue il ristorante. La direzione è quella di una cucina semplice nei sapori, ma attenta alla scelta degli ingredienti. È proprio nella ristorazione che Borgo Santa Sophia deve ancora trovare la sua piena misura.

Borgo Santa Sophia, la cena

La struttura è giovane e le sue potenzialità sono evidenti, l’esperienza a tavola ha bisogno di consolidarsi e di crescere insieme al resto del progetto. Le materie prime, gli spazi e l’idea di cucina offrono una base promettente: con il tempo e il lavoro quotidiano, il ristorante potrà esprimere con maggiore continuità il valore che oggi lascia intravedere. Intanto, il Borgo guarda anche alla terra. Sono previsti cavalli e altri animali, con l’idea di sviluppare una fattoria didattica; nei prossimi anni potrebbe arrivare anche la produzione di miele, mentre ulivi e alberi da frutto fanno già parte del paesaggio. Tra noci, pesche, mele, pere e ciliegie, la tenuta immagina una filiera sempre più vicina alla cucina, utilizzando ciò che la proprietà produce e creando un legame concreto tra orto, tavola e ospitalità. Borgo Santa Sophia è, dunque, un luogo ancora in divenire. La sua storia è appena cominciata: una famiglia, una squadra che ha contribuito a far nascere gli spazi in tempi rapidi e una terra ricca di possibilità. A Cuma, dove ogni angolo rimanda a una memoria antica, il Borgo prova a costruire una nuova forma di accoglienza. Le basi ci sono; adesso sarà il tempo a raccontare quanto saprà crescere.

Costo medio oscilla dai 50€ ai 70€

Borgo Santa Sophia
Lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato: aperti pranzo e cena
Domenica: aperti solo a cena
Martedì: chiusi
Via Arco Felice Vecchio, 72 – Pozzuoli (Napoli) Telefono: 081 1776 7209 – borgosantasophia.it

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