Chest’è, il Mediterraneo in un bicchiere: il cocktail di Peppe Guida


Peppe Guida e il suo amaro

di Laura Guerra

In napoletano, “chest’è” vuol dire semplicemente “questo è”.
Nessun giro di parole: un liquore che si presenta così, con la franchezza di chi non ha bisogno di spiegarsi troppo. Lo firma Peppe Guida, chef con una stella Michelin, anima dell’Antica Osteria Nonna Rosa gran padrone di casa Villa Rosa – La Casa di Lella, raffinato resort affacciato sui colori della Penisola sorrentina. Lui è uno che questo territorio lo racconta da anni con i piatti e, oggi, anche con una bottiglia.

La firma di Peppe Guida

Dentro c’è un infuso alcolico di agrumi, erbe e spezie, 30 gradi, un carattere aromatico ed equilibrato che lui definisce mediterraneo e con cadenza casalinga: “ce stà o’bell e ce stà o’buon”. Arancio, limone bergamotto, china rabarbaro, radice di genziana, pepe nero. Basta avvicinare il naso per capire da dove viene: dalla scorza di limone che profuma le mani, dalle erbe della costa, da quella dolcezza mai stucchevole che chiude il sorso con un finale armonioso e persistente. Pensato per essere bevuto da solo, come aperitivo o a fine pasto, Chest’è ha anche una versatilità che si presta al gioco della miscelazione.
Ed è qui che entra in scena il cocktail dove il color ambra si fa più tenue aggiungendo acqua tonica e più aromatico con gli oli essenziali sprigionati dalla scorza di limone.
Un drink che porta nel bicchiere la stessa cucina che Guida serve a tavola: ingredienti riconoscibili, equilibrio, memoria di territorio.

Chest’è da meditazione

Anche nella versione pink dove la tonica usata è quella al pompelmo e la nuance richiama a Rosa che qui è un suono che sa di affetti – la figlia, Rossella Guida, ha raccolto con competenza e garbo, insieme a Rossella Sorrentino il testimone dell’accoglienza; Antica Osteria Nonna Rosa e Villa Rosa-La Casa di Lella sono posti dove risuona l’energia delle cose ben fatte.
E non si può che chiudere in dolcezza con la creazione di Francesco Guida il figlio pastrychef che ha ideato la Madeleine con gelato alla vaniglia del Madagascar affogato al Chest’è.
Perché è questo, in fondo, il filo che lega il piatto al bicchiere: la capacità di trasformare un paesaggio, quello dei limoni e delle colline della Penisola Sorrentina, in un sapore che ritrovi e ti porti a casa. Un sorso alla volta.

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