Cantina Elio Ottin

11/7/2020 879
Petite Arvine-abbinamento
Petite Arvine-abbinamento

di Milena Ferrari

L’acronimo VdA per me non significa solo Valle d’Aosta ma “vini da assaggiare”. Tanti vini da assaggiare.

Da Donnas a Morgex, passando per Chambave, Sarre ed Arvier, la regione più piccola d’Italia regala eccellenze vitivinicole dalla qualità costante e straordinaria. I vigneron valdostani sono tenaci e caparbi nel coltivare la vite sino a 1000/1200 metri di quota riuscendo ad ottenere nettari apprezzati per la struttura e l’eleganza.

Petite Arvine
Petite Arvine

Non si sottrae a queste caratteristiche la cantina di Elio Ottin, nella frazione Porossan Neyves di Aosta. Ho conosciuto Elio e Nicolas Ottin sei anni fa in occasione del Vinitaly. Da allora, tutti gli anni vado in Valle d’Aosta e non torno a casa senza la loro Petite Arvine.

Il vitigno, di origine svizzera, fu portato in Valle d’Aosta da Joseph Vaudan – l’artefice della ripresa vitivinicola regionale – intorno alla metà del secolo scorso. È un semiaromatico con una maturazione tardiva, contraddistinto da mineralità e salinità. È definito “vite dei ghiacciai” per la predisposizione alla coltivazione a considerevoli altezze resistendo senza problemi ai climi più freddi.

Petite Arvine
Petite Arvine

L’azienda, come la conosciamo oggi, nasce nel 2007 ma Elio Ottin iniziò a dedicarsi al vino e alla terra in generale (la famiglia coltiva mele ed alleva bovini) già nel 1989 quando acquistò i primi appezzamenti. Lasciato il lavoro agli uffici regionali, nel 1999 getta le solide fondamenta di questa affascinante e appagante avventura. Ultima scommessa vincente è l’etichetta L’Emerico, Pinot nero in purezza, dedicato all’amato padre. Riconoscimenti ed elogi si susseguono negli anni.

Nel calice una Petite Arvine, annata 2018, con titolo alcolometrico di 14,5%. Giallo paglierino luminoso e concentrato. Bouquet fine di fiori bianchi ed erbe aromatiche oltre a profumi fruttati che ricordano l’ananas, il melone e il pompelmo. Al sorso è strutturato ed equilibrato con la spinta calorica bilanciata dalla vena di freschezza e di sapidità minerale. Vino dal finale lungo, gradevolmente fresco e godibile che invoglia a riempire nuovamente il calice. Da abbinare a prodotti tipici quali fontina d’alpeggio, salumi locali, scaloppe e crespelle alla valdostana. Ottimo anche con preparazioni a base di pesce dai sapori delicati.

Cantina Elio Ottin
Frazione Porossan Neyves, 209 – 11100 Aosta (AO)

Cell. +39 3474071331
www.ottinvini.it
Ettari vitati: 8
Enologo: Elio Ottin
Vitigni coltivati: Petite Arvine, Fumin, Pinot nero, Petit Rouge, Cornalin

4 commenti

    salvatore de piano

    Confermo, bevuta la 2018 a casa in compagnia di un amico che, inevitabilmente è ripartito con una bottiglia.

    11 luglio 2020 - 10:13

    Francesco Mondelli

    Conosco la casa-cantina spartana d Ottin con all’ingresso una bella pianta di albicocca che dovrebbe essere a buon punto di maturazione ed ho bevuto il suo Fumin 2011 qualche giorno fa su trancio di tonno appena scottato Una meraviglia il vino nonché il pesce fresco .”Vini di montagna da bere al mare”vado ripetendo da anni e se la Valle D’Aosta (così come il nostro)sono premiati spesso per i vini a bacca bianca personalmente preferisco quelli rossi.FM

    11 luglio 2020 - 15:50

    Enrico Malgi

    Brava Milena ottimo servizio davvero. La Val d’Aosta pur essendo una piccola entità merita tutta l’attenzione possibile. I suoi vini sono una riuscita mescolanza francese-italiana, con punte di eccellenza.

    11 luglio 2020 - 21:22

    Milena Ferrari

    Grazie Enrico
    La Valle d’Aosta ha tanto da offrire, come tutta la nostra bella Italia ☺️

    11 luglio 2020 - 21:55

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