Chalet Numero 7 in Valle Castellana
di Cosimo Torlo
Novembre è un mese eccellente per andare a funghi, nel mio caso non per boschi all’alba, ma per trattorie che li propongono comodamente seduti a tavola, e su indicazione dell’amico Nello mi sono spinto a Valle Castellana, un piccolo paese di mille anime, posto su una lieve altura in provincia di Teramo, tra i Monti della Laga, a 18 chilometri da Ascoli Piceno, e 40 da Teramo. Arrivarci in questa stagione, via Ascoli in pieno foliage è una meraviglia, paesaggi e luoghi incontaminati, nei quali ci si imbatte in svariate situazioni ambientali: castagneti secolari, praterie floreali, fiumi e ruscelli purissimi, il tutto contornato da borghi in pietra e vecchi mulini abbandonati.
Un territorio affascinante, ricco di storia, cultura e tradizioni: la Vallata del Castellano è il comprensorio sul quale essa si espande e va dalle quote medio basse (400 mt s.l.m.), fino alle elevate cime che sfondano il muro dei 2400 metri sul livello del mare. La diversità altimetrica, l’abbondanza di acqua e la varietà di microclimi presenti, hanno favorito la nascita e l’espansione di foreste e di fitti boschi dove si incontrano faggi, olmi, tigli, castagni. Tutto questo, con il clima montano che vede inverni nevosi ed estati miti favoriscono la nascita dei funghi porcini che insieme ai marroni sono riconosciuti per la loro bontà.
Affascinante e interessante è anche la storia di Stefania e Romolo, i due gestori, lei in cucina e lui in sala, che nel 2018 hanno realizzato il loro sogno, inaugurando il loro Chalet Numero Sette, una struttura la cui realizzazione ha voluto dire anni di lavoro che sono iniziati nel 2012. Una scelta voluta, trasferirsi dal proprio paese natio, in provincia di Viterbo per prender casa e bottega con due figli piccoli in un luogo allora poco attrattivo e spopolato a causa del terremoto avendo solo entusiasmo e poche certezze.
Da quel che ho potuto vedere la scommessa è stata vinta, la loro ricetta è quella che da sempre amo di più, una cucina del territorio con i prodotti che la storia, la terra e l’uomo producono, nel caso loro funghi e carne di agnello. Prodotti fantastici che Stefania in cucina tratta con sapienza, intelligenza affinchè la materia prima sia lei ad esprimersi per dare a noi viandanti il piacere che cerchiamo.
Il loro menù è superbo, con gli amici con i quali mi sono accompagnato abbiamo condiviso molte delle portate e sarebbe inutile e sbagliato dire quali son stati quelli più buoni, semplicemente perché è stata l’insieme dell’esperienza gastronomica a darci sommo piacere. Dividendo in due parti lo spettacolo partendo dai funghi porcini, fritti (stupendi), la testa di porcino arrosto (indimenticabile), l’insalata di funghi (corretta), tris di tartine con i funghi, bocciolo di porcino arrosto (sfizioso).
Il secondo tempo è un inno all’agnello, ora non so dire se è locale, ma quel che è certo che raramente ho trovato questa carne così succulenta, con la lacrima post cottura che riempie la bocca di un sapore antico che sa di buonissimo. Due le portate, la grigliata di agnello e castrato e la cotoletta di agnello fritta. Quest’ultima insieme al fritto di porcini e la testa di porcino arrosto le brama anche ora che ne sto scrivendo.
Complimenti ragazzi, che la fortuna vi abbracci da mano a sera, quel che è certo che tornerò presto a trovarvi, e a voi lettori un invito, andate a trovarli, se lo meritano e quel che spenderete sarà il costo di un triste e medio pranzo metropolitano.
Chalet Numero 7
V. Giacomo Leopardi, 6, 64010 Valle Castellana TE
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