Coronavirus e delivery, la differenza tra Campania e Italia. No, non stiamo su scherzi a parte

24/4/2020 14.5 MILA
Coronovirus, Campania e Italia
Coronovirus, Campania e Italia

Viviamo nella società dell’immagine e non c’è nulla di più chiaro di questa. A sinistra come dovrebbe lavorare un ristoratore o un pizzaiolo in Campania dal 27 secondo l’ordinanza di De Luca e a destra come GIA’ lavorano in Italia.
Ora capirete che se in tanti preferiscono restare chiusi almeno sino al 4 per vedere cosa succede non è perchè sono pazzi.
Ve lo immaginate un pizzaiolo con quella tuta infiammabile vicino a un fuoco?
E poi, perchè i pizzaioli si e tutti gli altri, a cominciare dai panettieri no?

Insomma, una concessione che limita fortemente in Campania il diritto di lavorare per mantenere le proprie attività e le proprie famiglie.
Volete sapere chi sono i cervelloni che hanno deciso questa cosa? La task force campana, composta da de Luca solo il 28 febbraio, cioè sette giorni dopo i primi casi di Covid in Italia!!!!!!
Prima o poi si parlerà davvero di come sono andate le cose? Chissà.

Non facciamo i nomi perchè sono pubblici e chiunque può trovarli in rete.
Diciamo che questi superstipendiati hanno deciso senza chiedere alcun parere a nessuno che opera nel settore creando delle norme assurde che neanche la casta dei burocrati di Bruxelles avrebbero mai potuto immaginare.

Coronavirus: protocollo ufficiale di sanificazione per bar, ristoranti, paninoteche, pizzerie e librerie

Ecco invece come funziona ad esempio la catena di Berberè in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Lazio.

ITALIA

1) il numero di lavoratori per turno sarà il minimo sindacale per ovvi motivi

2) tra i lavoratori presenti dovrà essere sempre garantita la distanza di minimo 1 mt

3) i lavoratori presenti indosseranno guanti e mascherina durante le lavorazioni

4) saranno a disposizione sapone e gel per il lavaggio frequente della mani

5) consegnare dei DPI, con allegato modalità di utilizzo e indicazioni, sul lavaggio frequente delle mani

6) per ogni lavoratore consegnare verbale con le indicazione riportate al punto 3 e 4;, sul lavaggio della mascherina se fatto autonomamente da ogni lavoratore, spiegargli bene le modalità, se c’è una scheda tecnica del prodotto acquistato consegnarla

7) a fine serata, intervento di pulizia e sanificazione dei servizi e luoghi di lavoro

8) aggiorno DVR e manuali HACCP per i punti indicati

9) 2/3 tavolini all’ingresso sul quale appoggiare le pizze in partenza, l’operatore delivery si avvicinerà solo dopo l’allontanamento del lavoratore Berberè

10) Con il nastro carta dal lato del operatore delivery tracciamo la distanza di 1 mt, distanza alla quale questi si deve fermare obbligatoriamente, in attesa delle pizze.

Stessa cosa per i corrieri e fornitori.

Ah, una notizia: forse oggi a Firenze parte anche l’asporto. Ci osno amministratori che hanno a cuore le esigenze economiche delle categorie su cui si basa la reale economia di una città non industruale.

Insomma, in Campania meno lavoro negli ospedali ma più lavoro ai Vigili del Fuoco!
Auguri a tutti!!!

 

Un commento

    Giustino Catalano

    Il ragazzo della foto in Campania non è a norma dell’ordinanza. Non ha i copricalzatura.
    Quelli con i quali in cucina non si può stare e si scivola.
    Più lavoro anche per gli ortopedici

    24 aprile 2020 - 09:53

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