Coda di Volpe, le dieci etichette da scegliere nel 2017 e bere a volontà

29/8/2017 2.6 MILA
Vincenzo Mercurio e Paolo Cotroneo
Vincenzo Mercurio e Paolo Cotroneo

Coda di Volpe: non ci stancheremo mai di promuoverla e difenderla: a nostro giudizio questo bianco, coltivato soprattutto in Irpinia e in Sannio ha ancora tante potenzialità inesplorate. Quasi tutte le bottiglie, a parte la 2014 di Perillo che esce in ritardo, sono dell’annata 2016 e straordinariamente interessanti. Ecco i nostri consigli.

1-Bianco di Bellona Coda di Volpe 2016 Irpinia doc
Tenuta Cavalier Pepe
Nessuna azienda più di questa condotta da Milena Pepe crede nella Coda di Volpe. Talmente bianco di territorio da essere piantato con decisione quando il padre Angelo, proprietario di ristoranti a Bruxelles,  ha deciso di avviare l’azienda agricola nei luoghi di origine. Proprio quest’anno abbiamo svolto una verticale che ha confermato la longevità di questo vino arrivando sino alla 2006. Questa ultima versione è sicuramente ai suoi primi passi, ancora molto fresca e piacevole. Buono il corpo, bella la sapidità, interessante la chiusura. Un bianco da aspettare almeno un anno.
www.tenutacavalierpepe.it

2-Coda di Volpe 2016 Sannio dop
Fattoria La Rivolta
Impossibile trovare un motivo, ma il fatto è che la Coda di Volpe di Paolo Cotroneo è sicuramente sempre molto buona, conferma la vocazione naturale per questa uva a cui ha dato sempre tanto lustro e che regala enormi soddisfazioni agli appassionati quando si conserva per alcuni anni. Continuiamo ad aprire vecchie bottiglie e la Coda, come tutti i suoi bianchi, registrano una piacevole evoluzione nel tempo. Siamo convinti che questo millesimo regalerà moltissime soddisfazioni, già adesso è ricco, elegante, lungo. Una bella interpretazione di Vincenzo Mercurio.
www.fattorialarivolta.it

3-Coda di Volpe Irpinia dop 2014
Perillo
A volte capita che accendere i riflettori su vini di poche bottiglie può essere controproducente per chi li ama. Fatto sta che è difficile per Michele resistere alla pressione del mercato quando per tanto tempo ne abbiamo scritto le lodi. Così sempre in ritardo esce, ma con meno anni. Sfumate le 1200 bottiglie del 2013, stavolta vi possiamo parlare della 2014 assaggiata però in vasca e che di fatto sono già tutte assorbite. Il nostro consiglio è conservare il più possibile questi capolavoro perché veramente l’evoluzione nel corso degli anni supera oltre immaginazione.

4-Coda di Volpe Jenn’emois 2016 Sannio doc
Ciabrelli
Sempre meglio i vini di Tonino Ciabrelli, piccolo viticoltore di Castelvenere. Una svolta avvenuta qualche anno fa che regala pulizia ed essenzialità alle bottiglie, soprattutto quelle con i vitigni del territorio come appunto la Coda di Volpe. In questo millesimo floreale e fruttato al naso, sapido e piacevole in bocca di conferma una linea, secondo noi vincente, che puntaalla semplicità e si tiene al tempo stesso lontana da ogni nota dolce ruffiana. Una rotta epr fortuna ormai seguita da quasi tutti in Campania, soprattutto per quanto riguarda i vini  bianchi.
www.ciabrelli.it

5-Coda di Volpe Mariu 2016
Sorrentino
Non può che piacerci questa esecuzione di Sorrentino, una piccola azienda biologica che vede tutta la famiglia al lavoro alle falde del Vesuvio. Attenzione ai due vini simbolo del territorio sempre ben centrati da una vinificazione attenta e puntigliosa che tiene conto delle caratteristiche delle uve. La nota di questa Coda vesuviana è segnata soprattutto dal un bel naso florale ampio e piacevole. Al palato si mantiene il tono sapido con una chiusura amara che lorende molto efficace negli abbinamento con le ricette della tradizione di mare e di orto.
www.sorrentino.vini

6-Janare Coda di Volpe Sannio 2016 dop
La Guardiense
Lavora sempre alla grande questa cantina sociale dotto la guida di Riccardo Cotarella. Un riferimento assoluto per il territorio sannita e la Campania che consente, grazie agli oltre mille ettari di proprietà dei soci, di avere sempre alta qualità in cantina e di tutelare le piccole produzioni. In questo caso è sicuramente positiva la scelta di conservare la Coda di Volpe che si presenta floreale, dotata di buona acidità, davvero un’ottima esecuzione di questo vitigno che soprattutto nel Sannio soffre della “concorrenza” della falanghina. Ottima sulla cucina contadina.
www.laguardiense.it

7-Coda di Volpe 2016 Irpinia doc
Di Prisco
Più che viticultore, Pasqualino Di Prisco è un ottimo vinificatore. Da anni segue i suoi conferitori e riesce sempre ad ottenere il meglio, del resto i bianchi sono sempre una sorpresa piacevole nei tempi medio-lunghi perché c’è attenzione e capacità di attendere. Anche la Coda di Volpe va sempre aspettata un po’. Buona frutta al naso e in bocca, sapidità e buon corpo fanno da corredo. La spendiamo sulla cucina dell’orto irpini, sui prosciutti del territorio, anche sugli splendidi fiordilatte della vicina Montella. Impareggiabile rapporto tra qualità e prezzo.
www.cantinadiprisco.it

8-Coda di Volpe Irpinia 2016 dop
Tenuta del Meriggio
Debutto per questa azienda voluta da un imprenditore di un altro settore.Doppio plauso allora per la volontà di riproporre questo antico vitigno quando un po’ tutti son concentrati sugli altri bianchi principali. Ottima esecuzione, sottile ed elegante, con un naso agrumato e floreale nelle prime battute, tanta verve acida al palato in una cornice sapida e con il finale amarognolo. Davvero una bottiglia che entra di diritto nelle dieci che consigliamo con la dritta di serbarla bene almeno un annetto, quando cioè si esprimerà in modo migliore perché più equilibrato.
www.tenutadelmeriggio.it

9-Coda di Volpe 2016 Campania igt
Di Meo
Da sempre Di Meo ha avuto un’occhio di riguardo alla Coda di Volpe utilizzando uva di Salza Irpina, Montemarano e Manocalzati coltivata tra i 500 e i 550 metri. All’inizio entrava in un blend con altri bianchi in vigna Olmo, poi è stata vinificata in purezza sempre con ottim irisultati. L’esecuzione, solo in acciaio come tutte le precedenti, è molto gratificante in bocca, dove è sottile e fresca, secca e scattante. Un bianco sottile ed elegante che esprime il meglio nnellarco delle prime due, tre stagioni, soprattutto in abbinamento con le ricette contadine del territorio.
www.dimeo.it

10 -Lunajanca 2016 Beneventano Igt
I Borboni
Non poteva mancare in questa rassegna la radizionale etichetta di questa bella realtà aziendale di Lusciano, in provincia di Caserta. Da sempre, infatti, la famiglia Numeroso hanno tenuto questo vino fermo nel loro catalogo e il risultato anche di questo millesimo è decisamente appagante e positivo. Buona freschezza, frutta e sapidità al palato ne fanno un bianco abbinabile e gradevole. L’unico esempio di Coda di Volpe vinificata in purezza in provincia di Caserta con ottimi risultati che resistono spavaldamente anche allo scorrere del tempo.
www.iborboni.it

4 commenti

    Sara

    (29 agosto 2017 - 09:27)

    Davvero interessante e pieno di informazioni utili questo post :)

    Francesco Mondelli

    (29 agosto 2017 - 11:19)

    La volpe mangiò l’uva e questa si innamorò della sua coda e nella forma la imitò.Dieci ottimi esempi di questo vitigno in cui anch’io credo molto.La Campania bianchista ha un’arma in più nel sempre più agguerrito mondo del vino.FM.

    Lina

    (29 agosto 2017 - 20:47)

    Non so chi ha fatto la selezione, impossibile non inserire Vadiaperti.

    Marco

    (6 settembre 2017 - 00:02)

    Concordo con Lina, impossibile lasciare fuori Vadiaperti.

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